TRACCE di Rocco Brancati: CASIMIRO GENNARI


(Maratea 27 dicembre 1839 - Roma 31 gennaio 1914) 
Il 31 gennaio a Roma, nel suo appartamento a palazzo Borghese morì il cardinale Casimiro Gennari. Era nato a Maratea, diocesi di Policastro Bussentino il 27 dicembre 1839 (la data è confermata dall'Annuario Pontificio del 1913).

Fu allievo dei gesuiti, studiò nel seminario di Napoli, dove fu consacrato prete e nel 1881 fu nominato vescovo di Conversano. Fondò e diresse la rivista "Monitore Ecclesiastico" (da lui definito "un prontuario delle discipline ecclesiastiche che aiuti i curati nel governo di se stessi e delle loro parrocchie") con il quale trattò con grande vivacità e dottrina questioni di morale, di dogmatica, di liturgia. 


Papa Leone XIII lo volle assessore al Santo Uffizio nel 1897 e quattro anni dopo lo elevò alla porpora cardinalizia e lo nominò prefetto della Congregazione concistoriale. Fu anche socio dell'Arcadia (un breve profilo fu tracciato sulla rivista di lettere, scienze ed arti Giornale Arcadico, Serie VIII, Anno V, 1914). 
"Il cardinale Gennari apparteneva alla tendenza moderata del Sacro Collegio e fu uno dei primi patrocinatori della partecipazione dei cattolici alle urne politiche con un opuscolo che destò gran rumore Egli era grandemente stimato dal papa e dai colleghi. 


Era nato di famiglia patriotta e dovette vincere l'affettuosa resistenza di suo padre per abbracciare la carriera ecclesiastica." ("Il Piccolo", Trieste, domenica 1 febbraio 1914). A firma dell'avv. Vincenzo Roppo, il 17 ottobre 1930 fu pubblicato su "L'Ordine", organo dell'azione cattolica salentina un lungo articolo sull'"eroismo sacerdotale" manifestato da Gennari quando era vescovo di Conversano in occasione di una protesta contadina per l'assegnazione delle terre demaniali, il 20 maggio del 1886 nel corso della quale "la folla conversanese, buona, mansueta, laboriosa, tagliati i fili telegrafici per isolare la città, aveva sfociato d'ogni angolo di via e di piazze della turrita Conversano, incontrandosi sul piazzale del Municipio ed aveva distrutto col piccone, colla scure, con le fiamme dell'incendio il Comune, come il responsabile segno della compressione e la causa delle sue tante miserie! 
Ardeva in quella tragica giornata del 20 maggio 1886 la chiesa di S. Francesco di Paola con adiacente Municipio. In quell'ora tremenda monsignor Casimiro Gennari - il mite, angelico, filantropico vescovo, poi cardinale di S. Romana Chiesa - reso nobilmente audace dalla fede in Cristo, frettolosamente scende dal Palazzo Vescovile, scalzo, solo, in abito dimesso, spoglio d'ogni fasto episcopale...
E solo egli passa tra la folla tumultuante, penetra tra il fumo e le fiamme incendiarie nella chiesa di S Francesco strappa dalla custodia la sacra pisside e n'esce sollevando in alto Cristo-Ostia, tra la folla tumultuante e briaca di strage!... 
Il subito apparire sulla piazza del Sacerdote nella più divina bellezza della sua missione sacerdotale e cittadina di "padre dolente della patria" la folla ne è conquisa, si ricrede, cadon l'armi di mano, si abbonacciano le passioni, si allarga, si scopre il capo. Molti di essa genuflettonsi, il tumulto è domato dal servo di Dio...". Nel 1907 in merito al "non expedit" (abrogato da Benedetto XV nel 1919) e della partecipazione dei cattolici ad accedere alle urne, Gennari pubblicò a Roma presso la tipografia Pietro Veratti l'opuscolo "Sui doveri dei cattolici nelle rappresentanze politiche ed amministrative : consultazioni teologiche-morali". 
Il settimanale socialista della terra di Bari "La Conquista" commentò: "il cardinale Casimiro Gennari pubblica un libro, nel quale incita il deputato cattolico a preservare nel suo lavoro di propaganda religiosa, perché si torni al potere temporale dei Papi. Benissimo, almeno ora possiamo in qualche modo intenderci dopo le savie e scrupolose osservazioni del Gennari. 
La lotta ora incomincia, noi non ci sgomentiamo, anzi combatteremo con più vigore e senza tregua". ("La Conquista" Anno 1, n.15, Bari 14 aprile 1907). Casimiro Gennari verrà ricordato per essere stato soprattutto un giurista e riformatore. Fu un canonista di fama internazionale. Il contributo del Cardinale Gennari alla prima codificazione del 1917 è fondamentale. 
Fece parte della commissione formata da 5 cardinali voluta da successore di Leone XIII, Pio X per la riforma del Codice di Diritto Canonico. Numerose le biografie a lui dedicate. Tra queste di particolare interesse la monografia di Giovanni Di Ruocco "Il cardinale Casimiro Gennari pastore e giurista (1839-1914)" pubblicato a Napoli nel 1995 per i tipi della "Laurenziana". 
Il suo giornale il "Monitore Ecclesiastico" iniziò le pubblicazioni il 1° marzo 1876 ed ebbe da subito successo e buona diffusione. Raggiunse 3500 abbonamenti e dalle iniziali 16 pagine arrivò a 24 a Conversano e alle 48 pagine nella sede definitiva di Roma. Le pubblicazioni durarono ben 38 anni il cardinale Gennari oltre che direttore ne fu il quasi unico redattore, segretario di redazione, e perfino correttore di bozze. Nel 2014, in occasione delle celebrazioni per il primo centenario dalla morte, Francesco Sisinni già direttore generale del Ministero dei Beni Culturali scrisse "il 27 dicembre 1839 nasce da Nicola Gennari e donna Gaetana Crispino Casimiro il futuro cardinale; 'è il sesto figlio dopo cinque sorelle. A Napoli regna Ferdinando II e Pontefice è Gregorio XVI...appena adolescente si avvia agli studi secolari trasferendosi a Salerno (1851) ove frequenta il Regio Liceo e il Real Collegio Picentino di San Luigi (tenuto dai Gesuiti) meritando, per l'eccellenza scolastica e le doti morali il premio detto "Giglio d'oro". Nel 1857 passa a Napoli per studiare presso il collegio dei padri Gesuiti annesso alla Chiesa del Gesù Vecchio. Il 17 giugno del 1860 il giovane Gennari professa i voti minori e prende l'abito ecclesiastico. Tre anni dopo riceve la consacrazione sacerdotale a Cosenza e dopo aver celebrato la prima messa a Paola raggiunge Maratea dove si fermerà per 18 anni. A Maratea il Gennari è sacerdote esemplare, apostolo infaticabile, studioso attento da tutti ammirato per l'abnegazione, l'edificazione e la carità e qui fonda, il 31 marzo 1876, l'importante organo di informazione della normativa e degli atti della Santa Sede col nome di "Monitore Ecclesiastico" (mutuando forse questo titolo da un importante giornale napoletano del decennio francese). Papa Leone XIII (l'autore, tra l'altro, della "Rerum novarum") nel 1881 lo nomina vescovo di Conversano. nel 1895 lo chiama a Roma quale Assessore del Santo Uffizio, nel 1897 gli conferisce il titolo di Arcivescovo di Lepanto e nel 1901 lo eleva alla dignità di Cardinale di Santa Romana Chiesa. Nella sua opera "Sui doveri dei cattolici nelle rappresentanze politiche" egli dimostra che tutti e anzitutto i cattolici hanno l'obbligo di partecipare alla vita pubblica per il conseguimento del "bene comune". L'impegno per il bene comune, a partire dalla giustizia, comporta primariamente la responsabilità dei soggetti politici, che devono saperlo procurare ed assicurare attraverso, appunto, la legge giusta e l'azione corretta di governo, sia nel contesto nazionale, sia in quello cittadino. Casimiro Gennari in tutta la vita di uomo e sacerdote, di pastore e giurista, ha assunto quale obiettivo preminente la "salus animarum" (salvezza delle anime).
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