Passa ai contenuti principali

Appuntamenti in Primo Piano: Giornate Europee del Patrimonio



Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata

Le Giornate Europee del Patrimonio, istituite nel 1991 dal Consiglio d'Europa e dalla
Commissione europea con l'intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito
culturale tra i Paesi europei, rappresentano il più importante appuntamento dedicato al
patrimonio culturale del nostro Continente.
Al fine di favorire la conoscenza del patrimonio culturale italiano, il Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali e del Turismo aderisce all’evento, insieme agli altri Paesi europei,
promuovendo numerose iniziative sull'intero territorio nazionale.
La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata partecipa con le
seguenti iniziative:
 
RAPOLLA
visita guidata

Passeggiando per le vie di Rapolla
L’iniziativa rappresenta un’ulteriore occasione per promuovere e valorizzare il patrimonio
culturale dei piccoli centri della Basilicata, andando alla scoperta della storia e dei
monumenti più significativi di Rapolla: la Porta dell’Annunziata, elemento superstite della
cinta muraria medievale della città, nei cui pressi fa bella mostra della sua chioma un
tiglio secolare; la Chiesa di Santa Lucia, la cui edificazione viene fatta risalire al X-XI
secolo ad opera dei Normanni, caratterizzata all'interno da tre navate illuminate da una
luce tenue e soffusa e all’esterno dall’armonioso portale in pietra, dall’originale
composizione volumetrica degli elementi architettonici e dalle coperture in lastre di pietra;
infine, la Cattedrale di Santa Maria Assunta che, nonostante le numerose ricostruzioni
seguite ai disastrosi eventi sismici verificatisi nei secoli che ne hanno trasformato
l’originaria fisionomia, conserva ancora importanti testimonianze della chiesa
duecentesca.
 
28 - 29 settembre 2013 - ore 9.00-13.30 / 15.30-19.00
Porta dell’Annunziata - Chiesa Santa Lucia - Cattedrale Santa Maria Assunta
Info: 0972 36095 / 339 5071641 - michelevincenzodauria@beniculturali.it

_________________________________
 
SAN FELE
visita guidata

Quando la Natura dà spettacolo: le Cascate di San Fele
La Soprintendenza, in collaborazione con l’Associazione Volontaria Tutela e
Valorizzazione Cascate di San Fele “U uattënniérë”, promuove la visita ad uno dei luoghi
Via dell’Elettronica, 7 - 85100 - Potenza - Tel. 0971 489411 - Fax 0971 489418
www.sbap.basilicata.beniculturali.it - sbap-bas@beniculturali.it
PEC: mbac-sbap-bas@mailcert.beniculturali.it
2
più suggestivi della Basilicata: le Cascate di San Fele, dove è ancora possibile vivere
l’incanto di una natura incontaminata tra bellissimi scorci paesaggistici.
È prevista un’escursione guidata di circa 3 ore lungo un tracciato di 5 Km seguendo il
corso del torrente Bradano.
Nel suo percorso a valle, assai scosceso e accidentato, il torrente genera numerose
cascate di cui per ora solo alcune accessibili e opportunamente messe in sicurezza.
Sulle sponde del corso d’acqua insistono ancora oggi i resti di una dozzina di antichi
mulini ad acqua e di un'antica “gualchiera” - opificio per la lavorazione, follatura e pulitura
della lana, operante fino al 1945. Proprio dalla trasposizione dialettale di “gualchiera”, le
cascate prendono il nome di “U uattënniérë”.
 
28 settembre 2013 - ore 9.30
San Fele - Corso Umberto I, 25
info e prenotazione (obbligatoria): 347 5187398 - cascatedisanfele@libero.it
_________________________________
 
VENOSA
visita guidata

Abbazia della SS. Trinità e Museo del Territorio di Venosa
L’Abbazia benedettina (V-XII sec.), rappresenta una delle più significative testimonianze
storiche non solo della città oraziana ma della Basilicata intera.
L’importante complesso monumentale comprende un avancorpo (foresteria), la chiesa
paleocristiana e quella incompiuta; in correlazione con questi, all’esterno, l’elemento più
antico, il battistero paleocristiano.
Le indagini effettuate durante l’intervento di restauro hanno permesso la ricostruzione
delle varie fasi costruttive della chiesa vecchia, facendone risalire l’origine ad un periodo
databile tra la seconda metà del IV sec. e la prima metà del V. Gli elementi emersi hanno
evidenziato l’esistenza di una basilica paleocristiana a tre navate, divise da pilastri, con
transetto, abside e deambulatorio, preceduta da un porticato.
L’impianto originario ha subito diverse trasformazioni a partire dal VII secolo, fino agli
interventi di ricostruzione e ampliamento ad opera di Longobardi (X sec.) e Normanni (XI
sec.). All’epoca Normanna risale il periodo di maggior importanza del complesso
abbaziale; a questa segue, nel XII secolo, un periodo di rinnovato splendore che
consente ai benedettini di progettare un grandioso ampliamento della chiesa vecchia
dietro l’abside. La nuova chiesa rimane incompiuta ma rappresenta, tuttavia, uno degli
esempi più notevoli del romanico maturo presente nell’Italia meridionale.
Il Museo del Territorio, allestito nella Foresteria dell’Abbazia della SS. Trinità, raccoglie
materiale prezioso per lo studio e la conoscenza del territorio di Venosa. Oltre a reperti
lapidei appartenenti all’antica Abbazia e ad un plastico che riproduce l’intero complesso
abbaziale, espone i risultati di una lunga e articolata ricerca condotta dalla
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata con la
collaborazione dell’Archivio di Stato di Potenza.
La documentazione cartografica e documentaria raccolta ha permesso di ricostruire il
territorio extraurbano di Venosa in epoca settecentesca con l’individuazione di antichi
casali, mulini, iazzi, fontane e significative strutture architettoniche religiose.
 
28 - 29 settembre 2013 - ore 9.00-13.30 / 15.30-19.00
Abbazia della SS. Trinità - Via Ofantina
Info: 0972.36095 / 338.9898642 - tommaso.sileno@beniculturali.it

_________________________________
 
Via dell’Elettronica, 7 - 85100 - Potenza - Tel. 0971 489411 - Fax 0971 489418
www.sbap.basilicata.beniculturali.it - sbap-bas@beniculturali.it
PEC: mbac-sbap-bas@mailcert.beniculturali.it
 
3
MATERA
mostra
Matera nelle Maioliche di Mitarotonda

La mostra antologica, organizzata dal Comitato Mostra Mitarotonda e dalla Fondazione
Zetema con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici della Basilicata, espone 62 opere del ceramista materano Giuseppe
Mitarotonda ispirate alla città dei Sassi. Articolata in quattro sezioni: "Matera e la sua
storia", "Matera in festa", "Matera oltre il mito della memoria", "C'era una volta Matera", la
mostra rappresenta, come precisa il curatore, Nicola Rizzi, un’importante occasione “per
la divulgazione di contenuti storico-culturali legati alla nostra città e al suo territorio,
espressi attraverso l'antica arte della maiolica".
Completa il percorso espositivo una sezione che illustra l’esperienza del ceramista
materano sperimentata in alcune scuole della città.
Giuseppe Mitarotonda nasce a Matera il 7 aprile 1939. Dopo una breve esperienza nel
campo del design industriale frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera e, ritornato a
Matera, apre un proprio laboratorio d’arte nel quale sperimenta varie tecniche tra cui
privilegia la ceramica. Intensa in questo campo la collaborazione con José Ortega
durante il soggiorno dell'artista spagnolo nella città dei Sassi. Mitarotonda può essere
definito un cronista per immagini della storia della sua città e delle tradizioni popolari
lucane che egli cerca di recuperare e divulgare con un innesto di gioiosa e
personalissima fantasia.
 
21 settembre - 20 ottobre 2013
tutti i giorni escluso il lunedì: ore 9.30-12.30 / 18.00-21.00
Ex Ospedale San Rocco - Piazza San Giovanni
info: 349 5759366 - info@giuseppemitarotonda.it - www.giuseppemitarotonda.it

Post popolari in questo blog

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Breve dialogo intorno al Presepe di Don Rocco

Rionero in Vulture. - A primo impatto appare come un’opera avveniristica, un’attesa che da primordiale riappare futurista. “Sì, perché le lampade richiamano l'Oriente ... l'assenza di statue ed immagini richiama l'Islam ... Forse un simbolo che Gesù è venuto al mondo per tutta l'umanità anche per i musulmani. Forse un messaggio di rinascita universale...” E’ quanto asserisce Lucia. “Prestando attenzione si sente la cascata della buona novella” ribatte Giovanna. “Da dove si capisce che è un presepe e non una installazione di quelle che vediamo a Venezia nella Biennale di Arte...?” Rammenta Donato. Certo, va visto dal vivo quel presepe che ha realizzato Don Rocco Di Pierro, nella Chiesa Mater Misericordia; eppure, sapendo che è in chiesa si intuisce che si tratta di un presepe... “E se fosse stato allestito in un museo cosa significherebbe? e se fosse stato in chiesa a Pasqua?” Ribatte ancora Donato. Tuttavia, offre una sensazione di quiete, luminosa, aurea per

Il lucano Francesco Di Silvio, produttore del film in concorso a Venezia "Rabin, the last day" di Amos Gitai

Lido di Venezia. E' lucano di Palazzo San Gervasio Francesco Di Silvio, il produttore del film "Rabin, The Last Day" di Amos Gitai, fra i più acclamati e possibile vincitore di un Premio importante alla 72. Mostra del Cinema di Venezia. Lunedì 7 settembre, alla prima del film in Sala Grande, era alle spalle del regista e dell'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha scelto di venire alla Mostra solo per questo straordinario film; un opera necessaria per capire più a fondo le problematiche del conflitto israelo-palestinese, a partire dall'assassinio del premier Rabin avvenuto venti anni or sono.

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Cristìnia di Cristina di Lagopesole – Edizioni dell’Eremo

“L’arte dello scrivere è l’arte dello scoprire ciò in cui credi”. Lo scriveva Gustave Flaubert due secoli fa, e alquanto si addice alla maniera (tormentata e gioiosa) di scrivere di Cristina di Lagopesole, poetessa sacra ed innografa lucana, che ha appena dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria dal titolo “Cristìnia”. Un’opera poetica dall’elegante veste grafica (come del resto lo sono anche le precedenti pubblicazioni), edita dalle Edizioni dell’Eremo – La Grafica Di Lucchio, Rionero in Vulture – 120 pagine ben illustrate e corredate di immagini sacre, che guidano il lettore nella storia e nella preghiera di Santi, Beati, Venerabili che portano il nome Cristina, declinato anche in altre lingue ed epoche storiche.    Incontriamo la poetessa – originaria di Rionero in Vulture – in procinto di recarsi nell’Eremo carmelitano da lei edificato, fra il castello federiciano di Lagopesole e il santuario del Carmine di Avigliano. È un testo molto importante su Santi e