L'Opinione di Marco Lombardo: Le ragioni della manovra correttiva


Sembra inevitabile che ci sarà una manovra correttiva. Difficile pensarla senza il contributo dei cittadini, se non direttamente con nuove tasse, impopolari in un clima di quasi campagna elettorale, perlomeno indirettamente, mediante una politica di tagli che si tradurrà in aumenti di tariffe o nel maggior ricorso ai privati per l'erogazione di servizi pubblici essenziali.

Ci tocca, insomma, ma chiediamo chiarezza sui motivi della stessa, visto che la lettera inviata a suo tempo dalla Commissione Europea vola alto e che il Governo non ha mai spiegato le ragioni dello sforamento. Tre le ipotesi in gioco e ciascuna apre a scenari diversi. La prima è che l'Europa contabilizzi anche le spese dovute all'emergenza migranti e al sisma. Da Bruxelles dicono di no, ma se mentissero Gentiloni dovrebbe battere i pugni, perché si tratterebbe di una iniquità colossale. Fieri, insomma, ci opporremmo. La seconda è che l'Europa abbia concesso lo sforamento proprio per le suddette emergenze ma, non ricevendone completa giustificazione dagli impegni di spesa finora certificati dall'Italia, chieda indietro la differenza. Si tratterebbe allora di capire perché parte della flessibilità concessa non sia stata messa a frutto – pastoie burocratiche? incapacità politica? inefficienza amministrativa? – e quindi di negoziare con Bruxelles una dilazione dei termini, sulla base di un serio programma di investimenti a breve. La terza è che le tante concessioni di spesa inserite nella Legge di Bilancio, da qualcuno etichettate come mance per il sì al referendum, siano state coperte con entrate tutt'altro che certe, come i nove miliardi di Euro dalla “rottamazione” di Equitalia o il rientro dei capitali illegalmente detenuti all'estero. In questo caso la Commissione Europea avrebbe ragione ad esigere il ripiano del nuovo debito e la responsabilità di Renzi e Padoan, a suo tempo avvisati del rischio, un dato di fatto incontrovertibile. In vista dei nuovi sacrifici, si attendeno pertanto da Roma doverose delucidazioni.
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