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Autori Underground


 TERZO INTERMEZZO

di Vittorio Baccelli


Recita la prima delle nobili verità che “tutto è sofferenza”. La terza “si può ottenere la cessazione della sofferenza”. Lo scritto dimostra non esservi altro al mondo che la mente stessa e di conseguenza tutto è possibile compreso la cessazione del dolore. Ci sono luoghi che sembrano poter esistere solo nella nostra immaginazione, ambienti fatati che abbiamo imparato a conoscere nei sogni, ma che ne siamo certi, non potremo mai visitare nella realtà. Questo è uno di questi luoghi. Non siamo in grado di renderci conto che proprio il fatto di pensarlo irreale c’impedisce di raggiungerlo. 
Basterebbe credere nella sua esistenza e anche noi potremo esser laggiù assieme a queste figure ammantate, parti integranti d’un mondo che vive in un equilibrio perfetto. Ma anche in questo luogo esistono le differenze. Ogni essere vivente è peculiare e necessita di una sua personale ricerca per ritrovare la propria strada. Molti qui l’hanno trovata, altri la stanno ancora cercando. A prima vista l’edificio che ci troviamo davanti sembrerebbe un monastero buddhista, una lamaseria. È circondata da alte e innevate vette ma la temperatura è gradevole. Uno sperone di roccia dalla lamaseria da’ direttamente sul vuoto, questo è il punto migliore per organizzare i propri pensieri. Sembra di trovarci davanti al mondo intero. Qui le antiche divinità talvolta parlano. All’interno vi è la grande sala d’ingresso, sala che abbiamo già descritto nei nostri precedenti viaggi. Ma ogni volta che ci rechiamo in questi posti sempre si verificano delle differenze quasi a dimostrare che la nostra mente organizza la realtà in maniera costantemente diversa. L’aula è enorme, quadrata. Alle pareti statue del Buddha costruite nei più disparati materiale. All’ingresso due ologrammi accolgono il visitatore e lo indirizzano nella sua personale ricerca: uno è Padre, l’altro è Santa. Con l’aiuto di Padre mi sono orientato attraverso la grande biblioteca, ho scartato l’Armadio sacro perché deviante e mi sono tenuto lontano dalla stanza del tappeto dei sogni. Ho meditato sulla prima delle nobili verità “tutta la vita è sofferenza” ma ho gioito alla rivelazione della terza “si può ottenere la cessazione della sofferenza”. Le scritture sacre più arcane dimostrano che non esiste niente altro al mondo che la mente stessa e di conseguenza tutto diviene possibile compreso la cessazione del dolore. Sono soddisfatto della mia personale ricerca ma la lamaseria non ha per niente esaurito i suoi segreti, credo d’essere al punto di partenza non a quello d’arrivo. C’è una stanza circolare da mille piccole finestre che danno su mondi alieni. È la stanza della pura mente. Ci si siede nel mezzo su un cilindro di pietra ruvida che funge da sgabello. Si resta immobili mentre i monaci chiudono ermeticamente la porta e si fissa un punto qualsiasi della parete circolare. Lentamente una delle finestre s’illumina, poi mostra scene lontane, si sentono rumori e odori, ogni apertura ha una sua diversa atmosfera. I monaci sanno quando è il momento di dissigillare il portale e all’apertura la finestra illuminata torna ad essere muta. Ho visto un mondo che era un immenso opificio abbandonato abitato da strani esseri mutanti. Ho visto una sfera metallica, enorme, sospesa in un cielo irreale. Ho visto foreste illuminate dalla luce argentea di due lune e solcate dal volo d’umani alati. Ho visto un fiume scorrere dalle cui acque spuntavano enormi margherite bellissime nei loro petali colorati ma che si trasformavano in animali carnivori all’avvicinarsi d’incauti animali. Ho visto un antico tempio greco ove tre donne operano e creano da un immenso telaio una stoffa che ha i colori dei mondi e le storie dei suoi abitanti. Ho visto una torre che si sposta tra gli universi a dalla quale partono radianti che sono il collante dell’esistere. Ho visto mondi che hanno la roccia come cielo e altri con il mare al posto del cielo. Ho visto città che sfiorano le stelle e divinità piangenti perché abbandonate. Ho visto la nascita e il collasso degli universi. Ho visto le reti che si estendono al di là della vita e della morte. Ho visto il crollo dei paradisi e degli inferni e la svastica solare che genera il vento che porta lontano le essenze, i ka, per reinserirli nei nuovi cicli vitali. Ho visto tutto ciò che era scorgibile ai miei occhi e sono ritornato nella cella che mi ospita in questa lamaseria. Nel sogno mi ritrovo affaccendato in un’altra vita ove scrivo, lavoro, viaggio in internet, faccio e disfaccio soldi, allevo figli, scopo, leggo, fumo erba, guardo film…

Nell’alta vita ove Santa è Santa Claus e porta i regali ai bambini e Padre è padre Pio e l’han fatto santo or ora. Nell’altra vita ove tra religioni diverse c’è guerra, c’è morte. Nell’altra vita ove sto scrivendo queste righe. Nell’altra vita ove tu ora le stai leggendo. Ma anche qui:



che gioia,

che meraviglia,

 tiro su l’acqua dal pozzo

e taglio la legna.



E’ una vita più rozza e violenta ma sempre degna d’esser vissuta, la realtà complessa è generata dall’insieme di tutti i pensanti, potremo far di meglio, è vero, ma questa è la minestra che la società globale ci passa.

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