TRACCE di Rocco Brancati: Maria Rachele


1995, 16 dicembre. Una lucana di seconda generazione. E' morta a 56 anni la signora del Piccolo Coro dell'Antoniano e dello Zecchino d'oro. Come Cino Tortorella (mago Zurlì) che era d'origine di Maratea anche Maria Rachele (Mariele) Ventre aveva il padre di Marsico Nuovo e la madre di Sasso di Castalda.

Era nata a Bologna il 16 luglio del 1939. Diploma di maestra elementare nel 1957 e in pianoforte nel 1961 al Conservatorio "G.Verdi" di Milano. Da quell'anno è stata l'anima dell'Antoniano. Con il piglio dolce e autorevole, il rigore, la tenacia riuscì ad essere una impareggiabile educatrice perchè si inventò un metodo nel canto corale dell'infanzia. Una Mary Poppins, un "mito". ma anche un personaggio vero, autentico. 


Dissero di lei: "Non ho amata Mariele Ventre come una persona vera, credo, forse ho amata Mariele Ventre come incarnazione di una televisione catechistica, di una televisione che mi faceva stare bene, mi divertiva, mi offriva un prolungamento della famiglia e della scuola, era una parte coerente del mio mondo". Da bambina sognava di sposarsi ed avere sette bimbi. 


Ma il suo lavoro l'ha affascinata ed è rimasta per sempre la signorina Mariele. Per ben 36 anni ha trasformato in "canterini" un numero enorme di bambini. Alcuni di quei bimbi hanno poi proseguito come cantanti. Uno di questi disse: "All'Antoniano incontrai una donna meravigliosa: Mariele Ventre. Era una persona molto seria, ma appena partiva la musica si illuminava come un albero di Natale a cui all'improvviso si siano accese le lampadine". Quelle canzoni, da Popoff a 44 gatti, dal Caffè della Peppina a Il coccodrillo come fa?, canzoni di bambini ascoltate in tutto il mondo. Quei ritornelli venivano canticchiati già all'indomani e furono popolari come le canzoni di Sanremo. La piccola maestra è stata una donna straordinaria, dotata di una sensibilità umana e artistica non comune. 
Due anni fa ricorrendo i 20 anni dalla scomparsa la fondazione a lei intitolata decise di ricordarla pubblicando alcune lettere più significative, scelte tra le oltre 15mila da lei inviate in ogni parte del mondo. Leggendole emerge un ritratto forse poco noto di Mariele che ne mette in rilievo l'assoluta professionalità, la dedizione al lavoro, la fermezza nello svolgere quel personalissimo metodo didattico nell'educazione canora dei bambini.
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