Cinque Beagle Liberati Da Green Hill il 28-04-2012



Nella questura della Uno Bianca un’altra banda di poliziotti
Bologna, botte e rapine agli stranieri: 4 agenti in manette

Quattro agenti delle volanti
della questura di Bologna
sono stati arrestati
per aver rapinato degli
stranieri dopo averli fermati
per controlli. Una delle vittime
sarebbe stata portata con l’auto di
servizio fuori città, dove sarebbe
stata anche malmenata, dunque alla
rapina si aggiungono le lesioni e il
sequestro di persona. Abusi gravissimi,
stigmatizzati sia dal questore
di Bologna Vincenzo Stingone che
dallo stesso ministro dell’Interno
AnnaMaria Cancellieri.
I reati ascritti ai poliziotti sono
due rapine, ma le indagini condotte
daipmWalter Giovannini e Manuela
Cavallo proseguono per verificare
se ci siano stati altri episodi. Le
persone cadute preda dei due equipaggi
delle volanti erano scelte in
modo mirato: extracomunitari
clandestini con precedenti per
spaccio, condizione che metteva al
riparo gli agenti dal rischio di essere
denunciati.Mac’è un altro aspetto
che gli inquirenti stanno analizzando:
lo scorso 20 ottobre due tunisini
fermati e rapinati di circa
600 euro dall’assistente capo Francesco
Pace, 39 anni, di Palermo, e
dall’agente scelto Alessandro Pellicciotti,
30 anni, di Trani, avevano
provato a rivolgersi alla stessa polizia.



L’operatore li avrebbe fatti
aspettare troppo
a lungo, ragion
per cui i due si rivolsero
a un poliziotto
della squadra
mobile che
conoscevano.
Ancora più grave l’altro episodio
che vede protagonisti l’assistente
capo Giovanni Neretti, 40 anni, di
Castel San Pietro, nel Bolognese, e
l’agente scelto Valentino Andreani,
29 anni, di Roma: la notte del 12 novembre
la pattuglia fermò un tunisino
che venne fatto montare in macchina
e portato in campagna, dove
fu ammanettato, picchiato e rapinato
di 900 euro. All’impresa avrebbe
partecipato anche la prima pattuglia,
che dopo
una telefonata si
sarebbe aggiunta
ai colleghi già
all’opera. Lo straniero,
irregolare
come il primo,
tentò di denunciare il fatto ai carabinieri
e successivamente pure in questura,
ma anche in questo caso dovette
rassegnarsi alla vecchia pratica
nostrana dei rapporti personali,
così preziosi persino quando si vorrebbe
far intervenire le forze dell’ordine,
rivolgendosi a sua volta a un
carabiniere che conosceva.
La procura di Bologna, considerata
la delicatezza dell’inchiesta, ha
sentito il dovere di ringraziare la
squadra mobile della questura di
Bologna per le indagini sui colleghi.
L’inchiesta potrebbe allargarsi ancora,
perché agli atti ci sono altre denunce
di stranieri di altri episodi simili.
C’è anche l’intercettazione di
un poliziotto che chiede al telefono
informazioni sullo stato dell’inchiesta,
e un elemento che potrebbe portare
al coinvolgimento di altri uomini
in divisa: una delle vittime delle
aggressioni infatti ha fornito la descrizione
di un poliziotto che forse
non corrisponde agli agenti arrestati.
Il questore di Bologna Stingone
ha commentato: «Vedere dei poliziotti
arrestati addolora, ma l’amarezza
è compensata dal fatto che
l’inchiesta è stata condotta dalla
stessa polizia». Il ministro dell’Interno
Cancellieri ha parlato di «molta
tristezza, perché accorgersi che esistono
problemi di questo genere, reati
così squallidi… C’è anche molta
gratitudine per la magistratura, noi
siamo sempre dalla parte delle regole
». Il difensore di tre dei poliziotti,
l’avvocato Luigi Saffioti, ha espresso
«piena fiducia nelle istituzioni. Le
imputazioni sono di estrema gravità,
e se così fosse sono giuste le dichiarazioni
del ministro e del questore,
che le mele marce vanno messe
da parte». Alcuni suoi assistiti
chiederanno di non restare nel circuito
penitenziario comune ma di
essere trasferiti nel carcere militare
di SantaCapuaVetere.
Franco Giubilei – La Stampa 6.marzo.2012