L'Opinione di Marco Lombardi: La RAI del nuovo, vecchio, corso


Undici nomine su ventuno illecite, tutte di peso, sia nell'organigramma aziendale, sia nel monte retribuzioni. Con questo biglietto da visita si presenta la RAI del nuovo corso. Niente di particolarmente originale in verità, che i dirigenti di una società pubblica siano scelti cioè a chiamata e per meriti non sempre, o non solo, legati al curriculum professionale. Di solito tuttavia, per dare almeno la parvenza di legalità, si istruisce una procedura pubblica di selezione, dall'esito scontato ovviamente, ma che salva le forme.

Probabilmente non c'è stato il tempo di farla, con l'incombenza dei nuovi palinsesti di rete, oppure la si è ritenuta superflua, una inutile perdita tempo, con peraltro il rischio di mettere agli atti scelte non proprio di primo piano rispetto alla rosa dei candidati. La forma, si sa, è sinonimo di fatica, molto meglio agire liberamente fuori dagli schemi, anzi per gli schemi propri e se la forma stessa, come gli esteti e i lontani parenti giuristi ci dicono, è sostanza, forse non c'è proprio niente di cui stupirsi, casomai di cui rattristarsi.