L'Opinione di Marco Lombardi: Fuga da fiscoland


Cristiano Ronaldo, l'uomo perfetto, il modello positivo che ogni bambino dovrebbe prendere ad esempio, uno che a Roy Hobbes se lo gioca di rabona, altro che wonderboy, qui siamo perlomeno agli avanger. Poi succede che questo esponente della vita nova dei paperoni, patrimonio stimato di poco inferiore ai trecento milioni l'anno, viene indagato per averne evasi al fisco circa quattordici, praticamente il costo della sua jacuzzi.
Non è il primo caso in Spagna, dopo che il premier Rajoy ha abrogato, per evidenti ragioni di bancarotta dello Stato, il regime fiscale ultra-agevolato garantito ai calciatori dei club iberici. Il mite Cristiano non c'è rimasto molto bene, anzi si è proprio imbufalito, perché pretendeva che il Real Madrid prendesse le sue parti, magari aizzando torbe di tifosi contro la sede del governo o reingaggiando Roberto Carlos affinché impallinasse con le sue punizioni il primo esattore che si presentasse al portone dorato del lusitano furioso. La cosa gli è rimasta così sul bel gozzo, tanto da sciuparne il profilo neoclassico, che ha deciso di lasciare Madrid, destinazione la Gran Bretagna, prossimo paradiso fiscale libero dai vincoli dell'appartenenza europea. Buon CR7, che ha resistito alle sirene del suo procuratore, ma non a quelle del commercialista e, soprattutto, della polizia.
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