L'Opinione di Marco Lombardi: Armarsi è davvero il male minore?


E' difficile entrare lucidamente nel merito del dibattito sulla legittima difesa, presi dall'onda emotiva di fatti di violenza che potrebbero irrompere nella sfera privata di ognuno di noi. La domanda da porsi, forse è questa: siamo pronti per un'Italia a mano armata? Ce lo chiedemmo diversi anni fa e la risposta fu no, per fortuna probabilmente. Perché l'italiano medio, quando dispone di oggetti simbolo di potenza, il più delle volte sbrocca e lo vediamo con il diffuso atteggiamento di chi è alla guida di un SUV o porta a passeggio un cane di grossa taglia.

Essere consci di poter cagionare un danno all'altro, se non è l'esito di lungo percorso di consapevolezza come accade per un pugile o un esperto di arti marziali, ci rende spesso prepotenti, come preda di un senso di onnipotenza. Maneggiare un'arma, specie se lo si può fare con facilità benché neofiti, è una delle cose che dà maggiore euforia ad un ego frustrato come è spesso il nostro. L'immaginario va al famoso sketch di Carlo Verdone sul porto d'armi, era il millenovecentosettantotto, anni caldi come il piombo appena sparato e, poche illusioni, non siamo molto cambiati da allora. In conclusione, non è affatto scontato che estendere la legittima difesa domestica e con essa anche la facilità di poter possedere e usare un'arma, sia la scelta che renderebbe questo paese più sicuro. Al contrario, potrebbe trasformare un rischio residuale in un pericolo strutturale, che non risparmierebbe davvero nessuno.