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L'Opinione di Marco Lombardi

 Se con le coincidenze non si fa la storia...

E' dimostrabile che le coincidenze, il più delle volte, sono solo, appunto, delle coincidenze. Si sgombri dunque la mente da malevole associazioni tra la rielezione di Giorgio Napolitano e, appena due giorni dopo, la distruzione delle intercettazioni tra lui e Mancino nell'ambito delle indagini sul presunto patto Stato-Mafia. L'attenzione va alla formazione del nuovo esecutivo, all'imperativo coniugato dal Capo dello Stato di superare il concetto di alleanze orribili. Come dimenticare, infatti, che poche settimane fa l'incaricato Bersani ammetteva il fallimento
delle trattative a causa di "preclusioni o condizioni che non ho
ritenuto accettabili". E' importante che il dimissionario segretario del PD chiarisca quelle parole, affinché, nel realizzare le prossime larghe intese, imposte inderogabilmente da Napolitano, i cittadini comprendano se per miracolo l'inaccettabile è divenuto accettabile. In questa fase la chiarezza è tutto, c'è in gioco la funzione di rappresentanza. Si guardi al Friuli. Lì si è appena eletto un vero governatore, visto lo statuto speciale che assegna alla regione poteri e risorse straordinarie. E' andata a votare la metà degli aventi diritto ed appena un quinto degli stessi hanno scelto il candidato risultato vincitore. Se Grillo crolla, insomma, i suoi potenziali elettori non trovano alternative e questo pone seri problemi in termini di canalizzazione dello scontento, perché un voto di protesta, per quanto becero e cafone, è mille volte meglio di un non voto che cela tensione e rabbia. La scena di Franceschini con la bocca piena (altra coincidenza, metaforica) offeso dai militanti del suo partito, potrebbe essere appena un assaggio. Napolitano se ne è forse reso conto e le parole di ringraziamento che ha riservato al Movimento Cinque Stelle, quelle no, non sembrano proprio il frutto di una fortuita coincidenza.

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