Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: La neve a Ciaulina e dintorni


Quando cade la prima neve sul monte Vulture, se tocca Ciaulina, presto arriverà anche a Rionero. E con essa il pericolo dei lupi. “Ha fatto la neve a Ciaulina?” chiedeva per telefono ai suoi parenti lo scrittore Beniamino Placido, assente dalla sua Rionero, di cui serbava il ricordo indelebile oltre che l’accento. Lo scrittore rammentava i racconti del focolare, le nevicate abbondanti di un tempo con le gallerie di ghiaccio scavate sulle strade stracolme. Ah, la nevicata del ’56!!!.


Il senso dei lucani per la neve è pure quella casetta sulla collina di Ciaulina, ai piedi della montagna più alta, un tempo rifugio di briganti e mandriani. Case piccole di un tempo laddove Borges ci ricorda che “Ogni dimora è un candelabro dove ardono in appartata fiamma le vite."


Quelle esistenze di un tempo remoto quando il Natale era l’odore dei mandarini. Quando tutto dicembre era il “Mese di Natale” specie per quelle persone andate via per trovar fortuna altrove, e che particolarmente in quella Notte, sentivano l’aria pesante di non essere fra quelle pietre della loro infanzia. “Senti la neve contro i vetri della finestra, micino? Ha un suono così bello e delicato! Proprio come se qualcuno di fuori coprisse di baci tutta la finestra! Forse la neve ama gli alberi e i campi, se li bacia con tanta gentilezza!  Lo sussurra Alice nel suo paese delle meraviglie, tanto per restituirci quel sentore pudico di ritornar bambini.

La neve copiosa ci fa convenire ad un tempo che arriva da lontano, come i Re Magi d’oriente, un tempo che odora di nostalgie mai del tutto attenuate, col senso di una vita che, specie a Natale, apre spiragli interiori, quelli che un anno intero si lascia sfuggire. E c’è una ballata irlandese (l’ha invocata di recente il cardinal Ravasi) che ci rammenta del tempo, quello che scompare per colpe ignote, e che non sappiamo traguardare: 

“Trova il tempo per riflettere, perché è fonte di energia. / Trova il tempo per il gioco: è il fiorire della giovinezza. / Trova il tempo per i libri, fondamenta del sapere. / Trova il tempo di essere amabile: è una via della felicità. / Trova il tempo per sognare: salirai verso le stelle. / Trova il tempo per amare e godrai la gioia della vita. / Trova il tempo per pregare: è la musica dell’anima.”


Forse è proprio la preghiera che manca, non quella che viene recitata talvolta come una cantilena, ma quella che fa riscoprire il senso della neve che uniforma il paesaggio, che fa sentire caldo il fumo del camino, e che un racconto vale più di ore elettriche davanti alla tivu. Forse davvero non c’è più tempo di sognare?

E pure ci coglie l’eco del verso cantato da Sting: “Cercheremo di non disturbare la neve con le nostre impronte”.
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