L'Opinione di Marco Lomabardi

 

L'audace compagnia elettorale

Ad un mese dalle elezioni europee, lo scenario politico italiano non eccelle proprio.

Salvini imperversa sui teleschermi, seraficamente riportando la Lega ai fondamentali del suo gioco: secessione e xenofobia. C'è da chiedersi quanti ancora gli diano credito, essendo segretario di un partito dimostratosi "romano" a tutti gli effetti, soprattutto finanziari. Secondo lui Maroni è stato il miglior ministro dell'interno di sempre ed il più feroce cacciatore di clandestini, al punto da spingere la UE a redarguirlo per eccesso di espulsioni. In realtà Bruxelles gli contestò la non gestione dell'emergenza Nord Africa, con le fughe di profughi senza alcun titolo legale in direzione Francia e Germania - le quali li hanno presto rispediti al mittente.


Alfano sta più a destra di Storace sulla gestione dell'ordine pubblico ("mai i numeri identificativi sui caschi del poliziotti"), ma è al contempo iper-liberista nella gestione dell'economia e dei rapporti di lavoro. Degli 8 rinnovi consecutivi nei contratti a termine ha fatto la sua bandiera, come se 36 mesi di flessibilità non siano abbastanza.

Renzi promette tantissimo, ma sulla ciccia temporeggia, mentre il resto del PD nicchia in attesa di impallinarlo e con il dito sul grilletto stanno i brontosauri che la Fondazione Big Bang si proponeva di estinguere. Grillo invece furoreggia a colpi di battute, spesso anche di cattivo gusto. Non pervenuta Scelta Civica e il resto della truppa.

Meno male che ci sono le preferenze, almeno potremo scegliere i candidati giusti. Poi, però, leggi i nomi in lizza e sospiri. C'è davvero poco per cui essere ottimisti, ma appunto per questo la non scelta e l'aventino sarebbero la soluzione peggiore.