TRACCE di Rocco Brancati: LUIGI ETTORE CUCARI


(Tursi, 2 gennaio 1868 - Napoli 1939) "Avvocato di cospicue doti fu Luigi Ettore Cucari. Nato a Tursi in Lucania amava ricordare con squillante fierezza le cento lire e poco più con cui la sua famiglia lo aveva caricato a Policoro in uno squallido e sudicio vagone di terza classe e lo aveva diretto a Napoli...perchè si facesse avvocato...


E Luigi Cucari si era fatto avvocato, anzi avvocato principe nella capitale del Mezzogiorno..." (Mario Pisani Massamormile, Napoli e i suoi avvocati, Società editrice napolitana, Napoli 1975). A Napoli dovette superare non pochi ostacoli prima di potersi affermare. Ma il suo forte temperamento lo aiutò ad inserirsi tra i grandi avvocati napoletani dopo solo qualche anno di attività, partecipando a grandi processi in qualche caso a fianco di Francesco Crispi. Un trentenne accanto ad un ottantenne. E.L.Cucari fu, dopo la morte di Crispi nel 1901, consigliere provinciale a Potenza dal 1902 al 1914 ed eletto presidente della Deputazione Provinciale della Basilicata nell'agosto del 1913 su proposta di Vito Reale e Raffaello Pignatari. 



 "Il Lucano" (Anno XXI, n.736 del 16-17 agosto 1913) scrisse: "Il prof. avv. Luigi Cucari, quando il Consigliere Reale fa il suo nome si alza e chiede la parola e rinnova quasi burberamente la istanza ad alcuni accenni del comm. Lichinchi. Al suo turno alzatosi, con voce vibrata dice: Era mio alto dovere non dire sillaba sulla questione formale che si è voluta sollevare, e non mi occuperò del rito; ma sono trascinato a prendere la parola, potrei dire, per fatto personale. Poiché si è fatto il mio nome e da qualcuno si è sussurrato che potrei essere l'esponente di una situazione politica, tengo a dichiarare ed a ricordare, ora e per l'avvenire, che io non sono solo e semplicemente esponente di me stesso e del programma di cui da più anni sono assertore tenace da questi banchi. 



Fa torto a sì stesso ed alla mia dignità chiunque possa lontanamente supporre, che altri possa servirsi del nome mio; e pure ho quarantacinque anni suonati e credo di avere ben salda la testa sulle spalle..." Durante la sua presidenza della Deputazione Provinciale di Basilicata raccolse attestazioni di stima anche da parte delle opposizioni. Il quindicinale cattolico "La Provincia" di mons. D'Elia (Anno V, n.20 del 23 ottobre 1913) scrisse: "Pubblichiamo con vivo piacere una deliberazione che torna a merito del prof. Cucari, Presidente della D.P. 



Noi che non gli abbiamo risparmiato appunti e richiamammo la sua attenzione anche sul fatto che i lavori in economia alla Provincia si davano sempre alle stesse persone in premio della loro qualità di socialisti.massoni; da cronisti sereni ed imparziali, mentre riferiamo la deliberazione, sentiamo il dovere di felicitarci con il Cucari, augurandoci che voglia ispirare sempre la sua azione a criteri di obbiettività e di giustizia (Il Presidente Vista la deliberazione in data odierna della Deputazione Provinciale invita gli appaltatori, operai e Cooperative ad iscriversi nell'elenco di coloro che possono essere chiamati ad eseguire lavori per conto della Provincia, presentando analoga domanda in carta bollata da cent. 60. Potenza, 12 ottobre 1913- Il Presidente Luigi Ettore Cucari". 



Fu poi candidato alla Camera nelle elezioni politiche del novembre 1919 nella lista d'opposizione. L'esperienza di quella campagna elettorale fu raccontata nel suo diario "Viaggio elettorale in Basilicata" (1921) che poteva paragonarsi alla testimonianza cronachistica "Monografia del Collegio elettorale di Tricarico" del 1874 proprio di Francesco Crispi che pubblicò gli appunti presi durante una perlustrazione a cavallo nel collegio dove si era candidato. Anche il diario di Cucari fu la storia di un viaggio elettorale e politico nel quale entrava in gioco molto spesso la componente memorialistica simile al "Viaggio elettorale" (1876) di Francesco De Sanctis, ma meno "Risorgimentale". Nel 1930 pubblicò un'altra monografia "La vita e l'avvocato" con l'editore Casella di Napoli. Il "Viaggio elettorale in Basilicata" (il testo completo è disponibile sul sito della Camera dei Deputati) fu ripubblicato dall'editore Osanna di Venosa con una prefazione del presidente Vincenzo Verrastro nel 1986.









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