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L'Opinione di Marco Lombardi: Sul carro dei demagoghi


Bernie Sanders che plaude alla revoca del Trattato transatlantico del libero commercio (TTP) decisa da Donald Trump, dichiarandosi addirittura disposto a collaborare con il tycoon, è la prova che non solo nella politica italiana regni una gran confusione, dove ciò che viene confuso è il fine di scelte solo in apparenza identiche.

Che gli obiettivi del populismo, proprio per la natura dello stesso, siano quasi interamente sovrapponibili a quelli perseguiti da politiche di destra o di sinistra, non significa che anche i percorsi siano i medesimi e il fatto che a questa basilare constatazione non si dia importanza nel dibattito pubblico dimostra quanto lontani ancora si sia da un'opinione pubblica critica e riflessiva. Basterebbe fare uno più uno, considerare i proclami del Trump elettorale con le decisione del Trump appena insediatosi, le nomine nel suo staff, i tagli alla obamacare, per capire l'enorme differenza che c'è che tra una critica al liberismo di stampo populista e una di matrice progressista o, parola oramai desueta, socialista. Se il blocco del libero commercio significa meramente il dominio incontrastato delle industrie locali, senza alcuna minaccia di concorrenza dall'estero, per i lavoratori la cosa non deve far certo sorridere in termini di tutele e soprattutto livelli contrattuali. Lo stesso dicasi per le imprese di minori dimensioni, destinate ad abdicare al dominio incostratato dei colossi nazionali e in Italia ne abbiamo avuti +di esempi in tal senso, con la blindatura di settori di mercato in testa a singole aziende italiane, di proprietà sia pubblica sia privata, che hanno di fatto inibito l'iniziativa di altri imprenditori nazionali. Questa non può essere la filosofia del candidato del Partito Democratico che si collocava a sinistra di Hilary Clinton, portatore di un ben diverso approccio, vale a dire favorire la concorrenza in un ambito di protezione non delle multinazionali americane, ma delle regole scritte e non scritte che proteggono i soggetti più deboli del mercato, siano essi imprese, lavoratori o consumatori. L'idea di una politica, chiamiamola tradizionale, che si limita a rincorrere i leader populisti senza smarcarsene in modo netto e chiaro, non lascia ben sperare per democrazie in crisi di consensi, legittimità e sicurezza (anche economica).