Appuntamenti in Primo Piano: Taranto. Conferenza stampa e inaugurazione del progetto L'altra città



Il carcere? Che opera d'arte!
Conferenza stampa e inaugurazione del progetto
L'altra città 
Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana

a cura di
Achille Bonito Oliva e Giovanni Lamarca

Casa circondariale Carmelo Magli - Taranto
6 maggio – 15 giugno 2017

Prenderà il via il prossimo 6 maggio, nella casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto,  un importante evento artistico-culturale: L'altra città. Un percorso  partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana.
            L'evento è curato dal teorico e critico d'arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di polizia penitenziaria della locale casa circondariale, con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione (Anppe), ed esperti: Giulio De Mitri (artista e docente), Roberto Lacarbonara (giornalista e critico), Anna Paola Lacatena (sociologa e scrittrice), Giovanni Guarino (attore e animatore).    
            Ideato e coordinato da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di polizia penitenziaria della Casa circondariale di Taranto, il progetto “L'altra città” rappresenta una “prima assoluta” nel panorama delle iniziative culturali e formative realizzate all'interno delle carceri italiane. Non è l'arte che entra nei luoghi di detenzione, ma è il carcere stesso che si fa opera d'arte, grazie all'apporto di quanti vivono in prima persona la reclusione, a coloro che vi operano e agli stessi visitatori. Ognuno con la propria esperienza e competenza e tutti con l'intenzione di creare, attraverso l'espressione artistica, un ponte tra vita ristretta e società civile. Come spiega Carmelo Cantone (Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria per la Puglia e la Basilicata): “L'altra città” darà infatti ai visitatori la possibilità di conoscere «ciò che sono i luoghi della pena oggi in un paese di democrazia occidentale avanzata, con le contraddizioni di questi luoghi che sono le contraddizioni del nostro sistema penitenziario, per come è stato costruito, per le sue potenzialità, per le sue criticità, ma anche per come viene vissuto da chi vive e da chi lavora in carcere».
            Il progetto  artistico e polisensoriale site specific si articola in tre momenti. Innanzitutto un laboratorio sulla didattica dell'arte che ha coinvolto un gruppo di detenute fornendo non solo le basi conoscitive sulle pratiche artistiche dell'arte contemporanea ma anche, e soprattutto, sollecitando una riflessione personale sul proprio  percorso esistenziale e sull'esperienza della detenzione. Tutti gli ambienti – trasfigurati attraverso l'intervento artistico di un gruppo di detenute guidate dall'artista Giulio De Mitri e con la partecipazione di alcuni agenti penitenziari – consentiranno al visitatore di “vivere” la reale esperienza del carcere e, nello stesso tempo, compiere un ideale e personale percorso che dalla percezione del castigo e dell'isolamento può portare al recupero e all'emancipazione.
            Un'opera d'arte dunque dalla forte connotazione sociale che è stata preceduta e preparata da un'attività di elaborazione alla quale hanno dato il loro contributo, oltre a Giulio De Mitri (direzione artistica e didattica), Roberto Lacarbonara (analisi critica), Anna Paola Lacatena (analisi sociologica), Giovanni Guarino (allestimento e preparazione del personale penitenziario).
L'arte dimorando nella fantasia e non solo, avvia un processo di sublimazione che blocca le pulsioni negative, producendo qualcosa di socialmente positivo. Come afferma il sociologo Mario Morcellini, «l'arte, sublimando la realtà, è uno dei mezzi per trascendere la solitudine e uscire dalla fortezza dell'individualismo».
            In quanto spazio di libera espressione, l'arte ha stimolato nei detenuti significativi momenti relazionali e socializzanti, incanalando positivamente la loro potenziale creatività. Il successivo momento è stato caratterizzato da interventi artistici che hanno mutato la natura di quella che precedentemente era un'ordinaria sezione detentiva, realizzando con segni, scritture, simboli e immagini un'eccezionale installazione site specific. Per i detenuti è stata questa una significativa opportunità formativa ed educativa che ha contribuito alla “ricostruzione” della propria identità sociale e culturale.
            Il terzo momento è rappresentato dall'apertura del carcere alla società civile, rendendo fruibile, a chi ne farà domanda, l'installazione stessa. Un'occasione, unica e straordinaria, per stimolare un'ulteriore riflessione sulla condizione dei ristretti, come metafora della personale condizione di prigionia che ciascuno racchiude nel proprio vissuto. Attraverso la sfera emotiva e sensoriale, il potenziale fruitore, “incluso da libero”, interagirà infatti con la realtà carceraria compiendo un reale percorso che lo condurrà dalla sensazione di detenzione e di isolamento a quella di emancipazione e condivisione della propria libertà.  Ecco fondata “L’altra città” - scrive in catalogo Achille Bonito Oliva -  che include esclusi e reclusi e conferma l’affermazione di Baudelaire che l’arte, la sua bellezza, è una promessa di felicità. E direi di coesistenza e convivenza, per questo “Altra città”.
            Il catalogo de L'altra città (Gangemi, 2017), curato da Achille Bonito Oliva e Giovanni Lamarca è disponibile in libreria. Alla prefazione di Carmelo Cantone, seguono testi di Achille Bonito Oliva,  Giulio De Mitri,  Roberto Lacarbonara, Anna Paola Lacatena, Giovanni Lamarca, apparato iconografico (crediti fotografici di Giorgio Ciardo e Roberto Pedron) e note biografiche sugli autori.
I proventi delle vendite saranno interamente destinati alla casa circondariale e all'associazione “Noi e voi” di Taranto che ha sostenuto il progetto.




Per partecipare alla conferenza stampa è necessario accreditarsi presso Leeloo srl- informazione e comunicazione di Francesca Romana Gigli e Patrizia Notarnicola, leeloo@gmail.com,  entro il 24 aprile. Gli operatori che lo desiderano potranno effettuare alla fine della conferenza stampa il percorso “L'altra città” (durata prevista 25 minuti a persona).
Quanti, a partire dall'8 maggio 2017, volessero fare esperienza de "L'altra città", compiendo il percorso previsto all'interno della Casa Circondariale di Taranto, possono rivolgersi a Sig.ra Lucia Scialpi, 340/8227225 o laltracittanoievoi@gmail.com. Riceveranno istruzioni in merito. È necessario, infatti, inviare copia del documento d'identità e liberatoria compilata e firmata. In caso di minorenni è necessario che la liberatoria venga firmata dal genitore.


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