Evasion, giornale del libero pensiero 26 Novembre 2016


Un operaio lavora vicino alla fornace di un’acciaieria non autorizzata nella regione cinese della Mongolia Interna. (Kevin Frayer, Getty Images) 


È morto Fidel Castro. L’ex presidente cubano, leader della rivoluzione comunista, è morto il 26 novembre alle 4.29 (ora italiana), dopo una lunga malattia. A darne l’annuncio dalla televisione di stato cubana è stato il fratello Raúl Castro, presidente dal 2008. Il governo ha dichiarato nove giorni di lutto nazionale. La morte di Castro ha suscitato le reazioni dei leader di tutto il mondo. 

La corte costituzionale boccia la riforma Madia della pubblica amministrazione. La consulta ha accolto il ricorso presentato dal presidente della regione Veneto Luca Zaia dichiarando illegittimi quattro punti della riforma della pubblica amministrazione dove si prevede che l’assunzione dei decreti attuativi possa avvenire solo con il parere, e non con l’intesa, della Conferenza stato-regioni o della Conferenza unificata. 

Erdoğan minaccia l’Unione europea di sospendere l’accordo sui migranti. La minaccia del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan arriva in risposta al voto espresso giovedì 24 novembre dal parlamento europeo che invita i governi degli stati membri a interrompere le trattative per un’eventuale ingresso della Turchia nell’Unione europea. Il voto del parlamento europeo ha un valore più che altro simbolico e non è vincolante. Ma la reazione turca non si è fatta attendere.

lI Kuwait oggi al voto per le elezioni legislative anticipate. È attesa una grande affluenza alle urne per rinnovare il parlamento. Al centro dei programmi elettorali la situazione economica del paese del golfo Persico, che ha visto calare del 60 per cento negli ultimi due anni i profitti derivanti dal petrolio . È la settima volta in dieci anni che il Kuwait va al voto. Il 16 ottobre lo sceicco Sabah al Ahmad al Sabah aveva sciolto il parlamento dopo la richiesta del presidente dell’assemblea Marzouk al Ghanem di indire le elezioni anticipate per poter affrontare la situazione economica negativa. 

Un’esplosione nel campo profughi di Moira a Lesbo provoca due morti. Un uomo di sessantasei anni e un bambino di sei anni sono morti in seguito all’esplosione incidentale di una stufa a gas da cucina all’interno di una tenda. La madre trentenne e il fratello di quattro anni del bambino sono stati feriti gravemente e trasportati ad Atene da un velivolo militare. Altri otto rifugiati sono rimasti feriti. Inizialmente ha circolato la notizia falsa che si trattasse di un attacco intenzionale contro i migranti e il campo è stato evacuato dalla polizia. 

Centinaia di migliaia di sudcoreani in piazza per chiedere le dimissioni della presidente Park Geun-hye. La presidente è accusata di aver permesso alla sua amica Choi Soon-sil di interferire su questioni di stato pur non ricoprendo alcun ruolo all’interno dell’esecutivo. Il 26 novembre, nella quinta settimana di manifestazioni pacifiche, secondo gli organizzatori circa 1,3 milioni di persone si sono riversate nelle strade di Seoul, sfidando il freddo e la neve. Secondo la polizia, che ha mobilitato nella capitale circa 25mila agenti, il numero di manifestanti era invece 260mila.

Un’autobomba provoca almeno dieci morti a Mogadiscio. L’esplosione è avvenuta a un posto di blocco della polizia nei pressi di un mercato affollato della capitale somala la mattina del 26 novembre. Secondo la polizia, sono almeno dieci le vittime e il mercato è stato distrutto. L’attacco non è ancora stato rivendicato. 

 Il Sud Sudan è pronto ad accettare l’intervento di una forza regionale delle Nazioni Unite. Il governo di Juba ha ceduto alle pressioni internazionali e ha accettato l’invio di una forza regionale delle Nazioni Unite, dopo che i combattimenti dello scorso luglio nella capitale hanno rischiato di scatenare una nuova guerra civile nella giovane nazione africana. I nuovi caschi blu affiancheranno la Minuss, la missione Onu nel Sud Sudan, concepita inizialmente per assistere il paese nel “consolidamento della pace” negoziata nel 2015.

fonte internazionale
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