TRACCE di Rocco Brancati: LUIGI FRUSCI


(Venosa, 16 gennaio 1879 – 1 gennaio 1949) 
A Venosa tra piazzale Mario de Bernardi (venosino, famoso asso dell'aviazione) e via Armando Diaz (“duca della Vittoria” come fu chiamato dopo la prima guerra mondiale) c'è piazza generale Frusci. Un militare che non ha avuto altri meriti se non quelli legati ad eventi bellici, per altro nel periodo fascista.

Anche le sue pubblicazioni sono di "argomento militare": dal "Programma di massima dei provvedimenti necessari per l'ulteriore sviluppo della organizzazione militare della Somalia / Comando regio di truppe coloniali della Somalia italiana, Ufficio stato maggiore" pubblicato a Mogadiscio nel 1935 a "Le operazioni sul fronte somalo: Battaglie di Neghelli e dell'Ogaden esposte in due conversazioni radiofoniche" edito a Venosa nel 1937; da "In Somalia sul fronte meridionale" pubblicato nel 1938 con l'editore Cappelli di Bologna alla monografia "L'Amara" per l' Istituto Fascista dell'Africa Italiana, del 1940. (Fa parte di: Africa italiana, pubblicazione mensile dell'Istituto fascista dell'Africa italiana). 


Luigi Frusci ha avuto però un ruolo, per la verità più negativo che positivo, nella storia d'Italia. E' stato infatti governatore d'Eritrea sia pure per meno di un anno. Il generale morì dopo il secondo conflitto mondiale, il primo gennaio del 1949 qualche giorno prima del suo settantesimo compleanno. "Roma. Con provvedimento in corso, il generale di Corpo d'Armata Luigi Frusci è nominato Governatore dell'Amara (Asmara). Il Duce ha fatto pervenire al gen. Mezzetti che lascia quel Governo, un telegramma personale di elogio e di ringraziamento per l'opera prestata. 


Il Duce, presente il Sottosegretario per l'Africa italiana, ha ricevuto il generale Frusci, al quale ha impartito direttive per l'azione da svolgere nel territorio che gii viene affidato". (da "L'Illustrazione italiana", Anno LXVI, n.1, 1 gennaio 1939). In effetti la nomina era stata fatta una settimana prima tant'è che il quotidiano "La Stampa" aveva pubblicato una breve biografia (23 dicembre 1938, pag. 2).


"La personalità del generale Frusci balza fuori da queste linee biografiche quale quella di un soldato lungamente vissuto nella dura esperienza africana e di un comandante provato ad ogni responsabilità di guerra e di pace. La profonda conoscenza della colonia, e le sue alte qualità di combattente e di condottiero, danno il più sicuro affidamento per il compito che attende il nuovo Governatore dell'Amara". 


Dopo la proclamazione dell'Impero, il 9 maggio del 1936, circa 300 mila militari e 50 mila civili italiani emigrarono nella penisola Eritrea. Nel 1939, secondo un censimento dell'epoca, gli italiani residenti ad Asmara erano 53mila su un totale di 98mila abitanti. Con l'arrivo degli inglesi e successivamente con l'annessione dell'Eritrea all'Etiopia il numero degli italiani si dimezzò e durante la guerra d'indipendenza dell'Etiopia fu istituito un ponte aereo per il rimpatrio di tutti gli italiani. 


Ne rimasero solo 800. Oltre a migliaia di morti, il colonialismo e il fascismo furono responsabili in Eritrea di razzismo, sfruttamento e uno spietato sistema carcerario. Solo nel biennio 1935-'36 i morti etiopi furono 760 mila (ne fece riferimento il Negus all'ONU). Nell'ottobre del 1935 su ordine del gen. Rodolfo Graziani un massiccio bombardamento fu effettuato nelle principali città eritree. 


Lo stesso generale Frusci nel suo "memoriale" "In Somalia sul fronte meridionale" pubblicato l'anno dopo scrisse: "Tutta la zona pare arata dalle bombe: non c'è un tratto che non sia sconvolto...l'azione aerea è stata formidabile e le sue tracce lasciano facilmente immaginare quale sia stato il tormento degli abissini che, pazzi di terrore, non hanno più resistito e sono fuggiti col loro capo morente". Il generale Luigi Frusci nel 1938 aveva comandato una divisione delle "Fiamme nere" del Corpo truppe Volontarie italiane durante la guerra civile in Spagna. 


Dopo Asmara (governatore dal primo gennaio 1939) Frusci fu governatore dell'intera Eritrea dal 2 giugno al 2 maggio 1941 quando fu fatto prigioniero degli inglesi. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948, ricevette dal governo italiano l'onorificenza di "Commendatore dell'Ordine Militare d'Italia".


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