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Dirigenti pubblici Ecco la classifica dei più pagati Verrà ridotto lo stipendio di chi supera i 294 mila euro lordi 

A guidare la classifica (provvisoria) è il capo della Polizia, Antonio Manganelli, con 621.253,75 euro. Seguito dal ragioniere generale dello Stato Mario Canzio, a 562.331,86, e dal capo Dipartimento dell`amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. Quarto e ultimo sopra i 500mila, il capo di gabinetto del ministero dell`Economia Vincenzo Fortunato, a 536.908,98 euro. Sono loro, Secondo l`elenco consegnato ieri dal ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi alle Commissioni Affari costituzionali e lavoro della Camera, i dirigenti pubblici più pagati. Una lista che viene consegnata per una ragione precisa: secondo il decreto Salva Italia approvato dal governo in dicembre, chi supera i 294mi1a euro lordi l`anno (per la precisione 293.658 euro), cioè lo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione, si vedrà ridimensionata la retribuzione a quella cifra. Ma l`elenco, 57 nomi che viaggiano sopra il tetto massimo (sono esclusi i manager degli enti locali, su cui decidono gli enti stessi, e società partecipate non_ che verranno affrontate in seguito, con un provvedimento entro il 31 mag- gio), è destinato ad allungarsi. E pure la classifica potrebbe subire cambiamenti: come spiega Patroni Griffi, infatti, la lista non comprende cumuli e doppi incarichi. Per esempio, di Antonio Mastrapasqua è indicato solo il compenso da presidente Inps (216.711,67 euro) ma non quello da vicepresidente di Equitalia, così come di Attilio Befera è indicato solo lo stipendio da direttore dell`Agenzia delle Entrate (304mila) ma non quello da presidente di Equitalia. «Continueremo a raccogliere dati», garantisce il ministro, ciascuno dei dirigenti pubblici dovrà presentare «una dichiarazione annuale all`amministrazione di appartenenza indicando l`esistenza di altri incarichi assunti: informazioni che saranno pubbliche». Sarà una rivoluzione, considerata invece la fatica fatta dallo stesso ministero per ottenere le informazioni richieste, sollecitate anche con una circolare. Sono una decina i vertici che superano i 400mila euro, per metà concentrati al ministero della Difesa: dai 482.019,26 del generale Biagio Ambrate Abrate, capo di stato maggiore della Difesa, ai 450.072,44 del segretario generale Claudio de Bertolis. Ha diritto a 481.214,86 euro il direttore dei Monopoli di stato Raffaele Ferrara; spettano 475.643,38 ai presidenti di Anti- trust (Pitruzzella), Agcom (Calabrò) e dell`Autorità per l`energia e il gas (Bortoni): ma Antitrust e Agcom hanno già proceduto a tagliare.. E` calato l`assegno mensile anche per i loro vari componenti, che fino a prima del decreto incassavano poco più di 396mi1a euro. Restano 43 manager sopra i 300mila euro. Tra loro, con 395mi1a euro più gratifica annuale, il direttore generale della Consob Antonio Rosati, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas (387mi1a), il capo della Protezione civile Franco Gabrielli (364.196). Ha diritto a 377.214,86 euro Mauro Nori; taglio tutto sommato leggero per Gabriella Alemanno, direttore generale dell`Agenzia del territorio, che percepisce, al netto del contributo di solidarietà, 307.211 euro. Una quindicina di amministrazioni hanno invece risposto alla Funzione pubblica che nessuno dei loro dirigenti sfora il tetto di 294mi1a: dal ministero dello Sviluppo economico a Palazzo Chigi, dall`Aran all`Inail all`Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Ora le Commissioni della Camera dovranno dare il loro parere: alla Funzione pubblica si aspettano un ok, ma non escludono l`ipotesi che arrivi la richiesta di deroghe per qualcuno o di applicare il taglio solo ai nuovi contratti. (La Stampa 24 febbraio 2012)