RIFLESSIONE SUL VOLUME “SCHERMI RIFLESSI”

Un pregevole lavoro del noto critico cinematografico Armando Lostaglio 
             
Nella casa di Filomena (che affettuosamente chiamavamo “Pacella”) aprivo il mio primo sguardo di bambina allo schermo televisivo. Seduta, anche per terra a gambe incrociate, scoprivo la Tv dei Ragazzi. Ma, soprattutto, scoprivo che c’era un mondo che andava oltre i miei luoghi di vita del Rione dei Morti, della Fontana e della Chiesa. 





C’era un altro mondo “vivo” che si apriva con la televisione nella casa della signora, la quale generosamente ospitava tutti, grandi e piccini del vicinato. Era l’inizio degli anni Sessanta. Stava accadendo qualcosa con il boom economico. Per i bambini stavano arrivando nuove avventure. Quanta bella televisione!
Oggi, il ragazzino di allora che apriva generosamente la sua casa per far vedere e condividere l’unica televisione del vicinato, è un ragazzo cresciuto, un critico di cinema e di televisione, che ha conservato lo stesso sguardo di allora, curioso, aperto e sensibile ai fatti della vita. La sua passione è tutta rivolta a film, musica, e televisione: a quei luoghi creativi, artistici, ma anche informativi che, con linguaggi diversi, raccontano la vita. Con la raccolta dei vari articoli, ultima pubblicazione “Schermi riflessi - di cinema e televisione”, Armando Lostaglio, seguendo i vari palinsesti televisivi, oltre che film e fatti di cronaca, entra nel vivo della realtà. Osserva, annota, analizza, e propone al lettore un suo modo particolare e partecipato per leggere criticamente fatti, programmi e personaggi che abitano la televisione. Ne esce fuori, in buona parte, una carrellata di programmi al negativo che trattano lo spettatore da semplice consumatore e non “da agente collettivo di democrazia” (Bevilacqua). Il nostro critico si sofferma, anche, su quegli aspetti positivi di una televisione colta, il più delle volte notturna, e in particolare su Blob, da lui considerato “cinema evoluto”. A supporto delle sue attente analisi entrano in gioco i grandi protagonisti della cultura, dal cinema alla televisione, dalla musica alla letteratura, una comparazione di alti riferimenti artistici, ma anche sociali, che danno modo a noi lettori di acquisire un metodo originale di leggere ogni cosa dentro altre cose. Un fatto con altri fatti. Una catena di riferimenti per associare più idee e quindi più visioni. Come non ricordare “Le madri- coraggio”, articolo riferito alle donne, e in particolare alla mamma di Elisa, che in una tragica storia lucana, usa con grande dignità la parola, laddove solitamente la televisione urla una comunicazione volgare ed aggressiva, anche per l’intrattenimento e l’informazione. Infischiandosi di noi spettatori, che invece vogliamo cultura, arte e più pudore. 
La raccolta si presta a tante riflessioni. Ogni pagina è un tema, ogni tema è uno squarcio sulla realtà lucana e nazionale raccontato con uno stile critico essenziale ma articolato, intriso di richiami culturali ma anche di fatti reali, ricordando, a tratti, il grande Beniamino Placido. Dopo la lettura di un suo articolo viene sempre voglia di continuare a pensare e ragionare. Armando si pone nello scenario lucano come un pioniere della critica che cerca di trasferire in questa nostra lontana provincia del Sud, autori, poeti e scrittori, registi e attori: tante testimonianze che, similmente a quella prima televisione di casa sua, ci invitano a tenere lo sguardo vigile e attento a una realtà tanto complicata che tende a sfuggire, a volte, anche dal nostro immaginario. 

Maria Antonietta Chieppa

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