L'Opinione di Marco Lombardi: Esibizionismo e dramma


Già in passato il sindaco di Amatrice ha dato prova di essere persona sanguigna, poco incline alla mansuetudine per opportunità. A parte nell'immediato post sisma, l'unica volta che lo si è visto commuoversi è stato durante l'incontro con Roberto Baggio, suo idolo di ex calciatore.


E' pertanto comprensibile che abbia reagito in modo tutt'altro che diplomatico con i turisti che si facevano i selfie davanti alle macerie, allontanandoli in malo modo. Però di diplomazia ora ci sarebbe bisogno, perché l'esposizione mediatica solleva, oltre alla preziosa attenzione del decisore pubblico, anche l'inevitabile coda di esibizionismo. Esibizionisti erano peraltro coloro che, a poche ore dal dramma, si immortalavano nell'inforcare amatriciane della solidarietà organizzate da enti benefici e personalità di spicco. I luoghi straziati dal terremoto hanno bisogno di turismo, specie dopo ciò che è accaduto a Rigopiano e il turismo di massa non si pregia per educazione, ma porta denaro e poi è sempre preferibile all'isolamento. Lo sanno gli abitanti dell'Isola del Giglio, la cui economia, dopo il naufragio della Costa Concordia, si è retta grazie soprattutto agli esibizionisti del macabro. Lo sanno perfino nei luoghi dell'Olocausto, come descrive il documentario Austerlitz con l'interminabile piano sequenza di sorridenti pose da autoscatto di fronte ai cancelli di Sachsenhausen. Tollerare o no questi comportamenti? La domanda non ha una risposta unica, come non esiste la soluzione ad un problema che tocca la sensibilità individuale più che il civismo di persone che, comunque, non violano altre leggi che non siano quelle dell'empatia. Si potrebbe pensare a dei cartelli che invitino il visitatore a contenere certi pruriti, senza illudersi di cavarne granché. Al sindaco di Amatrice e agli amatriciani si chiede così un po' di pazienza, perché adesso anche dei maleducati c'è bisogno, sforzandosi di dissuadere senza essere bruschi, magari interrompendo il maleducato nel bel mezzo dell'autoscatto per spiegargli con calma che, a volte, il silenzio vale più di mille like.
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