L'Opinione di Marco Lombardi: Dalla sagra di paese ai paesi delle sagre


Nonostante tutto la nave va, direbbe Fellini e così l'ennesimo studio ci dice con orgoglio che gli italiani adorano il "cibo da strada" nazionalpopolare, settore commerciale in costante crescita. Ce ne siamo accorti in diversi, considerando che molti centri storici, ormai più volte l'anno, sono intossicati dal fumo di enormi grigliate all'aria aperta, intrise del lezzo di olii rifritti, ammorbate dall'aria untuosa di bolliti vari.

Vicoli stretti e piccole piazze ridotte a canne fumarie, senza contare il caos e la musica alta fino a notte. Si è passati dalla sagra di paese, che riuniva il popolo, parola bellissima, attorno alla sua identità, ai paesi delle sagre. E' questa la strategia con cui i Sindaci cercano di rianimare centri sempre più simili a deserti di comunità, scambiando così il richiamo dell'evento con la socialità quotidiana. Però vuoi mettere l'effetto di un selfie davanti alla piazza gremita? 

 Marco Lombardi
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