Appuntamenti in Primo Piano: All’Irccs Crob di Rionero “Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia” spettacolo teatrale di e con Ulderico Pesce

Rionero in Vulture. Si terrà giovedì 25, alle ore 16, presso l’auditorium Enzo Cervellino dell’Irccs Crob lo spettacolo teatrale di Ulderico Pesce “Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia”. Lo spettacolo gratuito è dedicato ai pazienti, ai familiari dei pazienti, ed ai dipendenti dell’Istituto di ricerca. Il progetto culturale promosso dall’Irccs Crob ha come obiettivo di portare l’arte teatrale in ospedale come ulteriore strumento di terapia del sollievo e di umanizzazione delle cure rimodellando lo spazio ospedaliero in una forma più familiare. La narrazione come strumento, l’arte come tecnica assistenziale integrativa per guidare il paziente, tutti i suoi affetti ma anche i dipendenti, fuori dall’isolamento del ricovero ospedaliero e delle cure oncologiche. Un invito a teatro in un luogo insolito per offrire, a chi ne ha bisogno, un po’ di tempo lontano dai pensieri legati alla malattia. Lo spettacolo ripercorre il dramma intimo e collettivo dei giorni della prigionia dello statista democristiano attraverso la voce narrante di Ciro Iozzino fratello quindicenne di Raffaele, l’ unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi. Il militare era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini e la testimonianza video è di Ferdinando Imposimato, al tempo giudice istruttore della Procura di Roma nell’inchiesta sulle Brigate Rosse e sostenitore della pubblica accusa nei diversi processi che si sono susseguiti sul caso Moro nonché autore del libro “Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro”. Imposimato compare in video interagendo con il protagonista rivelando retroscena politici e umani rimasti nell’ombra per un quarantennio. Ulderico Pesce da cinque anni porta in giro per l’Italia il racconto scenico della tragedia umana e politica dello statista italiano partendo da quel 16 marzo del 1978 quando Aldo Moro, storico leader della Democrazia Cristiana, si stava recando insieme ai 5 membri della scorta in Parlamento dove doveva essere firmato il “compromesso storico”, il primo ingresso del partito comunista in un governo democristiano: il governo Andreotti, che si interruppe quella mattina stessa in via Fani, luogo dell’agguato che provocò il massacro degli uomini della sua scorta e il rapimento di Moro rapito.