Segnalazione in primo Piano: Tra Lombardia e Toscana, la dura, ma entusiasmante prima giornata della Milano-Taranto 2017


Chi si aspettava una tranquilla passeggiata in moto si è ben presto dovuto ricredere: la Milano-Taranto (www.milanotaranto.it) non ha perso infatti la sua caratteristica di avventura bellissima, ma impegnativa, e così si è rivelata già dalla prima giornata del 3 luglio.

Il via, alla mezzanotte tra il 2 e il 3 luglio, dall’Idroscalo di Milano, è stato come sempre un momento di grande emozione, per i concorrenti nuovi, ma anche per gli habitué. Al momento della partenza erano presenti Giacomo Casartelli, direttore marketing di Eicma, sponsor dell-evento, e Gianluca Poldi, assessore del Comune di Segrate, che ha concesso il patrocinio alla manifestazione. 



Tra i circa 200 “Tarantini” – così vengono storicamente chiamati i concorrenti della Mita - 
- ci sono uomini e donne di 14 diverse nazionalità e di ogni età: c’è ad esempio la famiglia Cavazzini che vede in sella la più giovane dei partecipanti, Silvia Cavazzini, e la meno giovane, nonna Silvana Visentin. 



La maratona per moto d’epoca, giunta alla 31esima edizione, ha visto una festosa e affettuosa accoglienza già a partire dalla prima fermata: a Crema l’entusiasmo del Moto Club Crema e di Emilio Goldaniga, amico della Mita, ha dato ai centauri la giusta carica per affrontare una dura nottata sulle due ruote.



Particolarmente suggestivo è stato il passaggio, storico per la Milano-Taranto, a Cortemaggiore e poi la sosta a Viglolo Marchese nel corso della quale i concorrenti hanno molto apprezzato, oltre al caratteristico borgo, anche il sapore inconfondibile dello gnocco fritto, di formaggi e salumi locali e della Torta di Vigolo al cioccolato, dolce tipico della zona, preparati con grande premura e disponibilità, nonostante la fermata in notturna, dalla Trattoria del Turista.

La tappa si è fatta quindi impegnativa con l’avvicinarsi dell’appennino, i vari passaggi a Castell’Arquato, Vernasca, Bardi e l’arrivo, per il controllo orario, al Passo Santa Donna, 1.000 metri di altitudine circa: freddo, ma immerso in un paesaggio mozzafiato. Per fortuna la dolce e caldissima colazione che, poco più tardi, a Filattiera, attendeva la Mita, opera dei titolari del bar Big Ben. 

Poi la Garfagnana, misteriosa e ospitale, con la sosta a Castelnuovo dove ad attendere i concorrenti c’erano, come da programma, numerose associazioni e realtà della zona: “Garfagnana - Dove il tempo non corre”, “Garfagnana produce”, “Antiche Ruote”, “Motori Garfagnana”, “L’Antica Norcineria” di Ghivizzano, “Slow Food Garfagnana e Valle del Serchio” e, a fare gli onori di casa, anche l’assessore comunale Pietro Paolo Lupi. 

Infine il tragitto fino a Pisa, nel corso del quale a guidare i Tarantini è stato il principale simbolo della città: proprio la torre pendente, che si intravedeva in lontananza. E proprio all’ombra della torre i centauri si godono un po’ di meritato riposo, prima della ripartenza per la nuova, avventurosa giornata del 4 luglio che li porterà nel cuore della Toscana. 

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