TRACCE di Rocco Brancati: GIOVANNI PALADINO


(Potenza 26 aprile 1842 - Napoli 25 gennaio 1917)

Nel recinto degli uomini illustri, nel cimitero di Poggioreale a Napoli, un busto ricordava l'insigne fisiologo. Quel busto, opera dello scultore Tello Torelli di Solofra, è stato trafugato da tempo. In occasione dell'inaugurazione del monumento l'assistente di Paladino, l'onorevole Francesco Capobianco, tenne un discorso commemorativo poi pubblicato sul bollettino di "Lucana Gens" di Roma nel marzo del 1923.

La rivista, diretta da Decio Albini, nel suo primo editoriale dal titolo "Onoriamo i nostri valorosi" aveva "il compito di promuovere iniziative di carattere morale ed intellettuale; di adoperarsi perché non vadano dispersi i documenti della nostra storia politica e civile; di incoraggiare con pubblicazioni e commemorazioni la conoscenza degli studi storici, di onorare, infine, i cittadini che danno lustro e decoro alla nostra Regione".
Un profilo biografico - dopo quello "ufficiale" tracciato in occasione della seduta di martedì 6 marzo 1917 al Senato, a distanza di poco meno di due mesi dalla scomparsa di Paladino, avvenuta a Napoli il 25 gennaio del 1917 - fu pubblicato sulla rivista "La Basilicata nel mondo" a firma di Canio Salbitani.



"Direttore della Scuola Veterinaria, Rettore dell'Università, membro dell'Accademia reale e della Pontaniana e di altre accademie straniere, membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, senatore del Regno, Giovanni Paladino non ebbe che due culti: la scienza e la cattedra...". 
Nato a Potenza il 26 aprile del 1842 la prima formazione di Giovanni Paladino la ebbe nella sua città, a Potenza, frequentando il real collegio che fu istituito il 30 maggio del 1807 a meno di un anno dall'elevazione della città a capoluogo della Provincia di Basilicata.
Nei primi anni il Real Collegio (anche perché in "concorrenza" con il seminario) operò ad Avigliano. Nel 1816 dopo il decennio francese il re Ferdinando IV di Borbone con decreto reale trasferì la sede a Potenza. 



"Il real collegio di Basilicata che ha avuto finora la sua residenza nel comune di Avigliano, sarà dislocato in quello di Potenza, e propriamente nella porzione del locale del seminario che si cede dal vescovo". (Collezione delle leggi e decreti reali, anno 1816, n.47).
Nel real Collegio di Basilicata (tra i 12 istituiti nel Regno) il corpo docente era composto da 7 professori (italiano, latino e greco, retorica e archeologia greco-latina, scienze matematiche, logica metafisica ed etica, geografia e cronologia, elementi di fisica) e 5 maestri esterni (francese, calligrafia, disegno, scherma e ballo).



"Poco più che quindicenne si trasferì a Napoli dove si iscrisse alla R. Scuola di Medicina Veterinaria e di Agricoltura. Era l'anno scolastico 1857-58 e, quattro anni dopo conseguì il diploma appena diciannovenne. Nel corso degli studi si distinse fra i suoi compagni per la non comune passione verso le scienze medico-veterinarie, per il suo spiccato ingegno e per la sua intraprendenza e sete di sapere. Per queste sue innate doti richiamò l'attenzione dei suoi professori, in particolare di Antonio De Martino, medico e docente di anatomia e fisiologia comparata" (Giuseppe Paino, in corso di stampa, 2018).
Già a ventitrè anni "porta a termine alcuni importanti studi sul ritmo dei movimenti gastrici e sulle sostanze inalate tramite polverizzazione. L'anno seguente (1866) inizia l'attività di docente incaricato di zoologia, anatomia e fisiologia sperimentale presso la Scuola superiore di veterinaria". (Angelo Lucano Larotonda Riprendiamoci la storia...).
Il profilo-biografico di Giovanni Paladino ricorda, in estrema sintesi, che è stato professore di Istologia e Fisiologia nell'Università di Napoli, dove fu anche Rettore, ed autore di studi sull'anatomia e fisiologia. Descrisse il fascio atrioventricolare del sistema specifico del cuore (chiamato fascio di Paladino-His) e inventò il fonifero, una delle prime protesi acustiche per aiutare il paziente con deficit auditivo (l'arrivo della voce e della parola al labirinto dell'orecchio attraverso le ossa del cranio).
"Un ruolo di assoluto rilievo nello sviluppo delle ricerche di fisiologia a Napoli ebbe Giovanni Paladino..." (A. Croce-F. Tessitore-D. Conte, Napoli e la Campania nel Novecento: diario di un secolo, vol. 3, Edizioni del Millennio, Napoli 2002).
All'illustre personaggio il Municipio di Potenza, città natale del professore Paladino "ha deliberato di onorarne la memoria, istituendo al suo nome una via della città, apponendo una lapide alla casa in cui nacque, disponendo una solenne commemorazione nel giorno in cui la lapide verrà scoperta e raccogliendo nella biblioteca provinciale lucana tutte le opere..." (Il Policlinico, rivista della società editrice Dante Alighieri, Roma 1917).
Del "famoso scienziato" tra i più illustri potentini parlò, alla fine dell'Ottocento, anche Raffaele Riviello (Raffaele Riviello, Ricordi e note su costumanze: vita e pregiudizi del popolo potentino, Garramone e Marchesiello, Potenza 1883).

In ricordo dell'illustre potentino fu posta a Potenza una targa commemorativa in via Pretoria, 38: la casa natìa di Giovanni Michelangelo Paladino
In questa casa
nacque il XXVI aprile del MDCCCXLII
GIOVANNI PALADINO
Professore - Accademico - Senatore
Insigne Fisiologo e Istologo
che tutta la sua vita operosamente serena
dedicó alla Scienza e alla Scuola
accrescendone lo splendore 
in Italia e all’estero
La Patria riconoscente
In occasione del centenario dalla morte, nel dicembre 2017 per iniziativa dei professori Giuseppe Paino e Vincenzo Pelagalli dell'Università "Federico II" e del dottor Rocco Biscioscia Cantore e del comune di Potenza si è svolta nel capoluogo lucano una giornata di studio. In mattinata una conferenza a più voci presso il LIceo Classico "Quinto Orazio Flacco" e in serata un convegno promosso dalla deputazione lucana di storia patria (con il presidente Antonio Lerra. 
Per concludere il resoconto di Paladino al Senato nel 1917. 
Fu lo stesso presidente del Senato del Regno d'Italia Giuseppe Manfredi a commemorarlo. "In Napoli il 25 gennaio è mancato il senatore professore Giovanni Paladino di Potenza nato il 26 aprile 1842. Approvato dottore di medicina e chirurgia veterinaria nell'Università napolitana il 12 febbraio 1861, vi passò chiaramente tutta la vita scientifica ed accademica; cominciata nel 1862 dall'assistenza, cui seguì l'incarico, all'insegnamento dell'anatomia e fisiologia sperimentale per la Scuola Superiore di medicina veterinaria. Divenutovi professore ordinario, lo fu ordinario nel 1869; e prese la direzione del Gabinetto nel 1877 Di altro insegnamento ebbe l'incarico nel 1887; di quello della fisiologia e dell'istologia generale del quale è appellato il fondatore; e pur d'esso tenne la cattedra da prima straordinario, ordinario, poi, con la direzione qui pure del Gabinetto annesso: finché, costretto da salute al riposo, l'ottenne il 28 dicembre 1912.
Dell'Università era stato Rettore; e della Scuola Superiore di medicina veterinaria direttore due trienni.
Senatore fu nominato il 3 giugno 1908. Il Rettore dell'Università, dandomi con dolore il triste annunzio, ha compendiato l'elogio di Giovanni Paladino, dicendo morto l'eminente professore, che, nell'insegnamento dell'Istologia e fisiologia generale, diede prova di grande valore, lasciando fra colleghi e discepoli vivissimo rimpianto. Egualmente il Senato lo rimpiange".
Nel dibattito intervennero due senatori: Enrico D'Ovidio. "Si associa alla commemorazione del senatore Paladino, cui si sente legato dal ricordo degli studi fatti insieme all'Università Partenopea, e dalla colleganza nella Società Reale di Napoli. Il Senato vorrà mandare le sue condoglianze a quell'Università e alla città natale dell'estinto".
Il ministro senza portafoglio Leonardo Bianchi. "Il senatore Paladino fu uno di quei poderosi talenti che produce la Basilicata, povera ma forte. Fin dai giovani anni fu acuto osservatore, pronto nelle concezioni scientifiche; lascia una serie di lavori che fanno onore alla letteratura medica italiana. Resse la scuola veterinaria superiore di Napoli, di cui rialzò le sorti. Istologo e fisiologo profondo, ebbe dal ministro Baccelli un'apposita cattedra che tenne altissima. Rettore dell'Università di Napoli, la guidò con polso fermo e con alto senso di giustizia. E' uno dei cavalieri dell'intelletto dei quali un paese si onora. Si associa alla proposta del senatore D'Ovidio Enrico per l'invio delle condoglianze alla famiglia e alla città di Potenza..."

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