TRACCE di Rocco Brancati: JOSÉ LIBERTELLA


(Calvera 9 luglio 1933 - Parigi 8 dicembre 2004) 

Un omaggio ai lucani dispersi per il mondo. Tra i tanti che possono essere considerati "illustri" (in America latina ci sono molti lucani di prima, seconda o terza generazione, figli o nipoti di nostri corregionali, famosi musicisti o ballerini) basterebbe ricordare Miguel Angel Zotto (1958 - vivente), tra i più grandi "tangheri" del mondo, che è originario di Campomaggiore o Rosita Melo (1897-1981), l'autrice di "Desde el alma" (il Vals Boston più famoso al mondo, che compose quando aveva appena 14 anni) figlia di genitori rioneresi.

Di Rosita Melo (Rosa Clotilde Melo) figlia di Michele Mele e Rosa Maria Luciano sono state solo di recente accertate le sue origini lucane (la monografia di Maria Albano o la nota di Nicola Corona) poco o nulla si sa, in Basilicata, di José Libertella. Nato a Calvera il 9 luglio 1933 è stato un musicista virtuoso del bandoneòn (una sorta di fisarmonica, strumento fondamentale nel tango argentino). José (Pepe) Libertella è stato un compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra. Tra le sue composizioni figurano "Rapsodia de Arrabal", "Parigi autunnale", "Universo", "Basso romantico" e tanti altri. Arrivò in Argentina, nella capitale Buenos Aires, da bambino, al termine del viaggio che fece il 7 giugno del 1934 con la mamma Maria Maddalena e la sorella Laura sulla nave "Principessa Maria". 


Il padre specializzato in solai e tetti, dopo aver costruito da sè una casa mandò a chiamare la moglie e i due figli. Il piccolo Giuseppe Nicola aveva appena 11 mesi. Suo padre suonava l'organetto, la piccola fisarmonica diatonica, lo strumento che gli immigrati usavano per le loro canzoni popolari. Cominciò a suonare questo strumento lungo le strade del suo quartiere a Villa Lugano di Buenos Aires, fondato appena qualche anno prima, nel 1908, dal cittadino svizzero d'origine italiana Giuseppe Ferdinando Soldati. Dopo aver ascoltato un suonatore di bandoneòn (più versatile dell'organetto) decise di iniziare a suonarlo non più "ad orecchio" ma seguendo le lezioni di Francisco Requena o Marcos Madrigal. 


Proseguì gli studi ma il salto qualitativo lo fece quando cominciò a suonare insieme a Humberto Canaro (1896-1952). A soli 15 anni, nel 1948, fu chiamato ad esibirsi con l'orchestra di Alberto Suàrez Villanueva (1913-1980) e, due anni dopo, con quella di Osmar Maderna dove incontrò Luis Stazo (1930-2016) con il quale avrebbe, in seguito, percorso gran parte della sua vita artistica. Seguirono altri impegni musicali con la Symbol Orchestra diretta da Aquiles Roggero o il gruppo di Angel Vargas. Nel 1959, a 27 anni formò il suo primo gruppo musicale che diresse fino al 1966. In questo periodo, con il cantante Miguel Montero (1922-1975) produsse sei LP che ebbero un successo internazionale. Nel 1963 in tournèe a Santa Fe conobbe Nelly Rosa Manfredi che sarebbe diventata sua moglie e madre dei suoi tre figli. Nel 1967 fondò il quintetto "Gloria" con il quale fu impegnato in un tour in Giappone e si esibì al "Patio de Tango" e nel teatro "Apolo". Durante questa esperienza produsse altri 11 dischi LP. Il 23 aprile del 1973 è stata una data fondamentale della sua carriera artistica perché fondò, insieme all'amico Luis Stazo, il Sestetto Maggiore (Sexteto Mayor) col quale sarebbe rimasto per tutta la vita. "E pensare - raccontò José Libertella in una intervista trent'anni dopo - che il gruppo, pensavamo, sarebbe durato 15 giorni" (quotidiano "Clarin" 2003). Numerosi i "tour" in Argentina e in America Latina ma il successo internazionale venne in Francia nel 1981 a "Les Trottoirs de Buenos Aires" di Parigi (il primo locale di tango in Europa) nel corso di un concerto al quale parteciparono Julio Cortazar, Yves Montand e Paloma Picasso. Il tango argentino, come spettacolo di musica e ballo, da quel momento ebbe una diffusione mondiale. Nel 2003 il "Sexteto" vinse il Grammy (Grammy Award, è un premio tra i più importanti degli Stati Uniti. Assegnato per i risultati conseguiti nel settore della musica, viene generalmente considerato come l'equivalente dei premi Oscar nel mondo del cinema) per il miglior album di Tango e per l'album "Omaggio a Piazzolla"). Nel 1992 José sempre con il sestetto creò lo spettacolo "Tango Passion" due parole che riassumono la sua vita. José Libertella morì a Parigi l'8 dicembre del 2004, all'età di 71 anni. ----- Di José Libertella si è parlato sabato sera nel Teatro Stabile a Potenza nel corso di uno spettacolo di buon livello (musica, canti, balli e libro) dell'ingegner Nicola Corona dal titolo "Alma latina" una storia comparata della canzone napoletana, del tango e di altri generi latino-americani. Un contributo alla scoperta dei lucani dei quali abbiamo perduto memoria e che vanno "riscoperti" per rinsaldare una "identità" e ripercorrere l'esule filo che lega la Basilicata ai suoi figli dispersi per il mondo.


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