TRACCE di Rocco Brancati: ANTONIO CAMPAGNA


(Castelmezzano 31 dicembre 1884 - New York 8 maggio 1969)
Fu un "caso" più unico che raro nella storia dell'emigrazione italiana. Anthony (Antonio) Campagna il 31 marzo del 1930 ottenne dal re Vittorio Emanuele III, "motu proprio"(di propria iniziativa), il titolo di conte trasmissibile per linea maschile. La rivista di cultura, propaganda e difesa italiana in America commentò: "L'esempio dell'uomo nuovo dell'Italia nuova, intenso a superare ogni giorno se stesso in uno sforzo continuo di creazione e di perfezione, ci è dato a questo figliuolo della Basilicata.

ll Campagna che pur vive da decine di anni in America, è profondamente italiano, di quegl'italiani dei periodi migliori della nostra storia che congiungono l'azione col pensiero, la realtà con l'ideale, la vita con la poesia". (Il Carroccio: the italian review, Charlot Publishing Comporation, 1931).


Ma chi era, o meglio chi è stato Antonio Campagna?
Era nato a Castelmezzano il 31 dicembre del 1884 (figlio di Giuseppe 1856-18(?) ed Agata Taddei 1862-1951). Dopo la licenza liceale a Potenza si iscrisse a Giurisprudenza all'Università di Roma. A metà percorso dovette trasferirsi a Napoli per sopraggiunte difficili condizioni economiche della famiglia. Qui venne sorvegliato dalla polizia perché una denuncia anonima partita dal suo paese, Castelmezzano, lo definì un "pericoloso anarchico". In occasione della visita dell'Imperatore tedesco Guglielmo II a Napoli, nel 1905, venne sottoposto ad una sorta di "arresti domiciliari".


Conseguita la laurea nel 1906 con il massimo dei voti per "un fatto tanto provvidenziale quanto occasionale" incontrò a Castelmezzano un "paesano" che aveva fatto fortuna in America, Giuseppe Paterno costruttore di grattacieli a New York, il quale lo invitò ad emigrare nel "paese delle opportunità".
Due anni dopo Antonio Campagna partì per le Americhe per assumere, a Chicago, la direzione di un giornale settimanale in lingua italiana.
Da Chicago, dopo quella breve esperienza fallita nel giro di pochi mesi, si trasferì a New York dove si presentò a Giuseppe Paterno.


L'aneddoto fu ricordato da "La Basilicata nel Mondo" (n.2 marzo-aprile 1925 p.23):
" - Che cosa vuoi fare, ora, in America?
- Sono avvocato. Farò l'avvocato!
- Ma qui vi sono ben altre leggi che in Italia 
- Le studierò
- Vi sono già tanti avvocati, senza cause!...
- Io spero di fare la mia via!
Allora Giuseppe Paterno gli domandò: 
- Senti, ti vuoi arricchire?
Il giovane sognatore studioso esitò alquanto, poi disse: "Non si viene in America per morir di fame"
Il conterraneo incalzò: "E vuoi arricchirti presto?"
Con formula poetica ed ermetica, Antonio Campagna rispose: "La vita è tanto breve".
Con formula altrettanto rude e precisa Giuseppe Paterno lo trasse nella realtà: "Allora, carissimo mio, butta via i codici e vieni con me, in cantiere. Farai il costruttore. Un avvocato impara presto a dirigere un cantiere edilizio. Sei giovane. Hai talento, farai fortuna..."


Antonio Campagna sposò Maria (1885-1967) una sorella dei Paterno (Giuseppe, Carlo e Michele) e cominciò la sua "fortuna". Nel 1927 Anthony Campagna e il cognato Joseph Paterno tornarono in Italia per concordare, con Mussolini il programma per l'inaugurazione della Casa Italiana di cultura a New York. 
All'incontro partecipò anche il Ministro della Pubblica Istruzione Pietro Fedele (sostituì al Dicastero Alessandro Casati che si era dimesso dopo il discorso di Mussolini per l'omicidio di Giacomo Matteotti) il quale era stato docente al Liceo di Potenza e che aveva avuto tra gli alunni prediletti proprio Antonio Campagna. 


L'evento fu seguito dalla stampa internazionale. Tra i tanti articoli pubblicati, dal "Corriere della Sera" a "La Stampa" l'inviato de "Il Mattino" di Napoli Giuseppe Tricarico raccolse una lunga intervista.
"La Casa Italiana di Cultura - presso l'Università di Columbia - non va confusa con una scuola per lo studio della lingua italiana, per quanto questo scopo faccia parte del suo programma minimo. La Casa Italiana si propone di essere una fucina grandiosa di studii e di scambii intellettuali e spirituali fra l'Italia e gli Stati Uniti, che porterà senza dubbio con sè rispetto reciproco e relazioni intime e cordiali, senza volere accennare ai migliori rapporti economici che potranno eventualmente domani sorgere per effetto di questa nuova situazione spirituale che verrà a crearsi fra i due grandi popoli..."


Una "magnifica adunata lucana" fu promossa dal direttore de "La Basilicata nel Mondo" Giovanni Riviello che offrì un banchetto a Giuseppe Paterno e Antonio Campagna. Giustino Fortunato, Giuseppe Di Lorenzo, Emanuele Gianturco furono tra i lucani più illustri che inviarono adesioni ma non intervennero al banchetto. Tra i "commensali" vi furono l'avv. Nicola Stolfi, il pittore Angelo Brando, il prof. Prospero Guidone, Giuseppe Chiummiento e il "fior fiore" della borghesia lucana.
Dopo qualche giorno "Castelmezzano ha avuto l'alto onore della visita del Prefetto della Provincia Grande uff. Ernesto Reale. Mai nessuno dei tanti Prefetti passati per il palazzo della Prefettura di Potenza si era degnato di venire fino a noi, per visitare questo piccolo paese nascosto tra le rocce...."


L'illustre concittadino avv. Grande uff. Antonio Campagna si era fermato in paese per un "breve riposo".
L' anno dopo sempre "La Basilicata nel Mondo" pubblicò una breve notizia: "Mentre andiamo in macchina, apprendiamo dai quotidiani italiani una notizia, che, se è possibile, ingrandisce ancora la figura morale e patriottica di questo eccezionale figlio di Basilicata. Un comunicato ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione , dice: "Il cav. uff. avv. Antonio Campagna residente in New York, benemerito fondatore e promotore, insieme con i suoi congiunti, cav. uff. Giuseppe e Michele Paterno, della Casa di Cultura Italiana in New York, per la quale si prevede una spesa di circa 300.000 dollari, ha inviato al Ministro della P. I. on. Fedele, in riconoscente ricordo dell'insegnamento che da lui ebbe nel R. Liceo di Potenza, la somma di 10.000 dollari. Il Ministro Fedele ha deliberato di destinarla all'Istituto Storico Italiano, istituendovi una fondazione "Campagna" intesa a promuovere particolarmente gli studi sulla storia del Mezzogiorno d'Italia".


Anthony Campagna continuò ad avere rapporti con la sua terra d'origine. Il "Giornale di Basilicata" pubblicò la notizia che "Nel 1932 è stato costruito, col generoso concorso del conte avv. Antonio Campagna, l'edificio scolastico ad "Acqua del Cerro" in agro di Castelmezzano".
Intervenne finanziariamente anche per il restauro della tomba di Virgilio a Napoli, per la torre normanna a Minturno, per le rovine di Ercolano e per la costruzione di un ospedale in Italia mai realizzato per la depressione del 1929.
Nel 1940 cominciò a New York una lunga battaglia legale che vide protagonista Anthony Campagna. 


Agli inizi degli anni Quaranta infatti Campagna acquistò le case "Genius Row" a Washington Square Park South tra le West Broadway e la Thompson Street. Il suo obiettivo era quello di demolire questi edifici storici per costruire tre grattacieli. Uno di questi edifici era stato trasformato da Madame Branchard in dimora per scrittori, artisti e musicisti.(La Brokaw Mansion fu costruita alla fine del XIX secolo e modellata sul castello Chenonceaux del XVI secolo nella Valle della Loira in Francia.)


Contro questo progetto si registrarono grandi proteste e movimenti di massa perchè l'edificio doveva essere considerato un monumento nazionale. Anthony Campagna ottenne i certificati di sfratto e cominciò la demolizione nel 1948 motivando l'iniziativa come "uno sviluppo di maggiore importanza per la vita civile e culturale della città".
La battaglia si protrasse fino agli anni Sessanta. La villa fu demolita il 6 febbraio del 1965. Un anno dopo Campagna costruì un condominio cooperativo di 26 piani. Solo in seguito fu approvata una legge di protezione degli edifici storici di New York.
Anthony Campagna (ebbe due figli: Joseph 1910-1978 e John 1913-1993) morì l'8 maggio del 1969.



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Per la storia dei Paterno rimando al saggio del collega Renato Cantore "Il castello sull'Hudson, Charles Paterno e il sogno americano", Rubbettino, Soveria Mannelli 2012.




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