Evasion, giornale del libero pensiero 31 Gennaio 2017


Proteste all’entrata dell’insediamento illegale di Amona, in Cisgiordania, durante lo sgombero. Dopo un lungo braccio di ferro tra autorità giudiziarie, parlamento israeliano e governo, lo scorso dicembre è stato deciso che i coloni israeliani devono lasciare l’insediamento. (Ronen Zvulun, Reuters/Contrasto)

Stati Uniti – Trump ha licenziato la ministra della Giustizia ad interim Sally Yates, colpevole di aver “tradito” il dipartimento per aver messo in dubbio la legittimità del cosiddetto Muslim Ban. Yates aveva infatti annunciato che i legali del suo ministero non avrebbero difeso l'ordine esecutivo firmato dal presidente. 

Canada – Alexandre Bissonnette, un cittadino franco-canadese di 27 anni, è l’uomo che domenica sera è entrato in una moschea di Quebec City e ha ucciso sei persone. Circa un’ora dopo la sparatoria si è consegnato alla polizia. Simpatizzante dell’estrema destra e sostenitore di Trump e Le Pen.

Stati Uniti – Alcuni ex jihadisti hanno riferito alla Cnn che il cosiddetto Muslim Ban di Trump potrebbe diventare un potente strumento di propaganda in favore dell’Isis. Aiuterebbe infatti a reclutare combattenti “rendendo chiaro che c'è in atto una guerra contro l'islam e i musulmani". La Silicon Valley si è schierata contro il provvedimento. Lgbt – L’amministrazione Trump ha smentito la notizia secondo la quale la Casa Bianca voleva revocare le tutele per i membri della comunità Lgbtq impiegati dal governo federale. “Il presidente Trump è determinato a proteggere i diritti della comunità Lgbtq”. Intanto, per la prima volta, i bambini americani transgender che si identificano con il sesso maschile potranno far parte dei boy scout. 

Regno Unito – Prima di quello americano, un altro muro ha cambiato la fisionomia del mondo e il destino di molti: è quello voluto e costruito dal Regno Unito a Calais, nel nord della Francia, per frenare l’ondata di immigrazione dal continente. Ma al di là del muro l’attesa non si è fermata. 

Italia – Domenica 22 gennaio Pateh Sabally è affogato nel Canal Grande di Venezia, senza che nessuno riuscisse a salvarlo. La portata dell’indifferenza (e del ludibrio) di chi quel giorno ha assistito al suo suicidio senza intervenire non è stata colta. È il rigetto della moralità teorizzato da Freud. È l’umanità che si schiera con la morte.