L'Opinione di Marco Lombardi

In Europa, senza unione non c'è forza

La prima manifestazione sindacale organizzata a livello europeo sarebbe dovuta essere un evento a prescindere, tanto più se con un elevata partecipazione – nonostante l'inusuale collocazione infrasettimanale. Per la nostra classe politica, invece, l'evento è stato solo lo scontro di piazza, saltando a piè pari le motivazioni della protesta. Niente di nuovo sotto il sole? Non è del tutto esatto. In primo luogo si nota stavolta la maggiore maturità delle principali testate giornalistiche, che nella cronaca dei fatti hanno distinto i violenti dal resto dei dimostranti, senza tacere il rilievo internazionale della mobilitazione e la pregnanza delle rivendicazioni sulla nostra vita quotidiana. In secondo luogo, una volta tanto che le ragioni della piazza coincidevano con quelle di tutti i partiti italiani, vale a dire chiedere all'Europa un allentamento del patto di stabilità, sarebbe stato fisiologico per i loro esponenti ribadire almeno questa richiesta: d'altronde non c'è talk show in cui i politici non se la prendano con l'austerità di Bruxelles e della BCE. Eppure ieri hanno parlato solo di manganellate e lanci di pietre. Sarà la forza dell'abitudine, oppure l'incapacità di articolare discorsi più elaborati di uno slogan. Il massimo della tristezza, dal leader di un sindacato non aderente all'iniziativa, secondo il quale la rivendicazione non era così rilevante da giustificare la rinuncia ad una giornata di stipendio. Un concetto difficile da spiegare a chi, causa gli effetti della crisi finanziaria, lo stipendio non lo riscuote più da un pezzo.
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