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El Cristo ciego in concorso Venezia


Conserva una intrinseca forza evocativa questo film apparentemente povero, di immagini come di contenuto. E invece è ricco, profondo, interiore, El cristo ciego, del trentenne cileni Christoper Murray. L'autore, dopo aver girato alcuni corti, approda in concorso a Venezia con lungometraggio (meno di una ora mezza, coprodotto da Cile e Francia) nel quale conduce in una ricerca di spiritualità che di misero ha solo il contesto.

Eppure Michael (Silva) ritiene di aver avuto una rivelazione celeste che tuttavia la sua comunità scambia per follia. El Cristo infatti viene denominato, non senza subdola ironia. Il giovane scoprirà che un suo lontano amico ha subito un incidente e si mette in cammino con l' intento di miracolarlo. Il suo viaggio è un on the road fra deserti cileni e periferiche comunità polverose. Ma è nella povertà più estrema che che si rivelerà un salvatore. cescaniUn film sudamericano, dunque, dai forti richiami francescani, una rilettura evangelica al cospetto di una comunità, quella cilena, che esce da anni di dure dittature che hanno lasciato strascichi nella idea stessa di esistenza.

Armando Lostaglio