Passa ai contenuti principali

L'Opinione di Marco Lomabardi

La botte è vuota, ma la moglie ha ancora sete

Quando il viceministro Catricalà afferma che, nel mondo della competizione globale, l'idea di avere tutte aziende italiane è puramente onirica, dice una dura verità. Anzi, indora la pillola, perché alle condizioni attuali l'Italia sembra destinata a perdere ben più di qualcuna delle sue realtà produttive. Lo Stato italiano non ha più né l'autorevolezza per imporre la propria ragione imperativa sulle logiche della competitività, né le risorse per affermarsi come attore di mercato.

A prescindere dalle peculiarità del caso Telecom, azienda che i diversi governi hanno usato per scopi anche oscuri e lontanissimi dalle finalità statutarie, fanno (amaramente) sorridere gli esponenti del PD e, in particolare, del PDL, che chiedono al presidente Letta di battere un colpo. Il solo colpo che questa classe politica può attendersi, coerentemente al suo agire in aula e fuori, è quello del battitore d'asta che stocca il nostro patrimonio pubblico. Da alcuni anni ormai, una delle parole più usate dai nostri rappresentanti eletti è dismissione. Far cassa vendendo le proprietà statali, così da evitare l'introduzione di nuove imposte, poterne abrogarne altre e rimandare una razionalizzazione seria della spesa pubblica e del fisco. Alla parola dismettere, il politico di turno usa collegare l'immagine di caserme abbandonate o immobili fatiscenti, che invece rimarranno sul groppone dei contribuenti, così come le elefantiache società a partecipazione pubblica che erogano pessimi servizi, impiegano eserciti di raccomandati e ogni anno iscrivono a bilancio nuove perdite. Dai tempi di Tototruffa son passati più di cinquanta anni e di babbei col portafoglio colmo, ne sono rimasti davvero pochi. Le promesse elettorali costano, le riforme mancate si pagano e dunque è piuttosto ipocrita chiedere allo Stato un ruolo che ha ormai svenduto da tanto, tanto tempo.

Post popolari in questo blog

Galleria Fotografica: Lavello. Miss Miss In4missima (19 Settembre 2020)

Segnalazione in primo Piano: Tornare ad incontrarsi. L’Associazione “Donne 99” di Tito si ritrova per ricominciare

In maggio ho raccontato la capacità dell’Associazione “Donne 99” di Tito di stare insieme e sostenersi con un gruppo su WhatsApp. Finalmente il 3 settembre, dalle 17,20 alle 18,30, con Luisa Salvia, presidente dell’Associazione, 12 “ragazze” dell’Associazione si sono ritrovate per riprendere le attività nella biblioteca comunale “Lorenzo Ostuni”. Con loro sono tornato io Mario Coviello, presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza, per riprendere gli incontri del percorso #Unicef sulle emozioni “Non perdiamoci di vista” che avevamo interrotto nel mese di febbraio. Angela 1 e 2, le due Carmela, Serafina, Donata, Giovanna, Teresa, Lina, Maria, Luisa, in cerchio, con la mascherina e rispettando le distanze, hanno cominciato a raccontare, guardandosi finalmente negli occhi, i mesi del Covid. Certo si erano sentite a lungo per telefono e in videochiamate, si erano ritrovate in chiesa, al supermercato, ma avere tempo per raccontarsi guardandosi negli occhi, trovando le parole in un…

Schermi Riflessi: Intervento del Vescovo Diocesi di Melfi mons. Ciro Fanelli sull’importanza del Cinema

“Eccellenza, Le saremmo grati se potesse scrivere pochi righi sulla importanza del Cinema nella conoscenza di tematiche importanti come quelle trattate nella Mostra “Effetto Notte. Il cinema dei diritti negati” Un caro saluto. Armando Lostaglio” E’ quanto abbiamo chiesto a mons. CIRO FANELLI, Vescovo della Diocesi di Melfi Rapolla Venosa, intervenuto con un suo elevato dialogo alla proiezione del film dei Fratelli Dardenne “L’età giovane”, uno dei 4 film della Mostra “Effetto Notte. Il cinema dei diritti negati, promossa da ARCI, CineClub V. DE SICA – Cinit e Parrocchia SS. Sacramento, nell’ambito della Estate Rionerese sostenuta dal Comune con la ProLoco. Ecco il suo intervento: Il Cinema: uno strumento per una chiarificazione dell’esistenza La persona cresce nella sua umanità nella misura in cui si approccia alla realtà con la sua intelligenza (la ragione) e con la sua sensibilità (il cuore): ragione ed emozioni sono le grandi luci con le quali e…