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TRACCE di Rocco Brancati: ELIGIO PERUCCA


(Potenza 28 marzo 1890 - Roma 5 gennaio 1965) 

Mercoledì 5 gennaio 1965 aveva quasi 75 anni quando, per una crisi cardio-circolatoria, moriva a Roma (nella clinica Latina dove era ricoverato da circa un mese) il fisico potentino Eligio Perucca. La camera ardente venne allestita a Palazzo Corsini, sede dell'Accademia dei Lincei della quale era vice presidente. Era stato docente di fisica e direttore del Politecnico di Torino.

Per quarant'anni, a partire dal 1923, insegnò all'Università fisica sperimentale, occupandosi dei settori meno "popolari" come i problemi di metrologia e gli apparecchi di misura e producendo trattati didattici considerati "esemplari". Eligio Perucca era nato a Potenza il 28 marzo del 1890 da genitori piemontesi (Giovanni Antonio e Angela Sandretti). Abitavano nel vico "della Maddalena" (oggi vico De Rosa) di fronte alla Banca d'Italia. Nella toponomastica cittadina Eligio Perrucca è oggi ricordato nella rampa che collega corso Garibaldi con corso XVIII Agosto. Con tutta la famiglia si trasferì prima a Salerno e poi a Pisa. Allievo della Scuola Normale Superiore si laureò in fisica nel 1910 e conseguì il diploma della Scuola nel 1913. Iniziò la sua carriera come assistente di Andrea Naccari all'Istituto di Fisica dell'Università di Torino nel 1911 e successivamente come professore di fisica e chimica nei licei, dal 1912. Nel 1923 (il 16 ottobre) subentrò a Quirino Majorana (zio del fisico Ettore Majorana) come straordinario della cattedra di fisica sperimentale. 


Nel 1927 pubblicò un articolo sul quotidiano "La Stampa" titolato "Voltiana". "Convergono in questi giorni a Como, città che diede i natali ad Alessandro Volta, scienziati illustri ed oscuri desiderosi di rendere omaggio al grande fisico di cui si celebrano le onoranze centenarie. 


A ricordare l'avvenimento abbiamo chiesto ad Eligio Perucca, professore di fisica al nostro Politecnico, noto nel mondo scientifico per la originalità e serietà dei suoi studi, di farci il profilo del creatore della pila". (da "La Stampa" 8 settembre 1927). Nel 1928 nel corso di una conferenza sul tema della meteorologia nell'aviazione e nella balistica Perucca tenne nell'aula magna del Politecnico una relazione "mirabile per chiarezza, precisione, efficacia...Il prof. Perucca era stato presentato all'uditorio dal direttore del Politecnico prof Garelli, che salutò in lui uno dei più giovani e valenti cultori di discipline fisiche, e che mise in rilievo l'opera del Governo nazionale per la diffusione e l'elevazione della cultura tecnica militare". (da "La Stampa" del 2 febbraio 1928). 


Nel 1931 inaugurò l'anno accademico con una prolusione sui "Problemi fisici nel film sonoro". In quella circostanza disse: "L'improvviso diffondersi della cinematografia parlata suscita in molti l'idea che il problema di dar voce al cinematografo sia di ieri. Al contrario, era già sorto quando i Lumiere offrirono al pubblico la visione delle prime proiezioni mobili. Le registrazioni del suono, grammofonica, magnetica, ottica, impiegate nel fonofilm moderno sono nate tutte al nuovo secolo: dal '99 sono i tentativi grammofonici di Edison, del '901 le prime registrazioni ottiche dei Ruhmer, del '903 le prime registrazioni magnetiche...Ma il cinematografo continuò a restare ostinatamente muto per molti anni ancora. 


Come la telefonia a grandi distanze, per la radiotelefonia, per la radiodiffusione, la valvola termojonica, nella sua attività amplificatrice ha costituito l'elemento essenziale al successo che va delineandosi..." Eligio Perucca fu socio nazionale dei Lincei dal 1946. Sempre nel '46 fu eletto preside della facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino e il 12 maggio dell'anno successivo fu eletto direttore (carica che corrispondeva a quella di rettore). Nel corso della sua direzione (fino all'ottobre del 1955) si occupò del problema della nuova sede dell'ateneo torinese. 


Nel '51 fu tra i fondatori (insieme ad Edoardo Amaldi e Gilberto Bernardini) dell'Istituto nazionale di fisica nucleare. Si occupò in particolare delle problematiche connesse alla conduzione elettrica. Tra le sue opere (oltre 200 pubblicazioni) un Dizionario di ingegneria in cinque volumi (1951) e un volume di fisica generale e sperimentale (1937). Ha poi compiuto notevoli ricerche di ottica, elettrostatica e di metrologia sperimentale e teorica, ideando vari strumenti tra i quali un elettrometro. A lui, nel 1990, fu intitolata la camera semianecoica (un ambiente per il test degli strumenti acustici) per la rilevazione del rumore e delle vibrazioni del Fca, il Centro Ricerche Fiat Chrysler Automobiles.

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