Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Il corto di due liceali rioneresi premiato a Varsavia. Il cortometraggio di due liceali lucani premiato a Varsavia


Si intitola La via della verità il cortometraggio di Antonio Lamorte e Piergiuseppe Minore, studenti all’ultimo anno del liceo classico di Rionero, che sarà premiato a Varsavia nei primi di maggio, nell’ambito del progetto europeo “Giovani Idee 2017”, cui il liceo - con la prof. Donatina Allamprese - ha dato corpo.

Una manifestazione che mette a confronto giovani dello stesso continente – figura nel corto anche la testimonianza di uno studente polacco - sul tema del futuro e le problematiche ad esso connesso. Scrivono infatti i due studenti in sinossi: “L’indifferenza minaccia il futuro dei giovani in Europa, i quali non mostrano neanche il minimo interesse verso l’argomento. Nel nostro corto, una ragazza cerca di resistere all’influenza di questa grave piaga che serpeggia tra i giovani. Solo se si estirperà l’ignoranza sull’importanza dell’unità si potrà cominciare a parlare di futuro.”


Il corto dei due giovani autori rioneresi - da tempo attenti alle iniziative del CineClub De Sica - è un breve viaggio nella condizione giovanile, alle prese con un futuro che non si preannuncia certo sereno. Nuvole in agguato; una maschera bianca omologante che fa da contraltare al cospetto di una giovane creatura (è la loro collega Katia Savalli), dal viso innocente, che aspira a confrontarsi con l’evoluzione. Burrascosa e solare che sia, la Storia si affaccia prepotente nelle sembianze di un antico castello (è il rudere di Villa Granata di Rionero, un tempo florido laboratorio di agraria) che varierà le proprie cromie differenziandosi con luci ed ombre diverse, proprio come è la Storia. Sarà infine la maschera bianca, comune spersonalizzante e piatta, a soccombere. E tuttavia la parola “futuro” avrà la meglio in questa corsa alla confacente identificazione del proprio divenire, seppure inquieto ed incerto. La giovinezza vincerà, nonostante i venti contrari, nonostante le tempeste.               
Ha scritto alla giovinezza il poeta Alfonso Gatto:                     
I tuoi occhi son come la giovinezza | grandi, perduti, lasciano il mondo. | Potrebbero dirti morta senza rumore | e incamminare su te il cielo, | passo a passo, seguendo l'alba.

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