L'Opinione di Marco Lombardi: Come si cambia Il 27 novembre 2013


Silvio Berlusconi decade dalla carica di Senatore, in applicazione della Legge Severino. Mentre una parte del paese festeggia la seconda liberazione italiana, Eugenio Scalfari commenta così la vicenda nel suo fondo domenicale “Cosa accadrà di tutti noi senza più il Caimano”, su Repubblica del 1° dicembre 2013*.

“Quanto a noi, il dissenso nei confronti di Berlusconi e del berlusconismo è stato uno degli "asset" del nostro giornale molto prima del suo ingresso in politica nel 1994. Cominciò fin dall' 87, quando apparve chiaro il connubio di affari tra lui, i dorotei della Dc e soprattutto i socialisti di Craxi. Nell'89 diventò uno scontro diretto con quella che allora fu denominata la guerra di Segrate, la conquista della Mondadori da parte della Fininvest e quello che ne derivò. La nascita di Forza Italia portò al culmine quella guerra che non fu più soltanto un contrasto aziendale ma un fenomeno devastante della vita pubblica italiana. È durata vent'anni, ora Berlusconi è fuori gioco ma il berlusconismo no, è ancora in forze nel Paese. Non è un fatto occasionale, non è un fenomeno eccezionale mai visto prima, purtroppo è ricorrente nel nostro passato, recente ma anche più antico. Ricordo a chi l' avesse dimenticato la polemica non solo politica ma culturale che si ebbe nel 1945 tra Benedetto Croce e Ferruccio Parri sul fascismo. Croce sosteneva che la dittatura di Mussolini era stato un deplorevole incidente di percorso della nostra storia, che aveva certamente avuto conseguenze terribili ma non si era mai verificato prima, sicché una volta terminato dopo una guerra perduta e un paese pieno di rovine, il corso della nostra storia sarebbe ripreso e la libertà avrebbe di nuovo avuto la sua pienezza. Personalmente credo che Parri avesse ragione e Croce sbagliasse. Demagogia, qualunquismo, assenza di senso dello Stato sono altrettanti elementi che restano nascosti per lungo tempo ma non scompaiono dall'animo di molti e di tanto in tanto emergono in superficie. Un fiume carsico che crea situazioni diverse tra loro ma legate da profonde analogie che hanno reso tardiva la nostra unità nazionale e fragile la nostra democrazia. Berlusconi è caduto, il caimano tra un paio di mesi non ci sarà più e tanto varrebbe disinteressarsene, lasciando agli storici l'analisi e la collocazione; ma il berlusconismo non è finito e il problema affliggerà ancora per qualche tempo la nostra società, alimentato dagli altri populismi di diversa specie ma di analoga natura”. 

Eugenio Scalfari, che dibatté con il Papa sulle nefaste conseguenze del relativismo, oggi è convinto che “la politica è una cosa diversa dalla morale”. 

* http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/12/01/che-accadra-di-tutti-noi-senza-piu.html?ref=search


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