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L'Opinione di Marco Lombardi

 Un paese che va contro la sua indole


Approfittando del primo fine settimana senza pioggia, mi sono goduto un piacevole pomeriggio nel centro storico della mia città, Firenze. Le strade erano gremite di persone, i bar piuttosto affollati, ma dai negozi in pochi uscivano con le borse in mano. Fra questi, la quasi totalità erano turisti stranieri, attratti dalle bellezze artistiche e naturali del capoluogo toscano, come d'altronde accade in altri mille gioielli della nostra penisola. Non è retorica, allora, riaffermare con forza che l'indole di questo paese non può essere ricondotta alla logica della finanza d'assalto e delle speculazioni edilizie.
Così come non bisogna mai stancarsi di denunciare lo scandalo di un paese talmente in sovrabbondanza di bellezze da farle marcire negli scantinati dei musei, madre dell'opera e del canto e carnefice dei teatri, che brucia le proprie eccellenze. Uno Stato classificatosi ultimo in Europa in quanto a percentuale della spesa pubblica destinata alla cultura [dati Eurostat per il 2011, http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-SF-13-009/EN/KS-SF-13-009-EN.PDF]. E' come se stessimo sottoponendo l'Italia ad un lifting all'incontrario, aggiungendo flaccidità laddove c'è turgore. Solo dalla bellezza nascerà nuova bellezza, altrimenti i portatori sani di capitali dall'estero alla fine si stancheranno e resterà solo il rapace assalto dei fondi sovrani. L'Italia ha ancora il potere di fare innamorare, ma anche la passione più accesa può spegnersi.


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