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Green Hill, sequestrato l' allevamento lager 

SU DISPOSIZIONE della Procura di Brescia ieri mattina a Montichiari il Corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro Green Hill, il noto allevamento di beagle destinati alla sperimentazione. Ai trenta fra forestali e esponenti del Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda), intervenuti a seguito dell' indagine condotta dal pm Ambrogio Cassiani sulla base di innumerevoli esposti e denunce, la responsabilità di apporre i sigilli su oltre due anni di battaglia senza tregua, intrapresa da un manipolo di cittadini insofferenti a qualsiasi etichetta e divenuta in tutto il mondo simbolo della ribellione agli orrori nei laboratori. Tre gli indagati in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali. A causa di una quota di cani non registrata, non era mai stato possibile stabilire il numero esatto di adulti e cuccioli detenuti nella struttura, ma ieri il Nirda ne ha stimati 2.500. Nessuno di loro potrà al momento uscire dagli stabulari. L' ispezione capillare di quattro capannoni, uffici e pertinenze dislocati su un terreno di cinque ettari richiederà tempo, intanto i rappresentanti della Green Hill (che ieri si è detta «sconcertata dal clima di persecuzione») assieme al sindaco di Montichiari e alla locale Asl sono stati nominati custodi giudiziari dell' azienda: avranno l' obbligo di provvedere alla cura degli animali. «Solo nei prossimi giorni le verifiche forniranno un' idea precisa sulla reale situazione all' interno dell' azienda. Sembra che per tutto il fine settimana scorso ci siano stati viavai notturni di camion, si teme che diversi cani siano stati portati via», dice Aldo Benato, rappresentante legale di Freccia 45 (che ha richiesto il commissariamento della Asl di Brescia per mancati provvedimenti malgrado il ripetuto riscontro di gravi maltrattamenti agli animali, decessi e illeciti amministrativi), del comitato Ugda, di sessanta persone che hanno presentato esposti contro Green Hill, nonché di uno dei tredici arrestati del blitz dell' aprile scorso, quando attivisti - soprattutto dello storico Comitato Montichiari contro Green Hill - irruppero nella struttura cercando di liberare alcuni beagle. «Ora, se verranno ravvisati gli illeciti di cui abbiamo percezione, dalle ciotole con l' acqua rossastra ai cuccioli morti all' interno dei box, speriamo che l' allevamento sia chiuso per sempre, costituendo un precedente importantissimo», prosegue l' avvocato. Altra richiesta di associazioni e volontari è che i cani siano poi affidati attraverso percorsi trasparenti a coloro che stanno facendo domanda di adozione. Il sequestro di Green Hill, che dal 2001 ha inviato ogni mese 250 beagle ai test più vari, dalla tossicologia all' impiantistica, arriva mentre si discute dell' imminente recepimento in Italia della direttiva 2010/63/UE. Molto peggiorativa per gli esemplari da sacrificare sui tavoli di quella che Nature decretò nel 2005 «cattiva scienza». La 14esima Commissione del Senato incaricata di valutare se introdurre test senza anestesia, nuoto forzato alla morte e altri esperimenti, si è consultata quasi solo con case farmaceutiche e medici vivisettori, non inclini a considerare che una sempre più vasta parte del mondo scientifico accusa la vivisezione di rallentare pericolosamente la ricerca. (La Repubblica 19 Luglio 2012)