Segnalazione in Primo Piano: Il Foglio volante di novembre 2015

È appena uscito dalla tipografica e sta per essere spedito agli abbonati, il numero di novembre del “Foglio volante - La Flugfolio - Mensile letterario e di cultura varia” (anno XXX, n. 10). Vi compaiono testi di Santi Borrell, Aldo Cervo, Mariano Coreno, Serena Cucco, Carla D’Alessandro, Francesco De Napoli, Georges Dumoutiers, Amerigo Iannacone, Daniele Maraviglia, Adriana Mondo, Silvana Poccioni, Nadia-Cella Pop, Fryda Rota, Mariaelena Rota Nodari, Antonio Tabasso.
Ricordiamo che per ricevere regolarmente “Il Foglio volante” in formato cartaceo è necessario abbonarsi. L’abbonamento – che dà diritto all’omaggio di tre libri delle Edizioni Eva per un prezzo di copertina superiore al costo dell’abbonamento (20 euro) – serve anche a sostenere un foglio letterario che non ha altre forme di finanziamento.

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Riportiamo, qui di seguito, l’articolo di apertura, una breve nota dalla rubrica “Appunti e spunti- Annotazioni linguistiche” e una poesia di Antonio Tabasso.


Il libro è una certezza

L’uomo si trova sulla terra qualche milione di anni. Ma la storia propriamente detta comincia solo cinquemila anni fa, tutto quello che sta prima è relegato nella preistoria. Un evento determinante ha diviso la storia dalla preistoria: l’invenzione della scrittura. Con la scrittura comincia il vero progresso dell’umanità in un’accelerazione progressiva.
Se la parola consentiva all’uomo di comunicare solo con chi gli stava vicino, la scrittura consentiva di parlare anche con chi stava lontano, sia nello spazio sia nel tempo. Dopo l’invenzione della scrittura, ogni uomo partiva quindi non da zero ma dalle conoscenze e dall’esperienza di altri, appresa dagli scritti, e ognuno poteva aggiungere a quella degli altri la propria esperienza.
La scrittura, nata come pittografia, cioè rappresentazione grafica degli oggetti, si è progressivamente evoluta, passando per l’ideografia, rappresentazione dell’idea, e per la scrittura sillabica, fino ad arrivare alla scrittura alfabetica, che noi oggi usiamo. Anche se bisogna dire che il percorso non è stato cosí lineare, se pensiamo che ancora oggi ci sono popoli che usano gli ideogrammi.
Dopo la scrittura nacquero i libri, che assunsero, nel tempo, forme e dimensioni diverse. La biblioteca di Alessandria, la piú importante del mondo antico, che fu distrutta fra il III e il IV secolo d. C., già nel III sec. a. C. si calcola che contasse 490.000 libri, in forma di rotoli.
A meta del XV secolo si ebbe un altro evento epocale, un’invenzione che ha cambiato le sorti del mondo. Si tratta dell’invenzione della stampa da parte del tedesco Johann Gutenberg.
Con la stampa non ci fu piú limite alla diffusione delle copie. E i libri, che prima, scritti a mano nei conventi dagli amanuensi, erano rari e costosissimi e perciò riservati solo alle classi piú elevate, cominciarono ad essere alla portata di tutti. Alla portata di tutti fu la cultura, e alla portata di tutti fu il piacere della lettura. Fino ad arrivare ai giorni nostri, con la stampa digitale.
Oggi a nessuno è negato di accostarsi al libro, anche se spesso altri mezzi e altre distrazioni ci tengono lontani dalla pagina scritta.
Ci si domanda oggi quale sarà il futuro del libro. Certo non possiamo indovinare cosa succederà fra mille anni perché siamo nel mezzo di un progresso tecnologico in accelerazione costante e non possiamo sapere come sarà il mondo fra alcuni secoli, sempre che l’uomo non riesca a distruggerlo prima. Solo trent’anni fa, per esempio, nessuno avrebbe potuto immaginare la rete Internet. Un futuro lontano, non lo possiamo prevedere, ma è certo che il libro, cosí come lo intendiamo oggi, o, probabilmente, anche un po’ diverso, ha davanti a sé ancora molta strada.
Gli altri mezzi, per ora, non possono che essere di supporto. Forse destinati a finire sono volumi come gli elenchi telefonici o certi manuali di programmi per computer, sostituiti da guide in linea, e simili. Ma non avrà fine – almeno nel futuro concesso alle nostre generazioni – il libro che abbiamo sul comodino e che la sera ci accompagna nel regno dei sogni.
Il libro è ancora una confortante certezza.

Amerigo Iannacone

Appunti e spunti
Annotazioni linguistiche
di Amerigo Iannacone

Poste anglomani

A proposito di anglomania. Qualche giorno fa ho preso in un ufficio postale un cataloghetto (perché le poste ora fanno concorrenza ai grandi magazzini) che, guarda caso, si chiama “posteshop”. Apro e provo a leggere la descrizione di un prodotto. C’è una bicicletta, ma non si chiama bicicletta si chiama “City Bike”. Descrizione (i corsivi sono miei): Telaio alluminio x-light - Forcella anteriore ammortizzata - Verniciatura bicolor - Cerchi alluminio 2 - Freni V. Brakealluminio - Leve freno alluminio - Sella city comfort - Sgancio rapido sella in alluminio - Cambio shimano 21 velocità - Comando al manubrio shimano revo shift 21 velocitá. Sono 36 parole e su 36 parole 11 sono in inglese, ovvero il 30,55%. L’italiano si avvia ad essere come il panda: in via di estinzione.


Novembre

Ombre, fuggite dal cuore!
Un fiore, soltanto un fiore
desidera l’anima mia!
Ombre: ricordi.
Fiori: speranze.
Quali, novembre mi porti?
Non è forse tua
la festa di entrambi?
A chi tace
reca fiori chi lacrime versa.
A me
chi?… chi?
Soltanto tu,
nessuno per te,
ché sí amara è oggi la pioggia.

                Antonio Tabasso
                Roma