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Segue articolo: Tosaerba e solarium, Le spese pazze alla Regione Piemonte

Quattro consiglieri sotto inchiesta per peculato.Rimborsati anche profumi, videogiochi e vestiti claudio laugeri 

Quattro consiglieri regionali del Piemonte sott’inchiesta per peculato. È questo il primo passo dell’inchiesta avviata dai pm Enrica Gabetta e Andrea Beconi sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari. E i primi a finire sotto la lente d’ingrandimento di procura e Guardia di Finanza sono stati i gruppi composti da un solo consigliere. Ieri mattina, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino hanno recapitato gli avvisi di garanzia a Michele Giovine (lista «Pensionati per Cota»), Andrea Stara (Insieme per Bresso), Maurizio Lupi (Verdi Verdi) e Eleonora Artesio (Per la federazione - Sinistra Europea). Ma soltanto per Giovine erano previste le perquisizioni della sede del gruppo consiliare, del suo alloggio e di quello della sorella, che risulta dipendente della formazione politica. Il motivo è semplice: due mesi fa, i militari avevano avviato gli accertamenti sulla gestione delle spese dei gruppi consiliari e tutti i partiti avevano consegnato la documentazione richiesta. Lui no. «Alcuni documenti li ha mia sorella, non saprei dove trovarli» era stata la risposta. Ma negli scatoloni portati in caserma c’era materiale sufficiente per avviare gli accertamenti. Così, sono spuntate le spese per vacanze, giocattoli, vestiti per bambini, formaggio e pane al supermercato, contravvenzioni (per 3 mila euro) e persino per la benzina (oltre 57 mila euro), già compresa nei rimborsi chilometrici incassati a parte. In tutto, 121 mila euro e spiccioli, incassati dal giugno 2010 al marzo di quest’anno. Spese «allegre» anche per Lupi, che è riuscito a farsi rimborsare 74 mila euro spesi per riempire il carrello al supermercato, per acquistare torba e tosaerba, ma anche videogiochi, medicinali, profumi, abbigliamento. Oltre a una seduta di solarium, tanto per gratificare l’immagine. Soltanto Stara, però, è riuscito a stabilire il record di quindici caffè in un’ora e mezzo, bevuti nel bar sotto casa. E per curarsi dallo stress di quest’impresa, ha deciso di concedersi un bel bagno turco. A spese della Regione, naturalmente. Con un picco di contabilità creativa, poi, ha trovato il modo di contribuire alla campagna elettorale del sindaco Piero Fassino a spese dei contribuenti: ha fatto stampare 10 mila euro di volantini, usciti dalla tipografia con la fattura riferita agli atti di un convegno sulla sicurezza. E la Regione ha rimborsato. La consigliera Eleonora Artesio si differenzia da questo scenario. Condivide con gli altri consiglieri inquisiti la «leggerezza» nella gestione dei fondi, ma non ha messo in tasca un centesimo: i soldi sono serviti per pagare collaboratori e rimborsare le loro spese. Comunque, spese «fuorilegge». La Guardia di Finanza ha lavorato due mesi sulla documentazione ricevuta dai politici regionali. Ha incominciato a esaminare i plichi dei «monogruppi». I primi quattro hanno portato ad altrettante iscrizioni nel registro degli indagati. Anche se i militari lavorano nel più stretto riserbo, pare di intuire che la prassi della gestione «allegra» dei fondi fosse comune a tutti. Difficile capire quanto tempo servirà ai finanzieri per completare le indagini, ma di certo la tempesta politico-giudiziaria è appena incominciata.

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