L'Opinione di Marco Lombardi: Essere ottimisti quando tutto va a puttane

Essere ottimisti quando tutto va a puttane, evidentemente si può, anzi è obbligo esserlo. Non è solo uno slogan elettorale, ma lo spirito legis ispiratore della Corte di Cassazione, che con la sentenza numero 15596 dello scorso luglio*, ha ammesso i proventi della prostituzione tra quelli tassabili a norma di legge.
La storia è quella di una signora o signorina, non è dato saperlo, che, nullatenente per il fisco benché titolare di proprietà mobiliari e immobiliari, è ricorsa al sempre valido adagio: in Italia meglio delinquenti che contribuenti.


Le auto di lusso, le case, i numerosi conti correnti, si appellava la suddetta, non erano che il sudato frutto di performance sessuali a pagamento, pertanto escluse dal novero dei redditi tassabili. Mal gliene colse, visto che il giudice supremo ha sentenziato secondo il principio che i ricavi da illecito civile, penale o amministrativo, se non già sottratti al possessore per mezzo di confisca o sequestro, siano da sottoporre comunque a tassazione, poiché qualificabili tra i così detti redditi diversi. Non solo, secondo il magistrato il meretricio sarebbe attività già tutelata dalle leggi, parzialmente da quelle italiane, quale forma di obbligazione naturale, pienamente da quelle europee, purché si tratti di attività autonoma esercitata liberamente.
C'è poco da stupirsi, spetta ancora ai giudici fare un passo, in avanti o indietro non è invero ben chiaro, di fronte alla stagnazione del paese. Stagnazione culturale, ovvio, come in ultimo dimostrato dalla campagna voluta e ritrattata del fertility day, ma non certo stagnazione decisionale e amministrativa, ambito questo nel quale le prossime settimane ci riserveranno novità nientemeno che scoppiettanti. Da qui al quattro dicembre, infatti, ogni giorno una festa, ogni notte un evento. Tutto quanto, dal ponte sullo stretto al derby di campionato, dal grillo che piange a quello che canta, pur di non parlare di dove stiamo andando. Poco male, vorrà dire che ci penserà la magistratura a ricordarcelo.


Marco Lombardi

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