TRACCE di Rocco Brancati: Vincenzo Tangorra


1922, 21 dicembre. A Roma muore all'età di 56 anni il venosino Vincenzo Tangorra che fu sottosegretario al Ministero del Tesoro nel primo governo Bonomi dal luglio del 1921 al febbraio del 1922 e poi Ministro del Tesoro nel primo governo Mussolini dall'ottobre al dicembre del 1922.

Il "Corriere della Sera" del 31 ottobre riferì che, in un primo momento per il ministero del Tesoro era stato previsto il liberale Luigi Einaudi ma alla fine Mussolini decise per il popolare Tangorra. Ben note le sue competenze finanziarie che gli consentirono di essere nominato ministro del Dicastero del Tesoro, ma bisogna anche dire che il terzogenito del Duce Bruno Mussolini aveva sposato Gina Ruberti, figlia di Guido e di Teresa Tangorra, sorella dell'economista. Deputato per sole due legislature, Tangorra il 17 dicembre del 1919 aveva aspramente criticato la politica finanziaria del corregionale Francesco Saverio Nitti, presidente del consiglio dei ministri. 


Già anni prima, nel 1911, era stato avversario del progetto di legge Nitti sul monopolio delle assicurazioni. Il quotidiano "La Stampa" del 7 giugno 1911 pubblicò le sue dichiarazioni: "Il monopolio delle assicurazioni sarà una vera e propria crudezza governativa del resto ingiustificata e ingiustificabile. Gli utili prevedibili del monopolio sono assai pochi ed è per questo poco che si vuole creare un procedente pericolosissimo nel nostro diritto pubblico. 


La violenza sarà fatta contro una forma di capitale e di attività nazionale che lo Stato dovrebbe incoraggiare e non combattere...Il Nitti ha mostrato un semplicismo spaventevole." Nato a Venosa l'8 dicembre del 1866 Vincenzo Tangorra aveva frequentato il collegio-convitto "Principe di Napoli" ad Assisi e il Regio Istituto Tecnico di Melfi. Si era poi diplomato ad Ancona nel 1886. Dopo una serie di impieghi (presso la Direzione dei lavori ferroviari ad Ancona, vice segretario e poi primo segretario della Corte di Conti al Ministero della Pubblica Istruzione) aveva proseguito gli studi e nel 1891 conseguì l'abilitazione all'insegnamento della Computisteria nelle scuole tecniche. 


L'anno dopo si abilitò anche all'insegnamento delle Scienze Economiche. Per essersi successivamente diplomato presso la Scuola Superiore di Commercio di Venezia dove risultó il primo classificato ottenne la libera docenza di Economia Politica all'Università di Roma (1892-1902) e anche la libera docenza in Scienza delle Finanze e Diritto Finanziario nell'Università di Pisa. 


In quegli anni fu tra i fondatori della "Rivista italiana di Sociologia" (con Francesco Coletti, Augusto Bosco, Salvatore Cognetti De Martiis, Enrico Tedeschi e Giuseppe Serpi). Impegnato anche in politica (contemporaneamente consigliere provinciale a Venosa, carica dalla quale decadde per ineleggibilità e consigliere comunale a Pisa) venne eletto deputato la prima volta nel 1919 a Pisa e riconfermato nel 1921. Di lì, mentre continuava ancora ad insegnare all'Università (oltre che a Pisa fu docente ordinario in Diritto finanziario alla Cattolica di Milano), ottenne i due incarichi di governo: prima sottosegretario e poi Ministro del Tesoro. Una frenetica e intensa attività che gli fu fatale: Vincenzo Tangorra morì infatti a Roma pochi giorni dopo essere stato colpito da un malore durante una seduta del Consiglio dei Ministri. Sulla rivista "La Basilicata nel mondo" (Anno II, n.7 del novembre-dicembre 1925) fu pubblicato un ampio articolo in occasione dell'inaugurazione del monumento al Tangorra a Venosa, opera dello scultore Shabert. Nella commemorazione Egilberto Martire disse: "Il 13 dicembre, improvvisamente, è colto dal male e scrive una lettera, semplice e breve, nella quale domanda, con contenuto accoramento, di essere sostituito "perché non è possibile lasciare senza direzione i delicati e gravi affari...Le mie condizioni di salute non mi consentono più, e quasi certamente non mi consentiranno più, di riprendere il mio posto". Numerosi i suoi saggi di economia finanziaria, sulla finanza pubblica, sul sistema tributario, di sociologia. A Venosa, la sua città, il busto in piazza Municipio lo ricorda con queste parole: "A Vincenzo Tangorra, economista insigne, Ministro d'Italia, Esempio di virtù e di lavoro. I concittadini 1925".
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