Passa ai contenuti principali

L'Opinione di Marco Lombardi

 La sentenza Mediaset e il voto sull'ineleggibilità del cavaliere

Considerando che le motivazioni di merito con cui la Corte d'Appello ha condannato Silvio Berlusconi per la compravendita di diritti televisivi, non potranno essere contestate in Cassazione, la Giunta per le elezioni dovrà tenerne conto nel prossimo giudizio sulla eventuale ineleggibilità del leader del PDL. Come noto, si tratta di applicare una norma del 1957 che, già applicata nelle precedenti legislature, ha portato i membri della giunta a votare no, considerando Fedele Confalonieri
il vero titolare della concessione pubblica televisiva. Ebbene, la sentenza in oggetto stabilisce che Berlusconi ha avuto il pieno controllo di Mediaset anche durante la sua attività istituzionale. E' questo l'elemento di novità rispetto al passato. Alla luce dei fatti appurati dalla magistratura, infatti, oggi votare ancora che Fedele Confalonieri è il concessionario per Mediaset, sarebbe come votare, chessò, che si è fatto un favore ad una giovane escort extracomunitaria ritenendola la nipote di un capo di stato straniero. Assurdo insomma! Ma poi, il fatto che il Silvio Berlusconi non possa essere eletto, non vuol certo dire eliminarlo dalla vita politica, né tantomeno impedirgli di guidare il suo partito. Grillo non è stato eletto in Parlamento, ma sfido chiunque a non considerarlo un protagonista della vita politica di questo paese.

Post popolari in questo blog

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Breve dialogo intorno al Presepe di Don Rocco

Rionero in Vulture. - A primo impatto appare come un’opera avveniristica, un’attesa che da primordiale riappare futurista. “Sì, perché le lampade richiamano l'Oriente ... l'assenza di statue ed immagini richiama l'Islam ... Forse un simbolo che Gesù è venuto al mondo per tutta l'umanità anche per i musulmani. Forse un messaggio di rinascita universale...” E’ quanto asserisce Lucia. “Prestando attenzione si sente la cascata della buona novella” ribatte Giovanna. “Da dove si capisce che è un presepe e non una installazione di quelle che vediamo a Venezia nella Biennale di Arte...?” Rammenta Donato. Certo, va visto dal vivo quel presepe che ha realizzato Don Rocco Di Pierro, nella Chiesa Mater Misericordia; eppure, sapendo che è in chiesa si intuisce che si tratta di un presepe... “E se fosse stato allestito in un museo cosa significherebbe? e se fosse stato in chiesa a Pasqua?” Ribatte ancora Donato. Tuttavia, offre una sensazione di quiete, luminosa, aurea per

Il lucano Francesco Di Silvio, produttore del film in concorso a Venezia "Rabin, the last day" di Amos Gitai

Lido di Venezia. E' lucano di Palazzo San Gervasio Francesco Di Silvio, il produttore del film "Rabin, The Last Day" di Amos Gitai, fra i più acclamati e possibile vincitore di un Premio importante alla 72. Mostra del Cinema di Venezia. Lunedì 7 settembre, alla prima del film in Sala Grande, era alle spalle del regista e dell'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha scelto di venire alla Mostra solo per questo straordinario film; un opera necessaria per capire più a fondo le problematiche del conflitto israelo-palestinese, a partire dall'assassinio del premier Rabin avvenuto venti anni or sono.

Giovedì 30 Agosto 2018