In occasione della visita del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni


Signor Presidente,
nel porgerLe il mio rispettoso saluto, desidero riportarLe alla memoria che il primo Presidente del Consiglio dei Ministri italiano a dedicare a Matera una sua visita nel lontano 1902 fu il ‘galantuomo’ Giuseppe Zanardelli. Il ricordo di quell’avvenimento è ancora vivo tra le popolazioni di questa Regione. A seguito di quel viaggio, l’impegno di Zanardelli a favore delle nostre terre promosse una serie di interventi speciali, che riguardavano, in primis, il sistema stradale e ferroviario.

     Il riferimento a quella visita mette in risalto, tuttavia, come questo nostro territorio non registri l’incremento demografico acquisito progressivamente nel resto del Paese. La popolazione oggi residente in Basilicata, infatti, è pari se non addirittura inferiore a quella censita nei primi anni della realizzata Unificazione d’Italia. Nel corso di circa centocinquant’anni, invece, la media della popolazione nazionale è triplicata. Al netto di oscillanti motivazioni di carattere sociologico, economico e amministrativo, un dato  costante e onnipresente, nella contraddittoria condizione regionale, è costituito dalla indebellata mancanza di lavoro, addebitabile alla scarsa competitività causata, soprattutto, dalla perdurante assenza di infrastrutture, in particolare nel settore dei trasporti ferroviari.
     Sì, perché quanto già previsto e progettato in seguito alla visita di Zanardelli è rimasto in parte ancora incompiuto, come la ultimazione della Statale Bradanica o il completamento della linea ferroviaria Matera-Ferrandina.
     Proprio in relazione a tale comparto, mi permetto di indirizzarLe una richiesta che potrebbe apparire anacronistica: mentre nel resto del mondo si quadruplicano i binari per l’alta velocità, Matera e il suo territorio provinciale reclamano con insistenza, ancora una volta, un allacciamento alla rete ferroviaria nazionale ad un solo binario!
     Considerando che gli abitanti della Basilicata sono cittadini europei e, in quanto tali, hanno diritto al minimo degli standard presenti nell’Unione, a loro nome mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, per rivendicare i continui sacrifici di questa regione in favore del Paese, ricambiati con insensibilità e isolamento, specialmente in questo periodo in cui la città di Matera è chiamata a rappresentare l’Italia a livello internazionale quale Capitale Europea nel 2019, e mentre, ricca di idrocarburi nel sottosuolo, essa conferisce alla Nazione una buona percentuale del totale fabbisogno energetico.
     È, dunque, giunto il tempo che i sacrifici delle attuali e precedenti generazioni vadano in qualche modo riconosciuti ed è auspicio che Lei possa propositavamente adoperarsi per la realizzazione dei lavori sulla tratta ferroviaria Matera-Ferrandina, consentendo il raggiungimento di un obiettivo, per oltre 155 anni perseguito senza successo.
     Ad accompagnare e corroborare questo auspicio riporto, in allegato, il Verbale del Consiglio Provinciale di Basilicata dell’anno 1907, in cui furono dibattute queste tematiche e fu delineata una decisione operativa.
     Da questo documento (integralmente trascritto in fondo a questo scritto) sono tratti alcuni brani che sottolineano l’importanza e l’urgenza di siffatto impegno.
     Emerge ferma e unanime la posizione delle Comunità interessate alla tratta ferroviaria Grumo-Matera–Ferrandina. Si legge che:

I rappresentanti del Materano insistono sulla inopportunità di richiedere altre varianti, perché con ciò non si riesce ad altro che a ritardare ed intralciare sempre più la iniziativa del Governo.

 Si rileva l’opportunità di:

conciliare gli interessi di tutti, ma intanto si faccia in modo che prima si preparino i fondi per la costruzione e poi che questa si inizi subito e senz’altro con la linea Grumo-Matera–Ferrandina, la preferenza della quale ormai è riconosciuta che è vano insistervi.

Si ribadisce perentoriamente che:

in conformità di precedente deliberato del Consiglio si effettui la esecuzione del piano di attuazione concreta delle nuove reti ferroviarie con la costruzione della linea Grumo-Matera–Ferrandina, dovendo nell’interesse della provincia accelerare la diretta comunicazione con Matera capoluogo di circondario, necessità riconosciuta in generale per i capoluoghi di circondario anche dalla recente legge votata dal parlamento;

Si rileva, però, che:

Nulla si fece. Nulla si fece, mentre era chiara la via a battersi.
Anzi, …, con poca cognizione del problema ferroviario, si fece del male, pur senza volerlo. Ad esempio l’anno scorso si telegrafò ai deputati Lacava  e Torraca di prendere in considerazione la variante Bari – Santeramo, proposta in Terra di Bari. Ciò era contro i nostri interessi. Bastava, a non dire altro, la triste scuola del passato, che protesta contro le varianti.
Quest’anno si tenta far prendere in considerazione altre varianti. Ma quando taceranno questi appetiti di varianti, che sarebbero il pretesto ad un Governo che nulla volesse fare?

Risoluta la posizione manifestata dal Consesso:
l’immediata costruzione della Grumo – Ferrandina, da non essere ritardata dallo studio di altre linee aggiunte e dalla continuazione dei progetti delle altre linee. […]
[Una] commissione in unione ai Presidenti del Consiglio e della Deputazione Provinciale, in unione dei deputati politici,  si rechi in Roma per reclamare dal Governo la esecuzione delle disposizioni legislative per lo stanziamento dei fondi necessari per la costruzione delle ferrovie di Basilicata, iniziando quella della Grumo – Ferrandina appena pronto il progetto.

Quindi la conclusione del  Presidente:
Troppo, onorevoli colleghi, vi ho annoiato. Forse questa è l’ultima volta, che io ho l’onore di parlarvi, anche perché io non saprei ritrovare me stesso fuori da un’azione sicura e decisa circa il problema ferroviario. E mi auguro alla fine che, noi, lasciando la parte più misera di noi stessi, e ritrovando tutta l’anima collettiva della provincia, potessimo trovare, nel contempo, la via diritta, che mena alla desiderata meta alla soluzione di uno fra i più vitali problemi della provincia nostra.

 Gianni Maragno
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