L'Opinione di Marco Lombardi

Lupì è un padre più uguale degli altri

In Italia, a parte una piccola percentuale di assunti tramite le agenzie interinali, nella quasi totalità dei casi le aziende si affidano alle relazioni interpersonali per reclutare i loro lavoratori. La presentazione del curriculum è spesso l'allegato, più o meno utile secondo la serietà dell'impresa, a una segnalazione informale che è la strada maestra, anzi il senso unico ad accesso ZTL.

Una volta Andreotti, cui fu chiesto se avesse mai raccomandato qualcuno, rispose che lui aveva in effetti segnalato alcuni nominativi, ma tutte persone di elevata competenza, sempre nel solco delle "referenze" di stampo anglosassone e comunque mai nell'ambito di uno scambio di favori. Vabbè...
Lupi ha fatto ciò che qualunque padre, se in grado, forse farebbe. Suo figlio ha approfittato di una opportunità che, se presente, qualunque giovane forse avrebbe colto. Sta di fatto che il cedente del favore ha goduto di agevolazioni. Da qui due considerazioni. Quella legale: se agevolazione e vantaggio sono correlate, Lupi va indagato. Quella di buon senso: se correlazione non c'è, Lupi avrebbe dovuto comunque dimettersi, per la leggerezza con la quale si è fatto coinvolgere in un potenziale conflitto di interessi. Certo l'ex ministro potrebbe obiettare perché lui deve essere più uguale degli altri padri di fronte alle regole del buon senso e così suo figlio. La risposta sarebbe immediata e cioè perché riveste una carica pubblica, che dà onori, tanti, ma anche oneri, anch'essi tanti in teoria, ma assai pochi di fatto.