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L'Opinione di Marco Lombardi: L'odio. Sentimento sterile eppur capace di procreare


L'immagine di Anna Frank con indosso la maglia della squadra di calcio avversaria, brillante idea dei tifosi della Lazio, è quanto di più stucchevole si potesse immaginare. Sta a dimostrare come l'odio sia una forza incapace di creare e che per dispiegare i propri effetti deve richiamare una simbologia trita e ritrita.

D'altronde basta leggere le tesi strampalate sui cui il campione dell'antisemitismo Hitler basò il Mein Kampf, miti e leggende vecchie di secoli. o, più di recente, a come la modernissima America dei bianchi razzisti si attacchi a termini e riti che risalgono agli anni sessanta. L'odio rimesta i soliti ingredienti in calderoni volta volta diversi, spacciando come novità ciò che è solo il frutto di menti limitate e incapaci di aprirsi. 



Molti giovani laziali non hanno la più pallida idea di chi sia stata Anna Frank, il che non depone certo a loro favore, ma sta a certificare che a monte di simili campagne non c'è alcun serio ragionamento in termini di proselitismo. Ma forse non è questo il vero scopo di chi odia, convincere gli altri delle proprie tesi. Chi odia gode innanzitutto del proprio odio, un po' come chi fa una puzza sotto le coperte e poi ci infila la testa sotto per annusare il fetore. Eppure, seppur figlio del narcisismo, l'odio riesce a propagarsi, a spandersi tra le persone, che arrivano a tatuarsi una croce celtica sul corpo senza sapere bene cosa essa rappresenti, di più, finanche ad imbracciare un'arma, finanche ad uccidere senza avere mai riflettuto sui perché dei loro gesti. Per questo l'odio, per quanto banale, per quanto sentimento in apparenza sterile, non deve essere ignorato, ma denunciato e contrastato fin dai primi suoi germi. Perché infettarsi, purtroppo, è questione di un attimo.



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