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L'Opinione di Marco Lombardi

L'acuto di Obama

“Se è per questo abbiamo anche meno cavalli e baionette perché i tempi cambiano”. Ogni campagna elettorale ha il suo slogan, il punto topico che ne riassume l'essenza e l'esito. Spero sia questa la frase che, per i prossimi quattro anni, ci restituirà la memoria delle presidenziali americane 2012. Non si respira certo l'entusiasmo del 2008, con i giovani in piazza e tante, forse troppe, speranze riposte in quel giovane candidato di colore, che spandeva un'onda di entusiasmo ben oltre i confini patri. Oggi Obama ha sulle spalle l'esperienza di un mandato difficile, con i postumi diplomatici dell'era Bush ed una crisi economica senza precedenti, che affonda le radici nella deregolamentazione finanziaria degli anni ottanta e novanta. Non ha più la forza del sognatore, che contagiava, ma è cresciuto e questo potrebbe essere un punto di forza nel delineare l'agenda di quella che è ancora “la” superpotenza. Se gli elettori americani mostreranno di essere maturati, è plausibile che il futuro a Washington sarà ancora democratico e, come cittadini del mondo che hanno subito direttamente ed indirettamente il clima guerrafondaio e fondamentalista dei repubblicani, non possiamo che auspicarcelo. Repetita iuvant allora, sperando che i soldi risparmiati in biada ed olio per i fucili non vengano tutti investiti in sottomarini nucleari.

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