L'Opinione di Marco Lombardi: Una scienza medica in crisi di credibilità


Se la fronda anti-vaccini ha un così alto riscontro tra la gente, ridurre la cosa ad una mera faciloneria da complotto è azzardato. In realtà è in corso da tempo un allontanamento delle persone dalle certezze di una medicina dimostratasi tutt'altro che priva di conflitti di interesse. Quando leggi quasi ogni giorno di truffe legate alla sanità pubblica, la più referenziata, di medici di famiglia collusi con aziende farmaceutiche e specialisti amici, quando tocchi con mano, nelle sale di aspetto e dentro gli ambulatori, una realtà cinica che non si discosta molto dalle commedie amare di Zampa e Salce, è dura non dubitare.

Dietro ai pericoli dei vaccini c'è molto complottismo, ma come non ricordare il vaccino anti influenzale contenente squalene, ordinato, iniettato e poi ritirato dal servizio sanitario poiché nocivo; l'emergenza meningite gonfiata a livello nazionale, con l'utilizzo sugli adulti di un siero non ancora testato (almeno fino ad allora) su larga scala; il vaccino anti-epatite venduto a cifre esorbitanti. Fatti recenti in cui il mercato della salute, termine ormai sdoganato anche dal ministero, fa perdere credibilità all'intero sistema. In ultimo, non giova alla causa la diatriba sulla nomina del direttore dell'Agenzia Italiana del Farmaco, colui che tratta con le lobby produttrici, che vede contrapposto il nome sostenuto dal Governo, per il tramite di Luca Lotti, con quello, pare, assai più titolato sostenuto da tutte le regioni. I più anzianotti ricorderanno l'epoca del “dottorino”, il medico condotto che, oggi sembra impossibile, ti visitava ogni volta e di cui ti fidavi ciecamente, forse anche perché non riceveva i rappresentanti farmaceutici in studio, non viaggiava su auto di lusso e non aveva la villa al mare. Recuperare quella credibilità sarà molto difficile, fronda o non fronda.