Il posto delle fragole di Mario Coviello: “Slam- Tutto per una ragazza”, un film di Andrea Molaioli


16 anni, l’amore per lo skate e il desiderio di un destino diverso dalla propria famiglia. Figlio di una madre appena trentaduenne e di un padre inguaribile furfante, Samuele possiede quel fascino angelico che tanto attrae le coetanee: non fa eccezione Alice, bella e spregiudicata, che immediatamente intuisce nel ragazzo un’aura diversa dagli altri.

Innamorarsi a quell’età è un battito d’ala, così come lasciarsi, oppure complicarsi “ingenuamente” la vita. “Slam” di Nick Hornby è diventato ” Slam — Tutto per una ragazza”, un film di Andrea Molaioli con Jasmine Trinca, Ludovico Tersigni e Barbara Ramella. Samuele è uno skater provetto e quindi anche un ammiratore di Tony Hawk, uno dei più grandi skaters del mondo, e come abbiamo detto si innamora di una coetanea Alice, una ragazza bellissima. Nel momento in cui Sam decide di lasciarla, Alice gli confessa di aspettare un bambino. Sam vorrebbe essere il primo della famiglia a non inciampare nello stesso errore di sua mamma, suo nonno e suo bisnonno: diventare genitori a soli sedici anni e scappa……

Poi però….. Il regista Andrea Molaioli ha spiegato così il perché della scelta del libro: “Avevo voglia di raccontare già da un po’ l’adolescenza, amo Hornby e il suo romanzo, che non è recentissimo, mi era scappato. Dentro il racconto ho visto la possibilità di descrivere i ragazzi di oggi, e mi piaceva il fatto che il mondo adulto viaggiasse parallelamente al mondo giovanile. Tutti i problemi vengono affrontati con lo stesso grado di dignità dai figli e dai genitori. E poi c’era la possibilità di provare a smarcarsi dallo stereotipo dell’adolescente che o è nullafacente e apatico, oppure iperdinamico, arrivista e intento a costruire un futuro grandioso. I ragazzi del mio film affrontano le cose giorno per giorno, il tutto in una forma di narrazione, che è quella della commedia, che ci piaceva molto.” 



A differenza del romanzo dell’autore di “Alta fedeltà”, il film non si svolge a Londra ma a Roma, che poi è la città di Molaioli: “Non ho mai pensato di girare un film all’estero. Volevo che l’ambientazione londinese diventasse italiana. La scelta di Roma è stata emotiva,l’idea di fare il film nella mia città mi sembrava la scelta più naturale. Volevo degli attori che avessero la mia stessa fonetica, per comprenderli ed essere compreso da loro”. 

“Slam — Tutto per una ragazza” è prodotto da Nicola Giuliano e Francesca Cima. Quest’ultima ha parlato degli skater e della loro filosofia di vita: “Ci siamo interrogati a lungo se tenere l’universo degli skater o invece fare una trasposizione utilizzando uno sport più conosciuto. Lo skateboard per un ragazzo di oggi rappresenta la possibilità di ospitare spazi urbani, di andare ovunque, di non frequentare un corso, di fare una cosa autogestita, di prescindere in qualche modo dagli adulti. Gli skater hanno un senso della comunità fortissimo. Quando uno skater fa una prodezza, gli altri applaudono. Ecco, questo mondo ci interessava.”



Jasmine Trinca, che impersona Antonella, la giovane mamma di Samuele, ha avuto a disposizione un personaggio leggero, godibile, una donna strampalata dal cuore grande. Per lei si tratta un po’ di una novità: “Per qualche strano motivo ci sono fraintendimenti nei miei confronti. La gente pensa che io sia una persona molto seria, quindi mi affidano sempre ruoli di un certo tipo. E invece il mio lato Fracchia è sempre molto vivo. E’ bello fare qualcosa di diverso. L’idea di rendere questa madre così umana e comprensiva mi appassionava. Io che sono una giovane mamma penso che i genitori non debbano esser giudicanti, ma indicanti, e che abbiano il dovere di far conoscere ai propri figli tutti gli aspetti di fragilità e umanità che si portano dietro, qualsiasi età abbiano. È importante trasmettere un’idea di fallibilità. Se i nostri figli ci vedono non come amici, ma almeno come esseri umani che hanno fatto i loro stessi errori, possono davvero imparare qualcosa da noi”. Subito dopo questo film Jasmine Trinca ha interpretato ancora una madre in “Fortunata” di Sergio Castellitto con grande successo. 

L’anima davvero comica del film è rappresentata da Luca Marinelli, che fa la parte del papà di Samuele. Ruspante e meravigliosamente autentico, infila una serie di battute che certamente verranno ricordate. Del suo personaggio parla Molaioli: “Il personaggio di Marinelli esiste nel romanzo, è dissacrante e politicamente scorretto e di pancia proprio come nel nostro film. E’ ovvio che gli abbiamo dato una caratterizzazione nostrana, oltre al cinismo che appartiene alle nostre latitudini”. 



Sono i ragazzi la forza del film, e lo è il loro viaggio, a suon di trick, verso l’assunzione della più importante fra le responsabilità: diventare genitori, possibilmente migliori di quelli avuti in sorte, dai quali però si è imparato a far fronte agli imprevisti, ad abbracciare la fragilità invece di improvvisarsi superuomini, e ad essere accoglienti più che giudicanti.