TRACCE di Rocco Brancati: GERARDO GUERRIERI


(Matera 4 febbraio 1920 - Roma 24 aprile 1986)

Gerardo Guerrieri è stata una delle figure più affascinanti del teatro italiano della seconda metà del Novecento.
Ricordava Andrea Camilleri in una trasmissione radiofonica dal titolo “Le ore della sera” andata in onda il 12 febbraio del 1990: “Gerardo era nato a Matera nel 1920. Debuttò come regista nel 1940 con “Felice viaggio” di Thornton Wilder (protagonista una giovanissima Giulietta Masina), cioè a dire aveva 20 anni.

Apparteneva a quella classe del ’20-’22 che in realtà ha fatto il teatro italiano di oggi. A differenza di altri che erano allievi Gerardo Guerrieri e Ruggero Jacobbi erano già dei registi formati, erano dei punti di attrazione assoluta per i compagni della loro stessa generazione”.

Giulietta Masina sempre in una trasmissione radiofonica intitolata “Voi ed io” in onda il 3 maggio del 1979 ricordò i suoi esordi quando conobbe quel “mostro che era Gerardo Guerrieri, entrato all’Università non so se a 16 anni, aveva tradotto lui Thornton Wilder, stava studiano il russo…Ecco Gerardo scoprì in me quella vena comica che poi, in seguito, Federico (Fellini) me la doveva portare sul cinema”.

Nel dopoguerra Guerrieri fu uno dei maggiori studiosi di teatro, straordinario traduttore di drammi e commedie (soprattutto degli americani Arthur Miller e Tennessee Williams) si occupò anche di Checov, di Shakespeare per i programmi della Rai, di Plauto, Sofocle ecc. Fece conoscere in Italia (insieme all’attrice russa Tatiana Pavlova) Konstantin Stanislavskij che inventò uno stile di insegnamento della recitazione. Un metodo che si basa sull’approfondimento psicologico del personaggio, sull’esternazione delle emozioni. In una parola: immedesimazione. 





Gerardo Guerrieri fu poi “dramaturg” per il grande teatro di Luchino Visconti, aiuto regista e sceneggiatore di De Sica in “Ladri di biciclette” e “Sciuscià”. Critico teatrale de “L’Unità”, dell’”Osservatore Romano” e, successivamente del “Giorno”, autore di diversi cortometraggi. Per la Rai scrisse i radiodrammi “Novantaquattro anni tra i selvaggi”, biografia di G.B.Shaw, “Uscite dentro! Ossia Pulcinella Cetrulo nativo di Acerra”, “L’Amleto primitivo” ed altri. Ideò trasmissioni radiofoniche dedicate al Living Theatre e una rubrica di grande ascolto “Tutto il mondo è attore”. Curò, insieme a Paolo Grassi, la collana del Teatro della Einaudi, promosse l’allestimento di importanti mostre su Eleonora Duse, fondò il Teatro Club e il “Premio Roma”. Insomma una personalità di grande rilievo nella cultura italiana e non solo del secondo Novecento. 

Sempre Camilleri disse : “E’ stato un grande regista, è stato un grande maestro di teatro e soprattutto è stato un grande produttore di cultura che, con sua moglie Anne d’Arbeloff creò quel famoso Teatro Club mercè il quale noi abbiamo visto gli spettacoli internazionali che altrimenti non ci saremmo mai sognati”.
Un intellettuale autentico, una specie rara nella cultura italiana; autentico perché privilegiò della cultura l’alta e civile funzione didattica attraverso un’intensa attiva svolta sempre in modo discreto e appassionato. Ecco perché è un personaggio che non va dimenticato nella Matera del 2019.

Gli esordi giornalistici di Gerardo Guerrieri

Cominciò giovanissimo a scrivere sui giornali studenteschi ed universitari. Sul settimanale dell’Urbe “Roma Fascista” divenne per la sua versatilità, caporedattore delle pagine culturali. 

Insieme a Ruggero Jacobbi curò la “Terza pagina” del giornale. Scrisse di letteratura, arte, teatro, musica e si meritò gli encomi del poeta Salvatore Quasimodo. 

Sul “Meridiano di Roma” fondato da Curzio Malaparte scrisse il suo primo racconto.

Sia pure sporadicamente collaborò anche ad altri giornali come “Spettacolo Via Consolare”.




A partire dal 1943 durante l’occupazione tedesca a Roma e fino al 1945 fece parte dei cattolici comunisti e collaborò con l’organo di informazione del movimento “Voce operaia” diretto da Fedele d’Amico, figlio del critico teatrale Silvio. Il giornale si stampava clandestinamente nella tipografia di via del Governo insieme ai giornali antifascisti “Avanti”, “l’Unità”, “La voce Repubblicana” e “Bandiera Rossa”.
Collaborò anche a “Cosmopolita” , un settimanale di vita internazionale, sul quale scrivevano Giuseppe Prezzolini, Michelangelo Antonioni, Renato Guttuso.
I suoi scritti apparvero con assiduità sui settimanali specialistici che si occupavano di teatro: da “Sipario” a “Scenario”, e su quelli di cinema come “Star”, o di scenografia come “Teatro Scenario”
Chiamato da Vito Pandolfi critico de “l’Unità” cominciò la sua collaborazione con il giornale comunista nell’ottobre del 1945, prima come “vice” dello stesso Pandolfi e successivamente con l’incarico di critico teatrale. Cinque anni di intensa attività giornalistica (ad eccezione del 1949 quando fu maggiormente impegnato come “dramaturg” di Luchino Visconti) durante i quali recensì il meglio degli spettacoli teatrali messi in scena in quegli anni dalle più importanti compagnie.

Biografia schematica di Gerardo Guerrieri
1920

Il 4 febbraio nasce a Matera, al civico 33 di via San Francesco

1937-1939

Si interessa di critica letteraria, collaborando con il settimanale “Roma Fascista”;

viene elogiato da Salvatore Quasimodo per un articolo sull’ermetismo;

firma il suo primo racconto sul “Meridiano di Roma”; è tra i cofondatori, nell’àmbito del GUF dell’Urbe, del teatro universitario.

1940 

Inizia la sua attività come regista e mette in scena:

"Felice viaggio" di Thornton Wilder, di cui realizza anche la traduzione, poi pubblicata sulla rivista “Il Dramma”; 

"Tempesta e assalto" di Friedrich Maximilian Klinger; 

"La donna di nessuno" di Cesare Vico Lodovici; 

"Frana allo Scalo Nord" di Ugo Betti, di cui cura anche la prefazione nell’edizione pubblicata da “An Veritas” nel 1946.
1943 - 1946

Lavora al “Teatro delle Arti”, diretto da Anton Giulio Bragaglia. Mette in scena "I due fratelli rivali" di Giovan Battista della Porta; 

"La scuola di campagna" di Takeda Izumo e "Il quartiere dei piaceri" di Cikamatsu Monzaemon; 

"Il prato" di Diego Fabbri; 

"Incantesimo" di Philip James Quinn Barry; 

"Settimo cielo" di Austin Strong.
1941

Scrive ancòra per “Roma Fascista” e su “Spettacolo - via Consolare”.

1942

Mette in scena "Leonzio e Lena" di George Büchner, per il GUF di Benevento.

1943 

Firma, insieme ad altri intellettuali, il Manifesto per un teatro del popolo.

1945-1948

Svolge attività di critico teatrale su “Cosmopolita” e su “L’Unità”.

1945

Traduce "I giorni della vita" di William Saroyan, per il saggio finale all’Accademia di “Andrea Celi” di Milano.

1946

Pubblica "Palcoscenico di Broadway", antologia di opere teatrali americane

1947

Mette in scena "N.N." di Leopoldo Trieste (Archivio P. T. Milano).

dal 1947

Collabora alla sceneggiatura e alla regìa di Vittorio De Sica nei film "Ladri di biciclette", "Sciuscià", "Miracolo a Milano" e "I sequestrati di Altona", quest’ultimo tratto dal dramma scritto da Jean-Paul Sartre.

dal 1948

Lavora con Luchino Visconti, per il quale traduce e adatta i seguenti testi:

"Un tram che si chiama desiderio" di Thomas (Tennessee) Williams, rappresentato al “Teatro Eliseo” di Roma nel 1949 e pubblicato in ‘Collezione di teatro’ da Einaudi, nel 1963;

"Morte di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller, rappresentato al “Teatro Eliseo” di Roma nel 1951 e pubblicato in ‘Collezione di teatro’ da Einaudi, nel 1982;

"Uno sguardo dal ponte" di Arthur Miller, rappresentato al teatro Eliseo nel 1958 e pubblicato in ‘Collezione di teatro’ da Einaudi nel 1959, oltre che presso Cappelli editore, sempre nel 1959;

"Troilo e Cressida" di William Shakespeare, rappresentato a Firenze nel giardino di Boboli, nel giugno del 1949;
"Tre sorelle di Anton Čechov", rappresentato al “Teatro Eliseo” di Roma nel 1952 e successivamente ripreso per la regìa di Giorgio De Lullo (pubblicato in ‘Collezione di teatro’ da Einaudi, nel 1953);Zio Vanja di Anton Čechov, rappresentato al “Teatro Eliseo” nel 1955 e pubblicato da Mondadori nel 1982;
"Tanto tempo fa" di Harold Pinter, rappresentato al “Teatro Argentina” di Roma nel 1973.

1948 - 1949 

Traduce "La famiglia - Antropus" di Thornton Wilder, messo in scena poi da Giorgio Strehler.

1950

Mette in scena "Vita col padre" di George H. Lindsay e R. Crouse;

"N.N." di Leopoldo Trieste;

"La figlia obbediente" di Carlo Goldoni.

1950 - 1951

Traduce "Estate e fumo", messa in scena da Giorgio Strehler con il “Piccolo Teatro di Milano”.

1950 - 1959 

Inizia la collaborazione con la RAI per la realizzazione di una serie di programmi radiofonici. Sul terzo programma vanno in onda:

"Novantaquattro anni fra i selvaggi" (biografia in forma radiodrammatica su George Bernard Shaw, realizzata nel 1950);

"Uscite dentro! Ossia Pulcinella cetrulo nativo di Acerra" (percorso a più voci sulla figura di Pulcinella, 1951); 

"Farse del primo Ottocento inglese e americano. Dalla regina Vittoria alle frontiere del Far West" (1952);

"L’Amleto primitivo. Le trasformazioni di Amleto prima di Shakespeare" (1952)
"Il processo delle streghe" sulla ricostruzione di un processo avvenuto nel 1646 a Nogaredo (1952);
"Il Risorgimento" (1954);
"Racconti delle crociate" (1955);
"La guerra d’Indipendenza americana" (sceneggiato in sei puntate realizzato nel 1958);
"Plauto e la commedia degli schiavi" (1959);
"Luce nella notte di solferino", radiodramma in occasione del primo centenario della Croce Rossa Internazionale (1959);
"Segnali fra le fiamme", trasmissione radiofonica in tre puntate sul Living Theatre;
"Tutto il mondo è attore"

1951

Dirige come regista lirico, insieme all’autore Ildebrando Pizzetti, "I’Ifigenia", in scena al “Teatro Comunale” di Firenze, "Clementina" di Luigi Boccherini e "Orfeo "di Alberto Savinio al teatro “la Fenice” di Venezia. Organizza, sempre a Venezia, la mostra dedicata alla scenografia italiana "Il secolo dell’invenzione teatrale: mostra di scenografie e costumi del Seicento italiano".

1952 - 1962

Cura e dirige insieme a Paolo Grassi la ‘Collezione di teatro’, per Giulio Einaudi edizioni.

1953 - 1955

Collabora alla rivista “Cinema Nuovo”, diretta da Guido Aristarco, e alla rivista “Arena”, diretta da Luciano Lucignani.

1953 - 1959

Lavora alla costruzione del libretto d’opera "Il buon soldato Sveik" dal romanzo di Jaroslav Hašek (l’opera musicata da Guido Turchi fu rappresentata al “Teatro alla Scala” di Milano nell’aprile del 1962 e nello stesso anno il libretto fu pubblicato dalla casa editrice musicale Ricordi).

1954

Redige la voce ‘Attore’ e la voce ‘Stati Uniti d’America’ per l’Enciclopedia dello Spettacolo; dirige come regista l’opera lirica "Il turco in Italia" di Gioacchino Rossini, con l’esordiente Maria Callas, al “Teatro Eliseo”, e collabora alla rivista “Lo spettatore italiano”. Nello stesso anno scrive e realizza per la Triennale di Milano il documentario "Una lezione di urbanistica", prodotto da “La Meridiana Film”.

1954 - 1955

Traduce e adatta "La dodicesima notte" di William Shakespeare per la regia di Renato Castellani e lavora all’adattamento di "Uno sguardo dal ponte" di Arthur Miller in versione d’opera, elaborando il libretto. Lo spettacolo fu realizzato con la regìa di Renzo Rossellini, il testo fu pubblicato presso la casa editrice musicale Ricordi, nel 1959.

1955

Scrive un soggetto sulle crociate per una trasmissione radiofonica; traduce e adatta "Ivanoe" di Anton Čechov, per la regìa di Mario Ferrero.

1956

Partecipa come relatore a un ciclo di conferenze sul teatro americano organizzate dal “Teatro Ateneo” a Roma.

1957

Fonda a Roma, insieme a sua moglie Anne d’Arbeloff, il “Teatro Club” e il “Premio Roma” che ospita artisti internazionali tra i più importanti, come il “Linving Theatre” (gruppo per il quale nel 1963 organizza la prima tournée in Italia) e Peter Brook.

1958 

Viene pubblicato da Laterza, per la prima volta in Italia, Il lavoro dell’attore di Konstantin Sergeevič Stanislavskij, a cura di Gerardo Guerrieri, e nel 1963 scrive l’introduzione a "La mia vita nell’arte" di Konstantin Sergeevič Stanislavskij, edito da Einaudi.

1958

Partecipa all’ideazione e alla drammatizzazione della serata-spettacolo Immagini e tempi di Eleonora Duse, realizzata al “Teatro Quirino” a Roma, diretta da Luchino Visconti, e contemporaneamente organizza un convegno internazionale dedicato alla stessa attrice.

1959

Realizza il libretto d’opera per il testo "Il buon soldato Svejk", tratto dal romanzo di Jaroslav Hašek e musicato da Guido Turchi.

1960

Traduce, e adatta per la messa in scena di Giorgio De Lullo, "I due gentiluomini di Verona" di William Shakespeare.

1961

Il “Teatro Club” invita per la prima volta in Italia il Living Theatre al “Teatro Parioli” di Roma con gli spettacoli The Connection di Jack Gelber e Many loves di W. Carlos Williams.

1962

Viene messo in scena, a Torino, Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello, per l’adattamento di Gerardo Guerrieri e Vittorio Gassman, con la regìa di quest’ultimo.

1963 (lo riporti due volte)

Traduce Amleto di William Shakespeare (pubblicato con Stampa alternativa nel 1993, a cura di Salvatore Geraci), per lo spettacolo realizzato da Franco Zeffirelli e Giorgio Albertazzi. Una prima stesura era stata destinata per lo spettacolo di Franz Hauser e lo stesso Giorgio Albertazzi.

1963

Vengono pubblicate nella raccolta ‘Supercoralli’ di Einaudi le opere teatrali di Tomhas Williams tradotte da Guerrieri; tra queste figura anche Estate e fumo, già rappresentata da Luchino Visconti nel 1950.

1964

Traduce e adatta Oh che bella guerra di John Edensor Littlewood, per la regìa di Jerome Kilty e Ennio De Concini, con Paolo Stoppa e Rina Morelli, e Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov, per la regìa di Mario Ferrero (la traduzione è stata pubblicata in ‘Collezione di teatro’ da Einaudi, nel 1966).

1964

Traduce e adatta Giulietta e Romeo di William Shakespeare per la regìa di Franco Zeffirelli e Chi ha paura di Virginia Woolf di Eduard Albee in scena al “Teatro Valle”, sempre per la regìa di Zeffirelli e interpretato da Umberto Orsini, S. Ferrati e Enrico Maria Salerno.

1965

Cura la stesura del trattamento della trasmissione filmata dedicata ad Albert Camus.

1966

Traduce e adatta "Edipo a Colono", andato in scena al teatro romano di Ostia antica per la regia di Edmo Fenoglio e l’interpretazione di Tino Buazzelli (il testo è stato pubblicato in Sofocle. Edipo a Colono, versione di Gerardo Guerrieri, con scritti di XXX Perrotta [et al.], Centro Teatrale Italiano, Roma 1966). Riceve dal governo degli Usa un Leader’s Grant per tutto il lavoro svolto sul teatro americano. Per tre mesi tiene lezioni in varie università americane.

1967

Traduce e adatta "Edipo a Colono", andato in scena al teatro romano di Ostia antica per la regia di Edmo Fenoglio e l’interpretazione di Tino Buazzelli (il testo è stato pubblicato in Sofocle. Edipo a Colono, versione di Gerardo Guerrieri, con scritti di XXX Perrotta [et al.], Centro Teatrale Italiano, Roma 1966). Riceve dal governo degli Usa un Leader’s Grant per tutto il lavoro svolto sul teatro americano. Per tre mesi tiene lezioni in varie università americane.

1968 

Torna a lavorare per la radio. Realizza un programma sul Living Theatre, di cui cura anche la regìa e nel 1983 La mostra del decennale 1932-1942, un programma sulla mostra voluta nel 1932 a Roma per celebrare il primo decennio fascista. Cura la regìa, il soggetto, la sceneggiatura e il commento del cortometraggio dedicato a Luigi Pirandello, Momenti di un soggiorno universitario. Traduce e adatta Uscirò dalla tua vita in taxi di K. Waterhouse e W. Hall, per lo spettacolo diretto da Mario Ferrero al “Teatro Quirino” con la compagnia Tieri-Lojodice-Malfatti-Palmer.

1969

Realizza a Roma, a Palazzo Venezia, e a Genova, rispettivamente, una mostra e un convegno dedicati a Eleonora Duse.

1972 - 1973

Traduce e adatta "Molto rumore per nulla" di William Shakespeare, in scena al “Teatro Valle” e poi anche al teatro romano di Ostia antica per la regìa di Marco Missiroli; la traduzione fu poi ripresa per lo spettacolo diretto da Antonio Pugliese nel 1979.

1973

Partecipa a un ciclo di seminari sui problemi del linguaggio teatrale al teatro di Genova, Museo biblioteca dell’attore. Il suo intervento sarà sullo psicodramma e la drammaturgia di gruppo. Prepara, insieme a Vittorio Gassman, il progetto "I misteri di Pietroburgo", tratto o ispirato da testi di da Fëdor Dostoevskij. Il testo era stato pensato per una serie televisiva ma fu poi realizzato sulla scena dagli allievi de “ la Bottega” di Firenze, nel 1984.

1974 

Traduce e adatta "Lungo viaggio verso la notte" di Eugene O’Neill, per la regìa di Luigi Squarzina.

1974 - 1981

Collabora, in qualità di critico, a “Il Giorno”.

1976

Realizza, insieme a Ennio De Concini, il soggetto "Le tre signore" Strindberg.

1977

Organizza al “Teatro Municipale” di Reggio Emilia la mostra Visconti: il teatro.

1978

Traduce e adatta "Il valzer dei cani" di Leonid Nikolaevič Andreev, spettacolo realizzato al “Teatro Eliseo” per la regìa di Giuseppe Patroni Griffi e l’interpretazione di Romolo Valli.

1978

Con Mariano Rigillo lavora al progetto su "Don Chichiotte", uno spettacolo mai realizzato. Traduce e adatta per la radio "Boris Godunov", dramma popolare musicale di Modest Petrovič Musorgskij, tratto dall’omonima opera di Aleksandr Sergeevič Puškin.

1979

Organizza per il “Teatro Club” la rassegna internazionale di teatro europeo.

1980

Traduce e adatta "Il gabbiano" di Anton Čechov, in scena al teatro Eliseo per la regìa di Gabriele Lavia e riprende la traduzione delle "Tre sorelle", sempre di Čechov, per la regia di Otomar Krejča. Sempre per il regista cecoslovacco nel 1986 traduce e adatta "La signorina Julie" di August Strindberg.

1981

Organizza la mostra Pittura su corteccia degli aborigeni d’Australia - Palazzo Venezia, in Roma. Traduce e adatta il testo Sarah Barnum (dalle memorie di Sarah Bernhardt) di John Murrel. Lo spettacolo è andato o va in scena al “Teatro Eliseo”, per la regia di Michael Georges Wilson, con Lea Massari e Gastone Moschin.

1981

Riadatta la traduzione di "Troilo e Cressida" per la regia di R. Guicciardini, traduce ed adatta "L’orologio americano" di Arthur Miller per la regia di Elio Petri in scena al “Teatro stabile” di Genova (la traduzione fu pubblicata in Quaderni di teatro di Genova nel 1981 e poi, nel 1986, in ‘Collezione di teatro’ da Einaudi).

1982

Insieme a Ugo Gregoretti realizza la trasmissione televisiva "Viaggio a Goldonia" i cui testi sono stati pubblicati, nello stesso anno, dalla casa editrice Il Saggiatore).

1984

Partecipa con un suo convegno su Anton Čechov, organizzato dall’Università Statale di Milano, Istituto di Lingue e Letterature dell’Europa Orientale, in occasione dell’ottantesimo anno dalla morte dell’autore russo.

1984

Partecipa come relatore al convegno su Pirandello e Dostoevskij tenutosi a Catania. Sempre nello stesso anno cura la versione italiana per il doppiaggio del film Streamers di R. Altman e la mostra a Palazzo Venezia di Roma “I volti del sud”. Rielabora la traduzione delle Tre sorelle di A. Cechov per la regia di O. Kerjka.

1984-1985

Realizza il documentario "Il giudizio universale" della Cappella Sistina.

1985

Riadatta "I giorni della vita" di William Saroyan per la regia di Adolfo Celi e realizza a Palazzo Venezia una terza mostra dedicata alla Duse.

1986

Il 24 aprile muore a Roma.


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