TRACCE di Rocco Brancati: ROCCO MAZZARONE


(Tricarico, 17 agosto 1912 – Tricarico, 28 dicembre 2005) 

E' stato il punto di riferimento di tutti gli studiosi italiani e stranieri venuti in Basilicata nel secondo dopoguerra: dalle indagini sociali, nel 1949, della Commissione per lo studio della città e dell'agro di Matera (voluta da Adriano Olivetti e coordinata da Friedrich Friedmann docente dell'Università dell'Arkansas)

agli studi del sociologo americano George Peck che sempre nel 1949 arrivò a Tricarico per studiare gli effetti sociali della riforma agraria, in connessione con i fenomeni di industrializzazione e di emigrazione; dall'inchiesta parlamentare sulla miseria di Gaetano Ambrico nel 1951-54 alle "spedizioni" demo-antropologiche di Ernesto de Martino (a partire dal 1952) ai reportage fotografici di Henri Cartier-Bresson nel 1951-52 e nel 1973. Una collaborazione, in forma di suggerimenti, di apporto intellettuale, Rocco Mazzarone ha poi dato in maniera più costante nel tempo a Rocco Scotellaro, Carlo Levi, Manlio Rossi-Doria con i quali mantenne sempre una solida amicizia. Medico laureato a Napoli nel 1939, specializzato in tisiologia e malattie polmonari presso l'università di Milano, venne richiamato alle armi e dopo un breve periodo presso il Centro provinciale di Novara per lo studio e la lotta contro i tumori maligni, fu inviato in Libia. Qui durante un trasferimento a Tobruk fu preso prigioniero degli inglesi ma continuò a svolgere la sua attività professionale in un ospedale da campo sul Canale di Suez (1941-42). 


Liberato grazie ad uno scambio di prigionieri e tornato in Italia nel 1943 fu impegnato come sottotenente medico nel Distretto militare di Potenza dove si salvò miracolosamente dai bombardamenti angloamericani dell'8 e 9 settembre. Lui stesso raccontava l'episodio dicendo che per essersi salvato stava vivendo i suoi "tempi supplementari". Nel 1947 gli venne affidata la direzione del Consorzio e del Dispensario Antitubercolare di Matera e per oltre un trentennio fu impegnato nella campagna antimalarica e negli studi sulla tubercolosi (per questo fu premiato con la medaglia d'oro "Carlo Forlanini"). Nel 1948-49 partecipò alle ricerche epidemiologiche di un'equipe medica inviata in Iran e qui conobbe l'archeologo rumeno Dinu Adamesteanu del quale fu amico per tutta la vita. Tornato a Tricarico si schierò dalla parte di Rocco Scotellaro nella battaglia per l'istituzione di un Ospedale civile. L'obiettivo della prima sistematica indagine conoscitiva su Matera fu quello di creare "comunità" nuove, in cui venissero privilegiati i momenti pedagogici e di riorganizzazione umana. Nasceva la Commissione per lo studio della città e dell'agro di Matera promossa dall'UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) - CASAS (Comitato assistenza senza tetto) e dall'INU (Istituto nazionale Urbanistica), per iniziativa di Adriano Olivetti, presidente dell'INU, e di Frederic Friedmann, sociologo tedesco docente all'Università di Arkansas, USA. 


Lo studio (con Mazzarone e Friedmann Musatti, De Rita, Quaroni ecc). portò ad interessarsi in particolare dell'habitat dei Sassi. Ne scaturì nel 1952 la legge di risanamento dei due antichi rioni materani e la nascita del villaggio rurale di "La Martella". Partecipò in quegli anni all'Inchiesta Parlamentare sulla Miseria e sui mezzi per combatterla in particolare all'indagine-campione effettuata dall'on.Gaetano Ambrico nel comune di Grassano. Contemporaneamente Mazzarone fu tra i più autorevoli componenti dei gruppi di lavoro impegnati nella programmazione sanitaria a cominciare dal progetto pilota "Organizzazione dei servizi socio-sanitari in Basilicata" del quale assunse la presidenza. Nel 1956-58 il Cepas (Centro di Educazione Professionale per Assistenti Sociali) gli affidò l'incarico di un progetto per promuovere, sotto l'egida dell'UNESCO, un approccio partecipato per il rilancio delle realtà territoriali più penalizzate, rendendo protagoniste le comunità locali. "Un'indagine inedita del dottor Mazzarone riconferma una cosa già nota alla scienza, ma importantissima; mentre i nati morti si riscontrano in percentuale uguale quasi ovunque...la diversità, tra ambiente e ambiente, porta differenze notevolissime nella probabilità di sopravvivere, che i bambini hanno dopo alcuni giorni di vita. Il ricordato medico di Matera ha analizzato statisticamente i varii tipi di mortalità dei bambini, distinguendo tra "Sassi" e "PIano"". (da "La Stampa" di Torino del 6 giugno 1958, pag. 5). Rocco Mazzarone è stato per tutta la vita un meridionalista-antropologico, di cultura socialista, impegnato sul campo per l'emancipazione sociale e lo sviluppo economico del Sud che all'attività professionale (ha insegnato statistica medica nella facoltà di medicina all’università di Bari durante gli anni 1969-1982) ha unito sempre quello dell'impegno civile e di studioso (nel 1964 fu tra i fondatori della Deputazione lucana di Storia Patria). "A che serve l'intellettuale del Sud? Si riparla di Basilicata: il meridione più nascosto. Il suo isolamento sembra inalterato, mentre il mondo contadino si è ristretto e cresce il settore terziario del clientelismo più puntiglioso. Per alcuni c'è solo delusione, è forte nei giovani la tentazione di fuggire. Per altri è giunto il momento della sfida aperta: tanti difetti del Sud sono quelli del Nord; non c'è "il fascino della miseria", ma una crisi che tocca tutti" titolò "La Stampa" di Torino (14 marzo 1979, pag. 3). Si legge nell'articolo di Stefano Reggiani: "Mazzarone non ha mai fatto politica attiva, è un medico umanista, di famiglia cattolicissima, di simpatie progressiste. Dicono a Tricarico: "E' un laburista". Vengono da lui gli studenti per le tesi di laurea su Scotellaro e lui spiega la natura composita del socialismo del suo amico, una specie di solidarismo interclassista che metteva al primo posto i contadini, poi gli artigiani, poi i piccoli proprietari. Mazzarone ogni sabato prende la corriera e torna a casa, a Tricarico. Lo chiamano tutti professore...Non fa politica; spinge gli altri, secondo una tradizione di riserbo e di dubbio che è la componente "inglese" di una parte della borghesia lucana. C'è una lettera di Scotellaro a Mazzarone che dice: "Sono uno scontento? Non credo. E' facile dirlo. Io penso a tutto un risveglio meridionalista su una base politica unitaria, aperta tuttavia e sincera"...Tanti difetti del Sud sono del Nord, non ci sono culture arcaiche e civiltà industriali nettamente divise, non c'è il "fascino della miseria", ma una crisi che tocca tutti. Un intellettuale, un meridionalista, un giovane insegnante sanno che Tricarico vale, nel confronto, la metropoli".


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