Passa ai contenuti principali

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio

Il cinema di Assanti

Giambattista Assanti, dopo tante regie teatrali, sta girando il suo primo film, e ha nel cast la divina Claudia Cardinale. E’ irpino, di Mirabella Eclano, ed è uno degli ultimi veri cinéfili, forse perché ha respirato sin da bambino l’atmosfera di una sala di proiezione, avrà visto migliaia di film fino a contagiarne la propria esistenza. Sua padre e sua madre hanno gestito per decenni la multisala Carmen di Mirabella Eclano, e lui stesso è stato un instancabile proiezionista itinerante nei “ridenti quanto scoscesi contrafforti irpini” come ha scritto il critico Caprara sul Mattino.
In questa sua comunicazione ci partecipa la recente dipartita della madre che “merita – cito ancora Caprara - d'essere divulgata in nome e per conto di uno strenuo amore per il cinema coltivato lontano dalle mille luci delle città e in grado d'eguagliare in verità e poesia il nostro culto di "Nuovo cinema Paradiso". Personalmente mi ha riportato alla memoria la signora Linda dello storico cinema Vorrasi di Rionero, (sempre elegante alla cassa, persino nel fumare) e quando da ragazzino non avevo i soldi per entrarci (ci andavo quasi tutti i giorni), mi faceva entrare di nascosto …
Dedichiamo queste commosse parole di Giambattista a quanti continueranno ad amare il cinema (non dimentico la signora Lidia del “Lovaglio” di Venosa) nel ricordo di quelle sale fumose della nostra adolescenza, e di quelle immagini proiettate sul bianco schermo che hanno invaso e conquistato per sempre la nostra vita. (armando lostaglio)

Mia madre non c'è più...! E' andata via per sempre da un letto d'ospedale di un pomeriggio freddo, plumbeo...di un primo venerdi di Marzo.
Le ho tenuto la mano stretta e le ho fatte centinaia di carezze, facendo attenzione che le mie lacrime non le bagnassero le sue mani e il suo volto...la
sua fronte...i suoi occhi.
Continuavo a sussurarle che bisognava tornare alla cassa del cinema, che bisognava sbigliettare per il nuovo film della settimana e che, tutto sommato,
il cinema aveva ancora bisogno di Lei.
Mia madre per oltre 50 anni è stata la cassiera del mitico cinema CARMEN (oggi multisala) e con il suo sorriso, con la sua bontà ha contribuito al
successo di tanto cinema italiano.
Nel corso del tempo, ha incontrato attori, produttori, sceneggiatori (mamma non permetteva che gli ospiti andassero al ristorante) e così si dilettava
ad accogliere in casa con la sua squisita cucina Gianni Amelio, Vincenzo Cerami, Margareth Von Trotta, Richard Attemborough, Werner Herzog, Pietro Valsecchi, Alessandro Haber, Michele Placido,Enrico Vanzina, Ricki Tognazzi e Simona Izzo, Silvia Scola,Enrico Lo Verso...
Solo pochi mesi fa aveva conosciuto a telefono Claudia Cardinale (il suo mito di una vita intera) e in bella mostra nel salotto di casa, esponeva a amici
e parenti (come un trofeo conquistato sul campo) una dedica dell'attrice su un articolo di giornale che la ritraeva in occasione di una consegnadi un Premio "Una vita per il Cinema".
Mia madre ha lavorato nel cinema e lo ha sempre amato insieme a mio padre, quando appena sposati, negli anni 50, gestivano un piccolo cinema di provincia.
Papà era l'esperto e affascinante proiezionista e mamma era la simpatica e gentile cassiera.
Nelle poche ore di vita che un crudele destino aveva assegnato a mia madre, ho rivisto (come si può vedere in una vecchia pellicola in bianco e nero)
il lavoro del cinema dei miei genitori mentre riecheggiavano le risate del pubblico ai film comici o avvertivi le lacrime di commozione di "quel pubblico" che non tornerà mai più.
Sembrava che in quella triste camera d'ospedale ci fosse passata la storia del cinema (da Via col vento a Ben-Hur, da Anonimo veneziano a Love story, da Il padrino a La stangata).
Il giorno dopo, quando la sua bara ha sostato per pochi attimi davanti all'ingresso del cinema, e la gente, ha voluto salutarla con un lungo e commovente applauso, ho avuto la conferma: mia madre con mio padre ha rappresentato il bel cinema di una volta, e con il loro sorriso hanno regalato alla gente per anni "i sogni della vita"...
per questo hanno rappresentato per quella gente che si è sentita improvvisamente smarrita, triste, vuota...un pezzo della loro vita!
Solo ora capisco ciò che mi sembrava trascurabile:...mia madre si chiamava MARIA MONGIELLO ma amava firmarsi come MARIA MONGIELLO - CINEMA CARMEN.

...in quanto a me non resta che aggrapparmi almeno a una promessa...raccontare alle nuove generazioni che la loro vicenda è stata la storia di alcune persone
la cui vita non era il cinematografo...ma il cinematografo era la loro vita!
Giambattista Assanti

Post popolari in questo blog

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Breve dialogo intorno al Presepe di Don Rocco

Rionero in Vulture. - A primo impatto appare come un’opera avveniristica, un’attesa che da primordiale riappare futurista. “Sì, perché le lampade richiamano l'Oriente ... l'assenza di statue ed immagini richiama l'Islam ... Forse un simbolo che Gesù è venuto al mondo per tutta l'umanità anche per i musulmani. Forse un messaggio di rinascita universale...” E’ quanto asserisce Lucia. “Prestando attenzione si sente la cascata della buona novella” ribatte Giovanna. “Da dove si capisce che è un presepe e non una installazione di quelle che vediamo a Venezia nella Biennale di Arte...?” Rammenta Donato. Certo, va visto dal vivo quel presepe che ha realizzato Don Rocco Di Pierro, nella Chiesa Mater Misericordia; eppure, sapendo che è in chiesa si intuisce che si tratta di un presepe... “E se fosse stato allestito in un museo cosa significherebbe? e se fosse stato in chiesa a Pasqua?” Ribatte ancora Donato. Tuttavia, offre una sensazione di quiete, luminosa, aurea per

Il lucano Francesco Di Silvio, produttore del film in concorso a Venezia "Rabin, the last day" di Amos Gitai

Lido di Venezia. E' lucano di Palazzo San Gervasio Francesco Di Silvio, il produttore del film "Rabin, The Last Day" di Amos Gitai, fra i più acclamati e possibile vincitore di un Premio importante alla 72. Mostra del Cinema di Venezia. Lunedì 7 settembre, alla prima del film in Sala Grande, era alle spalle del regista e dell'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha scelto di venire alla Mostra solo per questo straordinario film; un opera necessaria per capire più a fondo le problematiche del conflitto israelo-palestinese, a partire dall'assassinio del premier Rabin avvenuto venti anni or sono.

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Cristìnia di Cristina di Lagopesole – Edizioni dell’Eremo

“L’arte dello scrivere è l’arte dello scoprire ciò in cui credi”. Lo scriveva Gustave Flaubert due secoli fa, e alquanto si addice alla maniera (tormentata e gioiosa) di scrivere di Cristina di Lagopesole, poetessa sacra ed innografa lucana, che ha appena dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria dal titolo “Cristìnia”. Un’opera poetica dall’elegante veste grafica (come del resto lo sono anche le precedenti pubblicazioni), edita dalle Edizioni dell’Eremo – La Grafica Di Lucchio, Rionero in Vulture – 120 pagine ben illustrate e corredate di immagini sacre, che guidano il lettore nella storia e nella preghiera di Santi, Beati, Venerabili che portano il nome Cristina, declinato anche in altre lingue ed epoche storiche.    Incontriamo la poetessa – originaria di Rionero in Vulture – in procinto di recarsi nell’Eremo carmelitano da lei edificato, fra il castello federiciano di Lagopesole e il santuario del Carmine di Avigliano. È un testo molto importante su Santi e