Appuntamenti in Primo Piano: Installazione di Ignazio Fresu presso il Giardino Buonamici a Prato

 
Cento Scale 
Inaugurazione lunedì 30 giugno ore 19,00 - Presentazione  di Attilio Maltinti 
Aperto tutti i giorni esclusa la domenica dalle 19.00 alle 02.00 fino al 16 settembre
 

"Cento scale vuole richiamare, attraverso l’oggetto simbolico della scala, la poesia di Eugenio Montale “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”, in cui il poeta esprime la sua concezione dell'esistenza. La realtà non è quella che si vede con gli occhi e si percepisce con i sensi, fatta di impegni e casualità, insidie e delusioni,  ma è qualcosa che va al di là delle apparenze non solo di chi crede che la realtà sia quella che si vede, ma anche di chi, pur avendo piena consapevolezza che ciò che vede e percepisce non è la realtà, ha altresì coscienza che questa resti essenzialmente insondabile per l'uomo.

È un profondo sentimento di assenza rappresentato dall’impossibilità di salire (e scendere) i fragili gradini che compongono le scale con un faro che possa illuminare e rendere chiare le verità più profonde, possa dare significato alla percezione della propria esistenza, squarciando il velo di Maya.

Quella che in Montale era una stanchezza esistenziale che si acuiva con la perdita della compagna del viaggio di una vita, nell’opera di Fresu diventa la comprensione dei limiti dell’uomo, l’assenza di riferimenti che porta all’inconoscibilità del reale.

A questo si sovrappone un’altra istanza: le cento scale del titolo richiamano infatti nell’artista ricordi d’infanzia legati alla sua città natia, Cagliari. “Centu Scalas” è da sempre chiamato l’antico anfiteatro romano a Cagliari, dove i genitori da bambino lo portavano a passeggio. Il ricordo di quel luogo rappresenta per Fresu l’assenza, la mancanza che è però colmata dal dolce sapore del ricordo, della memoria, che riempie l’impenetrabile mistero della realtà."

Testo di Alessandra Frosini



Ignazio Fresu è nato a Cagliari e vive e lavora a Prato.

Si è’ diplomato  al Liceo Artistico di Cagliari e laureato all’Accademia di Belle Arti di Firenze

La sua attività espositiva è molto intensa e si svolge in Italia e in varie nazioni estere. Il suo lavoro è consultabile su pubblicazioni del settore e siti internet.

Il tema della transitorietà di ogni cosa, si riflette nell’attività dello scultore, impregnata di grecismo e di filosofia. La sua poetica si prefigge di dare un volto alla bellezza dell’effimero e di ritrarre l’eterno inganno perpetrato dal tempo. A tal fine le sue opere giocano di continuo sulla percezione della reale consistenza delle strutture esposte. 

Rendendo così il senso della caducità delle cose, lo scultore fa uso per le sue creazioni di materiali riciclati, rifiuti di lavorazioni industriali, e scarti di un economia di consumo che velocizza sempre di più il processo di separazione tra ciò che consideriamo in nostro possesso e ciò che sempre più presto cade nell’oblio del disuso.
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